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Lazio. Chilelli (Federsanità Anci): “La nomina di Panella e la scarsa informazione dei 5 Stelle”

Le persone vengono individuate sulla base di capacità ed esperienza e a volte le affermazioni di chi ha messo in discussione la nomina vanno sempre accompagnate da un minimo di informazione e documentazione certa e non su sentito dire. Questo è quello che ci si aspetterebbe da chi si propone per trasparenza, conoscenza e modernità

18 DIC - Questo doveva essere un appunto per un augurio di buon lavoro ad un Direttore generale (ed amico), Vincenzo Panella, che è stato incaricato di dirigere la Direzione salute e politiche sociali della Regione Lazio.
 
Sappiamo, per il contributo che ha portato ai tanti Tavoli di lavoro condivisi tra Comuni e ASL, che pur essendo un compito arduo, Panella ha tutti i numeri per mettere in campo nel Lazio un sistema concreto di integrazione socio-sanitaria.
 
Leggiamo però che il consigliere del M5S, Davide Barillari, mette in discussione la nomina di Vincenzo Panella essenzialmente su presunte questioni che riguardano l’ammodernamento dei sistemi informativi – questione che, peraltro, Panella conosce e padroneggia ampiamente fin dai tempi del suo lavoro in Umbria – e ci siamo ricordati di una “interrogazione a risposta immediata” che alcuni consiglieri M5S (tra i quali Barillari) hanno firmato il 27 ottobre scorso.
 
L’interrogazione – che il Movimento sta proponendo in formato ciclostilato in tutte le Regioni – su “controllo sull’attuazione del disposto D.L. 21.067.2013 n.69, art.43 – registrazione su carta d’identità della volontà della donazione organi” contiene una serie di errori grossolani che ci si potrebbe aspettare da chiunque ma non da chi si picca di essere conoscitore delle istituzioni e grande interprete di reti informatiche.

 
Premettiamo che l’opportunità di esprimere la dichiarazione di volontà a donare gli organi al momento del rilascio della carta di identità è frutto di un progetto realizzato nel 2012 da Federsanità ANCI, Regione Umbria, Centro Nazionale Trapianti, con un progetto CCM del Ministero della Salute, divenuto legge con il D.L. 21.067.2013 n.69, art.43. Pertanto, sappiamo di cosa parliamo.
 
Tralasciamo le premesse dell’interrogazione, relative all’ordine del giorno presentato dal deputato Matteo dell’Osso che insiste su aspetti come la presenza di un codice seriale da trascrivere su carta di identità e passaporto. Il che, però, non può non sollecitarci due domande: a che pro queste trascrizioni visto che l’unica banca dati utilizzata dai rianimatori è quella del Sistema Informativo Trapianti dove arrivano le dichiarazioni inserite prima dalle ASL e oggi anche dai Comuni? E poi, perché un codice seriale? In una situazione così complessa come quella in cui una persona viene dichiarata un possibile donatore, bisognerebbe reperire i suoi documenti (che potrebbero non essere più sul corpo del possibile donatore) e, in più, trovare il modo di decifrare il codice seriale per capire quale era la sua volontà. Sembra un modo per complicare una cosa semplice.
 
Ma passiamo all’interrogazione vera a propria.
 
Come si fa a chiedere al Presidente della Regione Lazio di riferire “se la Regione abbia avviato una procedura di verifica dell’idoneità dei macchinari dei singoli comuni atti al rilascio della Carta d’identità con la registrazione della volontà di donazione degli organi?”
 
Qualcuno dovrebbe spiegare ai sei firmatari dell’interrogazione (nel Lazio ma anche a quanti si accingono a farlo nelle altre Regioni) che i Comuni, e soprattutto gli Uffici Anagrafe, non dipendono dall’ente Regione e che le attività collegate alle Carte di identità sono in stretto contatto con il Ministero dell’Interno.
 
Poi, se per “idoneità dei macchinari” si intende l’uso dei computer, possiamo rassicurare i firmatari dell’interrogazione che i Comuni hanno “macchinari” idonei. Per assicurarsi di ciò, possono collegarsi al sito del CNT dove, in tempo reale, ci sono i dati dei Comuni che ogni giorno attivano questo servizio e quelli relativi alle dichiarazioni di volontà raccolte.
 
Infine, un appunto sui costi. Il servizio di cui sopra può essere attivato al solo costo del certificato digitale poiché le software house sono tenute – trattandosi di una normativa – ad eseguire le modifiche necessarie al software del Comune.
 
Tutto questo per dire, tornando all’apertura di questo breve appunto, che le persone vengono individuate sulla base di capacità ed esperienza e che le affermazioni vanno sempre accompagnate da un minimo di informazione e documentazione certa e non su sentito dire. Questo è quello che ci si aspetterebbe da chi si propone per trasparenza, conoscenza e modernità.
 
Ma è Natale, siamo tutti più buoni e, quindi, auguriamo buon Natale a Panella, a Barillari e a tutti i lettori che mi hanno sopportato.
 
Enzo Chilelli
Direttore Generale
Federsanità ANCI

18 dicembre 2015
© Riproduzione riservata


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