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Epatite C. Per gli esperti dello Spallanzani è questioni di pochi anni e sarà eradicata 

Questo suggeriscono i dati disponibili sia sui farmaci già in uso che in quelli relativi alle fasi finali degli studi clinici pre-registrativi. Se ne è parlato ieri in occasione dell’evento scientifico “HCV:  innovazione e rivoluzione” promosso nell’ambito degli eventi celebrativi per festeggiare gli 80 anni di attività dell'Istituto di Roma.

06 GIU - Nell’ambito degli eventi legati alla Celebrazione degli 80 anni dell’Inmi Spallanzani si è tenuto ieri, presso il centro congressi dell’Istituto, un evento scientifico dedicato agli sviluppi clinici e di ricerca sulla Epatite C. “HCV: innovazione e rivoluzione” il tema che è stato sviluppato attraverso una serie di interventi dedicati agli aspetti innovativi della ricerca su HCV, alla rivoluzione nella terapia dell’infezione e ai prossimi controversi scenari sull’impatto delle terapie innovative anti HCV nelle popolazioni trattate.

“L’evento – spiega l’Inmi in una nota - si inquadra, nel panorama ampio della comunicazione scientifica su HCV, attraverso l’impiego di questi due termini così chiari ed inequivocabili: innovazione, intesa come capacità di produrre, da parte della ricerca di base, modelli e risultati innovativi nel campo della diagnostica virologica avanzata, nel campo dei meccanismi immunologici che regolano i rapporti tra virus e ospite e nel campo dei meccanismi ancora molto complessi dell’oncogenesi; e rivoluzione, intesa come straordinaria possibilità di curare i pazienti con infezione da HCV con tassi di efficacia mai raggiunti nel passato attraverso un approccio terapeutico a dir poco ‘rivoluzionari’”.


Il modello di ricerca applicato al virus HCV maturato negli ultimi anni ha infatti permesso lo sviluppo di una categoria di nuovi farmaci antivirali ad azione diretta sul virus (DAA) che hanno consentito di raggiungere straordinari livelli di efficacia nel paziente affetto da infezione da virus HCV. I farmaci attualmente disponibili nel nostro Paese hanno rappresentato e stanno rappresentando un’opportunità unica per centinaia di migliaia di pazienti.

E “i dati disponibili sia sui farmaci già in uso che in quelli relativi alle fasi finali degli studi clinici pre-registrativi, suggeriscono cha nell’arco di pochi anni sarà possibile eliminare il problema dell’epatite da HCV nel nostro Paese”, avverte lo Spallanzani. La prospettiva futura sarà quindi quella di eradicare il virus HCV e con esso i danni, soprattutto epatici, rappresentati dalla cirrosi e dall’epatocarcinoma con una positiva ricaduta in termini di riduzione drastica del numero di pazienti in lista per trapianto di fegato.  

Per facilitare il raggiungimento di questo ambizioso obiettivo – ricorda lo Spallanzani - , in un’ottica di sostenibilità, la Regione Lazio, ha adottato un modello peculiare di gestione della spesa farmaceutica introdotto con i primi farmaci DAA, che ha permesso un efficace controllo delle risorse economiche e di ottimizzazione dei flussi informativi”.

Nel 2015 la Regione Lazio ha affidato un percorso centralizzato di acquisto alla Farmacia dell’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani, che cura la successiva distribuzione alle farmacie dei centri clinici autorizzati. Attraverso un decreto commissariale, inoltre, la Regione ha istituito presso il Dipartimento di epidemiologia e ricerca preclinica dello Spallanzani il Servizio regionale per la sorveglianza di malattie infettive (Seresmi), che svolge un ruolo indipendente dai centri clinici e coordina il flusso delle informazioni. Esegue tra l'altro l'analisi dei dati e promuove sulla base dei risultati lo sviluppo di studi mirati. Il Servizio ha collaborato con l'area politica del farmaco della Regione Lazio e con il personale di Lait per la creazione e lo sviluppo di un database informatico.

06 giugno 2017
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