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Lazio. Informazione e aggiornamento scientifico. L’esperienza della “Biblioteca Alessandro Liberati”

L'editoria medico-scientifica è sempre più free. Un bene ma non sempre perché resta il problema della qualità. Avviata 15 mesi fa sta rapidamente consolidandosi come riferimento per migliaia di medici, infermieri, farmacisti e dirigenti di numerose aziende sanitarie della Regione

02 NOV - Sono quasi 10 mila le riviste indicizzate nella directory degli open access journals: più di 1.900.000 articoli consultabili gratuitamente, un quarto dei quali di medicina. Il mondo del free, nell’editoria medico-scientifica, sta guadagnando posizioni e ha superato la soglia del 50% del totale dell’offerta informativa. In altre parole: la metà delle fonti è gratuita.
 
Per molti aspetti è una buona notizia, per altri meno perché resta il problema della qualità, comune del resto anche alle fonti accessibili a pagamento. Se è vero che oltre l’80% della ricerca di base e clinica è, tutto sommato, poco o per nulla utile, anche l’output di questa attività di studio è molto probabile che non sia realmente … prezioso.
 
Un articolo uscito da poco sulla rivista online PLoS Medicine punta il dito su una questione molto importante: cresce la letteratura medica aperta alla consultazione ma aumentano anche gli studi che ci dicono che curare il paziente basandosi sulla lettura delle riviste è molto rischioso. Il singolo articolo, infatti, molto spesso offre un punto di vista incompleto, un quadro parziale, e solo inserendo le informazioni in una cornice più ampia chi legge ha la possibilità di trarre delle indicazioni concrete e sufficientemente affidabili. Più delle riviste, insomma, sono utili i cosiddetti point-of-care tools, progettati per una ricerca rapida di ciò che serve davvero per prendere delle decisioni e per aiutare i clinici a risolvere i problemi anche in caso di urgenza.

 
Come scrive su PLoS Medicine James Heilman, medico canadese di pronto soccorso, alcuni point-of-care tools sono disponibili senza alcun costo per il personale sanitario di nazioni come la Gran Bretagna, che ha costruito i NHS Clinical Knowledge Summaries. Altri strumenti, come Dynamed o UpToDate, sono invece consultabili a pagamento e il loro costo per il singolo professionista non è affatto trascurabile. Per questo, la sottoscrizione è quasi sempre effettuata dalle istituzioni, che abilitano poi all’accesso i propri dipendenti tramite password o riconoscimento dell’Internet Protocol all’interno delle strutture sanitarie. Alla preparazione di UpToDate, spiega Heilman, hanno collaborato più di 6 mila autori, curatori e referees: lo usa, nel mondo più di un milione di medici di 174 paesi e il 90% dei centri ospedalieri statunitensi lo rende disponibile al personale sanitario. I risultati di questo investimento sono molto buoni, se è vero che si traducono in una riduzione dei tempi medi di degenza, in minore mortalità e in una migliore complessiva qualità dell’assistenza.
 
Da presidente della Wiki Project Med Foundation, Heilman auspica che la crescita della qualità dei contenuti e della quantità delle voci di Wikipedia possa un domani garantire agli operatori sanitari una fonte di consultazione indipendente e aperta, essenziale per supportare il decision-making al letto del malato. Nell’attesa, si guarda con favore agli enti che decidono di destinare una parte dei propri fondi per la formazione all’acquisto di uno di questi strumenti di riconosciuta utilità.
 
Nel 2014, la Direzione Sanità della Regione Lazio ha avviato il progetto della Biblioteca Alessandro Liberati (www.bal.lazio.it/) affidandone la cura al Dipartimento di Epidemiologia del Servizio sanitario Regionale. A distanza di 15 mesi dall’avvio, si presenta come un progetto di successo che già rappresenta un riferimento per migliaia di medici, infermieri, farmacisti e dirigenti di numerose aziende sanitarie della Regione.  Dopo l’analisi dei diversi strumenti disponibili sul mercato e la consultazione informale di documentalisti di AO del Lazio e di altre Regioni, il Dipartimento ha stipulato un accordo con UpToDate grazie al quale gli enti del territorio possono acquisire questo point-of-care tool a costi molto favorevoli.
 
Hanno colto prontamente l’occasione diverse aziende. “La Biblioteca Alessandro Liberati integrata da UpToDate – spiega Sergio Mangili, responsabile della Formazione della ASL RMH – è uno strumento di grande interesse per l’aggiornamento clinico online. Si integra perfettamente nell’offerta formativa residenziale della nostra azienda, forte di circa 100 corsi indipendenti di educazione continua, messi a punto dopo una rilevazione attenta dei bisogni informativi del personale sanitario. Per contenere i costi della formazione e liberare risorse, tutti i corsi sono svolti nelle sedi della ASL, centrale o periferiche. Abbiamo programmato anche specifici workshop con lo staff della Biblioteca Liberati, finalizzati alla formazione all’uso della risorsa: la nostra soddisfazione è anche nel constatare un forte coinvolgimento da parte di tutte le professioni sanitarie”. 
 
UpToDateè utilizzabile sia dagli operatori della ASL RMH, sia da quelli della ASL di Frosinone: “La garanzia è che si tratta di una banca dati molto nota e usata a livello internazionale – ci dice Alessandro Costa, responsabile della Formazione della ASL di Frosinone  – ed è una scelta che prevede un lavoro in prospettiva, una semina che non può prescindere da seminari formativi residenziali capaci di motivare ulteriormente il personale a utilizzare questo strumento. L’ostacolo principale è nella lingua inglese, ma sono convinto che alla fine possa rappresentare piuttosto un incentivo a studiare la lingua straniera, per poter sfruttare appieno le potenzialità dello strumento”.
 
“Decidere in favore dell’acquisto di UpToDate – conferma Assunta Lombardi, responsabile della Formazione e comunicazione della ASL di Latina – è il segnale anche di una particolare attenzione alla ricerca. Abbiamo già messo alla prova lo strumento nel corso di specifiche attività di audit volte alla valutazione dell’appropriatezza, attività che hanno coinvolto medici ospedalieri, universitari e di medicina generale per la stesura di percorsi clinici basati su evidenze da implementare nelle strutture della azienda”.
 
In un momento di particolare crisi di credibilità delle riviste scientifiche – testimoniato da un amaro commento uscito su una delle testate più prestigiose, il New England Journal of Medicine, al quale ha fatto eco una radicale presa di posizione di Richard Smith, già direttore del BMJ – investire su strumenti sintetici e pratici può essere la scelta giusta. Salvano vite, sostiene sin dal titolo del suo articolo James Heilman: perché tardare?
 
Laura Amato e Simona Vecchi
Dipartimento Epidemiologia del S.S.R. - ASL RME
 
Riferimenti
Heilman J. Open access to a highquality, impartial, point-of-care medical summary would save lives: Why does it not exist? PLoS Medicine 2015; August 25, 2015.
Haug CJ. Peer-review fraud – Hacking the scientific publication process. N Engl J Med 2015; October 21, 2015.
Smith R. A better way to publish science. BMJ Blogs 2015; October 22, 2015.

02 novembre 2015
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