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Vaccini. La 5 Stelle De Vito contro obbligo vaccinazione influenzale e pneumococcica nel Lazio. Ma il gruppo M5S si dissocia

“Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge”, dice Francesca De Vito nel suo Odg contro l'ordinanza di Zingaretti. E poi aggiunge: “Potrebbe essere che la morte nella popolazione anziana per Covid sia dipesa anche dalla forte debilitazione di queste persone, dovuta al vaccino stesso. Perché il vaccino è anche l’inizio del sorgere di una malattia”. Il M5S di dissocia e vota contro l'Odg. IL TESTO

20 MAG - “La vaccinazione antinfluenzale risulta essere uno strumento indispensabile” contro il Covid e “la dichiarazione della consigliera Francesca De Vito è una iniziativa del tutto personale dalla quale il gruppo M5S alla Regione Lazio si dissocia”. Il Movimento 5 Stelle del Lazio scarica così, attraverso una nota, l’iniziativa della consigliera pentastellata De Vito, che oggi in consiglio regionale ha presentato un Odg per chiedere “l’annullamento immediato dell’ordinanza n. Z0030 del 17/04/2020” con cui il presidente della Regione, Nicola Zingaretti, ha introdotto l’obbligo, a decorrere dal 15 settembre 2020, di vaccinazione antinfluenzale e antipneumococcica agli tutti gli over 65enni e tutto il personale sanitario del Lazio.

La motivazione principale in base alla quale De Vito ha presentato la richiesta riguarda il fatto che l’ordinanza andrebbe contro il principio costituzionale che prevede che “nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge”. Ma “in un colpo solo il Presidente Zingaretti scavalca la Costituzione e” anche "i contratti collettivi”, osserva la consigliera dalla sua pagina Facebook. Anche nel suo intervento in Aula, De Vito ha infatti evidenziato come tale obbligo non sia previsto nel contratto del personale sanitario. “Voglio vedere quel personale sanitario, che sulla base di questa ordinanza viene considerato temporaneamente non idoneo alla sua mansione lavorativa, che impugna questa ordinanza per dire che nessun contratto collettivo prevede una conseguenza del genere", ha detto la consigliera in Aula.


Ma De Vito non nasconde neanche i suoi dubbi in merio ai vaccini: “Da tempo si dibatte sulla necessità o meno di procedere alle #vaccinazioni come strumento di salvaguardia della #salute nostra e dei nostri figli. Luminari e più umili cittadini si interrogano e sentenziano sulla reale efficacia o l’eventuale danno”, scrive sul Facebook.

 
 
Dai banchi dell’Aula, De Vito ha poi dichiarato: “Non sono contro il concetto di vaccino anticovid, ma stiamo parlando di un vaccino antinfluenzale. Se poi il covid dipenda o meno dall’apparato respiratorio piuttosto che dal sangue è un chiarimento che la scienza è ancora lontana da accertare e definire. Perché potrebbe essere che tutte le morti che si sono verificate nella popolazione anziana forse sono dipese anche dalla forte debilitazione di questo persone, dovuta al vaccino stesso, perché il vaccino è anche l’inizio del sorgere di una malattia”.

Queste ultime parole sono state pronunciate da De Vito dopo che la sua collega, Valentina Corrado, ha annunciato il voto contrario del Movimento 5 Stelle all’Odg. "Io mi auguro che la collega De Vito rifletta sulla gravità di quanto sostenuto e ritiri odg perché la necessità del vaccino contro il pneumococco e influenza è dettata dal fatto che peneumococco e influenza sono principali agenti che causano le polmoniti nelle persone anziane. I vaccini, conferendo protezione, diminuiscono la possibilità di infezione polmonare nell’anziano e, di conseguenza ,anche compromissione della funzionalità polmonare. Che in caso di covid determina la morte”.
 
 
Confermata, dunque, in Aula, la linea precedentemente comunicata dal M5S nella nota diramata in mattinata: “I consiglieri del MoVimento 5 Stelle, oggi in Aula non appoggeranno in alcun modo tale richiesta” di annullamento della ordinanza del 17 aprile scorso. “La vaccinazione antinfluenzale - prosegue la nota del Movimento - risulta essere uno strumento indispensabile se, come sembra, nei prossimi mesi sarà ancora in corso l'epidemia Covid19, sebbene ridotta, in quanto con il sopraggiungere dell'influenza stagionale, la sovrapposizione di tale patologia con il Coronavirus e la difficolta' nell'individuazione dei sintomi riconducibili all'una o all'altra malattia produrrebbe danni incalcolabili per la salute delle persone”.

20 maggio 2020
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