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Tor Vergata. Cardiologia, favoritismi per saltare le liste d’attesa. Il primario smentisce, Grillo e D’Amato chiedono chiarimenti

Per il direttore dell’Uo, Francesco Romeo, è una fake news: “Da noi c'è una sola lista, che è informatizzata, e i pazienti sono chiamati in base ai criteri di priorità”. Per il ministro tolleranza zero verso chi fa “figli e figliastri”. L'assessore regionale promette “sanzioni” se le violazioni saranno accertate, ma anche denunce per diffamazione se la notizia risultasse falsa: “Tor Vergata è un ospedale di assoluta eccellenza. E’ necessario sgombrare il campo da qualsiasi ombra”.

29 APR - La Cardiologia del Policlinico Tor Vergata di Roma sarebbe guidata da un sistema a due velocità: chi conta salta la fila, gli altri aspettano settimane senza sapere la loro sorte. E' quanto risultarebbe secondo il Fatto Quotidiano, che cita come fonte un medico autore di due denunce in Procura. Secondo quanto riportato dal quotidiano, attraverso questo sistema il primario del reparto, Francesco Romeo, avrebbe anche favorito Marcello Dell’Utri, che poi, tuttavia, non si sarebbe recato all'appuntamento per il ricovero. Il tutto a danno di altri pazienti in attesa.

Una ricostruzione rigettata con forza del direttore dell’Unità operativa, Francesco Romeo, che all’Adnkronos ha dichiarato: “Da noi c'è una sola lista di attesa che è informatizzata e i pazienti sono chiamati in base ai criteri di priorità. Chi sostiene il contrario adesso ne risponderà. La denuncia l'ha fatta un ricercatore nei confronti del quale ho chiesto un provvedimento disciplinare. Da noi non solo non esiste una doppia lista, ma non ci sono nemmeno i presupposti visto che, pur essendo in regime di extramoenia, io non svolgo attività privata per una mia scelta etica. Lo sanno tutti, anche all'estero, che non lavoro in cliniche private. Ma come si fanno a scrivere queste cose?”.


E precisa: “Per i pazienti in lista di attesa, che comunque è una lista di attesa cortissima che arriva a un mese-un mese e mezzo (nel resto d'Italia ci sono punte anche di un anno di attesa noi abbiamo già fatto quelle di fine marzo, il reparto di cardiologia di Tor Vergata è un'eccellenza a livello internazionale e lavora h24, tutte le urgenze vengono fatte on line), posso decidere, proprio perché non ho alcun conflitto di interesse, che uno venga prima di un altro ma solo in base alle priorità e all'urgenza. Se mi arriva un paziente che ha necessità impellente, che sta male, io come direttore ho la responsabilità e la discrezionalità di intervenire prima, devo farlo. Ma da qui a favoleggiare di una doppia corsia ce ne passa. E comunque questa è l'ennesima, clamorosa, fake news contro l'ospedale sulla quale andrò fino in fondo”, ribadisce Romeo.

Riguardo a Dell'Utri, spiega il primario, “il Tribunale di Sorveglianza ha scritto a 4-5 Direzioni sanitarie di diversi ospedali. Abbiamo dato la disponibilità e poi lui è andato in un altro posto, non è neppure venuto da noi: come avrei potuto favorirlo? Ma come si fanno a scrivere certe cose senza documentarsi prima?”.

Sulla vicenda il ministro della Salute, Giulia Grillo, chiede che venga fatta chiarezza: “Non possiamo tollerare oltre una sanità pubblica che fa 'figli e figliastri' con pazienti più importanti di altri”. Sull’episodio denunciato a Tor Vergata “tutto è al vaglio degli inquirenti, ma quello che voglio ribadire è che episodi del genere mi rendono sempre più convinta dell'urgenza di portare avanti azioni concrete per una maggiore trasparenza nella gestione della sanità”, scrive il ministro su Facebook, spiegando di avere richiesto alla Regione Lazio un’informativa urgente.

Sul caso è intervenuto anche l’assessore regionale alla Salute, Alessio D’Amato. “Il Policlinico Tor Vergata è un ospedale di assoluta eccellenza nel sistema sanitario regionale. E’ assolutamente necessario sgombrare il campo da qualsiasi ombra”, ha dichiarato in una nota. “Per questo motivo – ha spiegato D’Amato - ho ritenuto opportuno richiedere un audit clinico al Direttore generale che dovrà relazionare in modo esaustivo sui fatti riportati. Se le indagini amministrative dovessero confermare le violazioni verranno adottate le sanzioni previste in caso contrario scatteranno le opportune denunce per diffamazione”.
 

29 aprile 2019
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