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Investire per ridurre i deficit. Ecco come abbiamo fatto a Tor Vergata

Tre sole cifre del bilancio 2017 appena approvato: il risultato economico, che espone un disavanzo di soli € 24.902.000, rispetto a € 73.606.000 del 2014. I ricavi, che crescono da € 216.475.000 nel 2014 a € 244.381.000. I costi, che scendono da € 273.598.000 nel 2014 a € 252.722.000. Direi che la chiave del successo sia stata un grande sforzo di squadra e la sinergia con Regione e Università. LE SLIDE

13 SET - E’ ipotizzabile che la prossima legge di bilancio non potrà contenere l’incremento del Fsn. Almeno nel breve periodo, la sostenibilità del sistema andrà ricercata nelle modifiche dei comportamenti organizzativi, che consentano di raggiungere l’equilibrio economico senza ridurre i servizi. Questo è stato l’obiettivo di questi anni del nostro Policlinico.
 
A tal fine, desidero fornire una sintesi dei principali obiettivi sinora raggiunti nel quadriennio appena trascorso, che evidenzia inequivocabilmente come siamo riusciti ad abbattere il disavanzo del 2014, senza che i risparmi abbiano intaccato i servizi o la qualità dell’assistenza, ma, anzi, con un aumento produttivo e l’implementazione delle risorse umane, degli spazi e delle tecnologie.
 
Vediamo i numeri.

L’attività. Dal 2014 al 2018, a fronte del progressivo aumento dei posti letto (da 426 a 502), si assiste al complessivo miglioramento dei principali indicatori di attività, quali il numero degli interventi chirurgici (da 4.954 a 8.766), il numero dei dimessi (da 15.446 a 16.130), le giornate di degenza (da 135.104 a 139.581).


L’acquisizione di risorse umane. Oltre alla stabilizzazione di 47 precari e alla strutturazione di 32 universitari, vi è stata l’assunzione di complessive 347 unità, di cui 189 a tempo determinato e 158 a tempo indeterminato (18 nel 2014, 48 nel 2015, 147 nel 2016 e 134 nel 2017).

Gli investimenti in spazi e tecnologie. Presso l’area radiologica vengono in rilievo la TC 128 strati, l’aggiornamento delle RM 3T e 1.5 T, i quattro nuovi ecografi di imminente acquisizione, l’upgrade della station agiografica, la sostituzione della TC/PET, della Gamma Camera e, entro il 2019, di tutte le TC vetuste. Presso l’area chirurgica e la terapia intensiva, si segnalano l’aggiornamento delle colonne laparoscopiche 2D e 3D, l’acquisizione dell’Organox per i trapianti di fegato e del sistema per neuronavigazione, la sostituzione del microscopio operatorio per oculistica, l’imminente implementazione del sistema per normotermia e l’allestimento di sei nuove postazioni di terapia sub-intensiva.
 
Presso la diagnostica di laboratorio, si evidenziano la sostituzione del Corelab, l’attivazione del Laboratorio BSL3 per la turbercolosi, l’aggiornamento dei sistemi per citofluorimetria, l’implementazione del nuovo laboratorio anatomia patologica “zero formalina”, l’aggiormanento dei sistemi di pirosequenziamento, e l’imminente attivazione del laboratorio per il trattamento delle cellule staminali, rimasto per anni inutilizzato.
 
Infine, occorre citare l’attivazione del piano terra e 4° piano della Torre 9, il finanziamento di sei milioni di euro per la Torre 8, il rifacimento dell’intera rete informatica e wi-fi, il progetto per tracciabilità asset tramite bluetooth, l’avvio della cartella clinica informatizzata, l’istallazione della tecnologia al letto del paziente per 154 posti letto, lo sgombero degli spazi occupati dalla Fondazione IME, i lavori per l’ampliamento del Pronto Soccorso con Sala Rossa e percorsi separati e l’attivazione di 16 posti letto SPDC.

La riduzione della spesa per i dispositivi medici. La costante riduzione della spesa per dispositivi medici è dovuta principalmente alla riduzione dei prezzi unitari di acquisto (a seguito dell’espletamento di gare) e alla razionalizzazione dei consumi (armadietto di reparto, magazzini conto deposito, tracciabilità e corretta imputazione dei costi) con conseguente aumento delle attività.

L’investimento sui farmaci. L’analisi dell’aumento complessivo della spesa farmaceutica evidenzia che esso è dovuto all’utilizzo di farmaci innovativi e all’aumento dei pazienti trattati presso i nostri Centri di riferimento regionali, mentre si registra la costante riduzione della spesa farmaceutica interna, ottenuta grazie all’attenta analisi dei consumi, all’appropriatezza nell’utilizzo dei farmaci e alla riduzione dei prezzi di acquisto.

Un ultimo sguardo ritengo meritino le azioni volte a dare trasparenza ed efficacia all’operato dell’Amministrazione: in primis il consolidamento della rete di RUP e DEC per l’ottimizzazione dell’esecuzione dei contratti; in tema di manutenzione degli impianti, la cessazione del rapporto con la Concessionaria a seguito dell’adesione alla gara regionale e la costituzione della UOC “Progettazione, sviluppo e gestione del patrimonio”; sul fronte della gestione del rischio clinico, si registra un trend in netto miglioramento su tutti i principali indicatori; sul fronte degli studi clinici per la ricerca, solo tra il 2016 e il 2017 sono stati stipulati ben 42 contratti con promotori profit e 37 con promotori no profit; si è registrato, altresì, un miglioramento degli outcomes clinici oggetto di monitoraggio del Programma nazionale esiti (PNE) ed è aumentato negli anni il peso medio del DRG, segno evidente della maggiore complessità delle patologie trattate, in linea con la natura di Policlinico universitario di alta specializzazione.
 
E’ stato incrementato il percorso di certificazione della qualità che, oggi, comprende ulteriori strutture e PDTA. Inoltre, abbiamo ottenuto la certificazione di I livello delle attività di risk management. La Fondazione si è particolarmente attivata per prevenire ogni forma di violenza nei confronti degli operatori sanitari, con un notevole abbattimento del rischio ed una maggiore tutela dei nostri professionisti.

Tutto ciò è avvenuto contestualmente all’emanazione del nuovo Protocollo d’intesa, che ha determinato lo straordinario lavoro di stesura e approvazione, attesa da anni, dell’Atto aziendale nonché dei conseguenti atti attuativi.

Tre sole cifre del bilancio 2017 appena approvato: il risultato economico, che espone un disavanzo di soli € 24.902.000, rispetto a € 73.606.000 del 2014. I ricavi, che crescono da € 216.475.000 nel 2014 a € 244.381.000. I costi, che scendono da € 273.598.000 nel 2014 a € 252.722.000.
Direi che la chiave del successo sia stata un grande sforzo di squadra e la sinergia con Regione e Università.
 
Tiziana Frittelli
Direttore generale della Fondazione Policlinico Tor Vergata

13 settembre 2018
© Riproduzione riservata


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