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Asl Roma 3. Cgil, Uil e Anaao proclamano stato di agitazione. “Stanno progressivamente smobilitando l'azienda”

Particolarmente critica sarebbe la situazione del Grassi di Ostia, “che si vuole probabilmente trasformare in un grande Pronto soccorso. Sarebbe un fatto gravissimo, poiché avverrebbe in un'area in cui l'ospedale più vicino è a 25 km e la popolazione è elevata”.

12 APR - La Funzione pubblica di Cgil e Uil, assieme all’Anaao, aprono ufficialmente lo stato di agitazione per tutti i lavoratori, comparto e dirigenza, della Asl Roma 3, ex RmD. In primis viene denunciata “la perdurante mancanza di confronto con gli organi gestionali dell’azienda, nonostante le richieste di incontro inviate con l’obiettivo di avviare tavoli negoziali condivisi”. Ma la questione è di carattere complessivo, spiegano i sindacati, ed è legata “a un palese piano di smobilitazione e liquidazione del bene salute del territorio afferente a questa Asl perpetrato anche attraverso i mancati rinnovi di contratti di fornitura di attività assistenziali ed amministrative che garantiscono l’erogazione delle prestazioni sanitarie e che ignora e calpesta ogni tentativo di confronto con i diversi stakeholder”. In particolare alla direzione aziendale viene imputata “una colpevole latenza sull’adozione di decisioni per garantire l’applicazione della legge 161/2014 sull’orario di lavoro, rispetto cui questa Azienda ha omesso ogni indicazione lasciando ai singoli coordinatori l’individuazione di modalità spontanee per assolvere a tale dettato, favorendo la nascita di un’anarchia ingestita di turni lavorativi difformi tra loro”.


La situazione del Grassi di Ostia – riferisce Giuseppe Conforzi, segretario territoriale della Asl Roma 3 – è inoltre sempre più critica in quanto “ci sono voci di chiusura di reparti del Grassi e di un piano di degenza del CPO, se fossero confermate sarebbe un fatto gravissimo che andrebbe a discapito della cittadinanza, l'offerta dei posti letto è scarsa nel periodo invernale, con le chiusure che cosa accadrebbe sul litorale questa estate quando la popolazione sfiora i 500mila abitanti. Forse si vuole trasformare il Grassi in un grande Pronto Soccorso? Noi siamo fermamente contrari in una città come Ostia dove l'ospedale più vicino è a 25 km e la popolazione è elevata”.

Anche perché, evidenzia Conforzi, “mancano all'appello decine di Infermieri e addirittura come riconosciuto tempo fa dall'azienda circa 100 operatori socio sanitar . Questa è una azienda abbandonata a se stessa, la Regione deve permettere l'assunzione di infermieri cosi come è avvenuto in altre Asl del Lazio, urgentemente, utilizzando graduatorie di bandi e concorsi già presenti. Altrimenti il rischio concreto – conclude – è che la struttura venga completamente dismessa”.
 

12 aprile 2016
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