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Lazio. Centro alcologico a rischio chiusura. Parte la petizione: in 5 giorni raccolte 5mila firme

Il taglio dei fondi, la mancata proroga dei contratti di collaborazione e il mancato espletamento dei bandi concorsuali causerà, oltre alla perdita di posti di lavoro, “un crollo vertiginoso della capacità assistenziale” del Crarl attivo presso l’Umberto I, così come di tutta l’Azienda “attualmente supportata da circa 250 precari in varie specialità”. Appello a Zingaretti: “Ultima speranza per migliaia di pazienti”.

13 DIC - Il 1 Gennaio 2019 il Centro di Riferimento Alcologico della Regione Lazio (Crarl) con sede al Policlinico Umberto I di Roma “si troverà costretto a non poter più essere in grado di garantire le prestazioni assistenziali sanitarie a migliaia di pazienti (cosiddetti fragili) che annualmente usufruiscono del servizio vista la scadenza di tutti i contratti il 31 dicembre”. A lanciare l’allarme sono i responsabili del Centro stesso, Mauro Ceccanti e Maria Luisa Attilia, evidenziando come “la ricaduta in termini di mancanza di accessibilità alla cura sarà drammatica non solo per i malati, ma anche per le loro famiglie e per tutto il tessuto sociale circostante”.

Commentando alcune dichiarazioni rilasciate dal presidente della Regione, Nicola Zingaretti, in occasione dell’inaugurazione della nuova Pet Ct presso l’ospedale Sant’Andrea di Roma, in merito al successo delle stabilizzazioni dei precari in ambito sanitario, i rappresentati del Crarl fanno notare come, “se da una parte si accoglie con entusiasmo il fatto che si dotino gli ospedali di innovazione tecnica, dall’altra dispiace dover prendere atto che il Governatore non sia realmente a conoscenza dei processi di stabilizzazione che si è scelto di bloccare presso il Policlinico Umberto I”.


“La Direzione Strategica della più grande Azienda Ospedaliero-Universitaria del Lazio – spiegano - sta attuando scelte che appaiono in netto contrasto con quanto affermato ieri e letto sugli organi di informazione. Il provvedimento atto a impedire il rinnovo dei contratti co.co.co. e ancor più il mancato espletamento dei bandi concorsuali, causerà oltre alla perdita di posti di lavoro un crollo vertiginoso della capacità assistenziale dell’Azienda attualmente supportata da circa 250 precari in varie specialità. Tale inversione di marcia generalizzata colpisce nello specifico anche il Crarl, dove oltre gli infermieri e due medici tutto il personale presente è precario”.

“Inutile sottolineare – per Ceccanti e Attilia - la difficoltà nella quale si troveranno le associazioni del terzo settore che attualmente si appoggiano al Crarl e che perderanno il loro riferimento assistenziale che ormai da circa 40 anni opera all’interno del Policlinico Umberto I”.

Contro il rischio chiusura del Centro è stata lanciata anche una petizione online che in 5 giorni ha raccolto oltre 5mila firme.

L’auspicio di Ceccanti e Attilia è che “il Governatore si accorga della dicotomia di trattamento nelle varie realtà laziali, non possiamo credere che si certifichi in questa maniera l’esistenza di malati e operatori di serie B come sta accadendo oggi nel mondo delle dipendenze. L’On. Nicola Zingaretti rimane l’ultima speranza per migliaia di pazienti i quali si augurano che la loro voce non rimanga inascoltata e che nessuno si renda complice di questo vero e proprio razzismo sociale”.

13 dicembre 2018
© Riproduzione riservata


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