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Lazio. D’Amato in Commissione Bilancio: “Conti sanità migliorati: nel 2016 disavanzo di 137 milioni contro i 333 milioni del 2015”

Prosegue, in Consiglio Regionale, il ciclo delle audizioni degli assessori regionali in quarta commissione in occasione della sessione di bilancio. Il responsabile della cabina di regia del servizio sanitario regionale che, tra i risultati ottenuti dalla Giunta, ha riferito il tempo medio di pagamento ai fornitori passato sotto i 60 giorni e il riconoscimento pari a 176 punti sulla griglia Lea (sotto i 160 punti una Regione è considerata inadempiente).

28 DIC - “Il bilancio consolidato della sanità 2016 ha avuto un esito pari a meno 137 milioni che incide per l’1,3 per cento sul trasferimento nazionale di 10.253 milioni di euro, in miglioramento rispetto all’anno precedente quando il disavanzo era pari a meno 333 milioni”. Lo ha riferito Alessio D’Amato, responsabile della cabina di regia del servizio sanitario regionale, ascoltato dalla quarta commissione sui temi del pacchetto bilancio.

“Rispetto al 2013 – ha riferito D’Amato - abbiamo una riduzione di circa l’80 per cento del disavanzo che è passato dai 670 milioni del 2013 ai meno 137 milioni che è il disavanzo del 2016. Le uscite maggiori del bilancio sono riservate ad alcune voci innanzi tutto quelle relative alle spese del personale con una cifra di circa 2,7 miliardi di euro e quella relativa alla spesa farmaceutica pari 1,14 miliardi di euro, quella relativa all’acquisto dal privato ospedaliero pari a 1 miliardo e 39 milioni di euro”.

“I costi operativi sono stati nel 2016 pari a 10,456 miliardi – ha proseguito il responsabile della cabina di regia del servizio sanitario regionale - con un margine operativo positivo di 169 milioni.  L’incidenza maggiore di questo risultato è stata data dal combinato disposto di due fattori: il contenimento dei costi interni, per 82 milioni di euro, e l’altro relativo alla riduzione dei costi esterni per 55 milioni di euro. L’onere relativo all’acquisto di assistenza protesica, all’ammodernamento tecnologico e all’aumento delle prestazioni ad elevata complessità - più 19% di trapianti – e all’acquisto di farmaci innovativi ha portato a un aumento dei costi pari a più 200 milioni di euro, compensati dal fondo nazionale solo la metà. Il tempo medio di pagamento ai fornitori è passato sotto i sessanta giorni. Il 2016 è stato un anno importante per i livelli essenziali di assistenza: la Regione, infatti, ha avuto il riconoscimento pari a 176 punti sulla griglia Lea, vale a dire un giudizio di adempienza sopra i 160 punti. Sotto i 160 punti – ha concluso D’Amato - una regione è giudicata inadempiente”.


Tra le numerose criticità evidenziate nel corso dell’audizione: il rapporto tra costi sanitari e pressione fiscale; le stabilizzazioni del personale e la cronica carenza di personale nella pianta organica della sanità; i lunghi tempi d’attesa gli esami diagnostici; le carenze in materia di programmazione  e di controlli interni rilevati dalla Corte dei Conti; gli accorpamenti delle Asl e i piani di rientro delle aziende ospedaliere; il tema dell’assistenza alle persone con problemi psichiatrici senza fissa dimora; il sovraffollamento dei pronto soccorso; i costi del servizio 118 le condizioni di lavoro dei dipendenti.

Il 2016 è stato anche l’anno dell’effettiva entrata in funzione del nuovo numero unico di emergenza 112, per il quale sono stati impegnati circa tre milioni e mezzo di euro, gran parte dei quali riguardanti la convenzione triennale con Areu Lombardia, agenzia della Regione che ha fatto da apripista nel 2011 e che è membro della “Commissione per l’attuazione del Nue” al ministero dell’Interno.

Ascoltato anche il direttore dell’Agenzia regionale della protezione civile, Carmelo Tulumello, che ha portato all’attenzione dei consiglieri le voci del consuntivo 2016, alla luce soprattutto delle emergenze costituite da terremoti e ondate di forte maltempo.  Dopo la prima scossa del 24 agosto 2016 sono stati allestiti sette campi di accoglienza, con circa 130 tende e mille posti letto. Le mense gestite dalla Regione Lazio hanno fornito una media di duemila pasti caldi al giorno. Tulumelllo ha riferito anche della graduale riorganizzazione dell’assistenza alla popolazione nei comuni colpiti tra i quali il comune di Leonessa dove è stata allestita una nuova mensa.

Rispetto alle problematiche idrauliche dell’alto bacino del fiume Tronto, poi,  sono state condivise misure atte a mitigare le principali criticità tra cui, a carico della Regione Lazio, l’installazione di un idrometro in telemisura.  A seguito della richiesta del Sindaco del comune di Accumoli del 2 novembre 2016, che, a causa dell’evento sismico stava operando senza sede, la protezione civile ha provveduto alla fornitura di container uso ufficio, per ripristinare l’erogazione dei servizi pubblici essenziali alla popolazione colpita dal sisma.

E’ stato inoltre attivato sul territorio un posto di assistenza Socio sanitaria presso il Comune di Amatrice, costituito da strutture temporanee di rapido utilizzo, tende e strutture di copertura. A seguito delle eccezionali nevicate della prima metà del mese di gennaio 2017, si è provveduto a garantire la continuità assistenziale alla popolazione attraverso l’allestimento di una struttura provvisoria con l’utilizzo di container presenti nei campi di assistenza alla popolazione.

Gli eventi sismici avvenuti nel gennaio 2017 hanno determinato l’isolamento di alcune frazioni, a causa del concomitante maltempo. Molte persone sono rimaste isolate e bisognose di soccorso e assistenza. Si è reso, pertanto, indifferibile l’intervento di mezzi idonei a ripristinare condizioni minime di viabilità e sicurezza, quali ad esempio ruspe, mezzi spazzaneve e spargisale. A tal fine si è disposto di assegnare ai Comuni le risorse necessarie per l’adozione di quanto ritenuto necessario dalle autorità locali per il ripristino di accettabili condizioni minime di viabilità e sicurezza.

28 dicembre 2017
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