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Inquinamento atmosferico e salute dei bambini: cittadini e istituzioni insieme per il cambiamento

Presentato il Documento delle società scientifiche e associazioni dell’area pediatrica e del gruppo di lavoro ‘Ambiente e primi mille giorni’ finalizzato a tutelare la salute dei bambini e delle famiglie. Serve impegno di tutti per tradurre le evidenze scientifiche disponibili in azioni concrete per ridurre l’inquinamento

06 OTT - “Inquinamento atmosferico e salute. Le proposte delle società scientifiche pediatriche e del gruppo di lavoro ‘Ambiente e primi 1000 giorni’ per migliorare la salute dei bambini e delle famiglie”. E' il titolo del Documento di consenso che nasce nell'ambito del progetto di ricerca Coorti di nuovi nati, esposizioni ambientali e promozione della salute nei primi 1000 giorni di vita: integrazione dei dati di esposizione con dati molecolari ed epigenetici (Ambiente e primi 1000 giorni’), realizzato con il supporto finanziario del CCM-Ministero della Salute, e che vede come firmatarie alcune delle principali società scientifiche e associazioni in ambito pediatrico e neonatologico, che in quanto estensori del documento si impegnano a lavorare attivamente, assieme al gruppo di lavoro ‘Ambiente e primi 1000 giorni’, per migliorare la salute dei bambini e delle famiglie, attraverso azioni concrete per ridurre l’inquinamento e il suo impatto sulla salute per costruire contesti di vita sani.

L’evidenza scientifica degli effetti negativi dell’inquinamento atmosferico sulla salute dei bambini è chiara e convincente con un possibile impatto sulla salute anche in età adulta e, addirittura, transgenerazionale.

Numerosi studi e revisioni della letteratura hanno infatti indagato gli effetti dell’esposizione precoce, dal concepimento alla fine del secondo anno di vita (i primi 1000 giorni), agli inquinanti atmosferici outdoor. Le evidenze hanno messo in luce che l’esposizione precoce all’inquinamento può portare a malattie e oneri sanitari che durano tutta la vita, a esiti negativi durante la vita fetale e alla nascita, a un aumento della mortalità infantile, disturbi dello sviluppo neurologico, obesità infantile, compromissione della funzione polmonare, asma e otite media.

L'inquinamento atmosferico è inoltre co-responsabile del cambiamento climatico, che a sua volta ha un impatto sulla salute della popolazione e causa numerosi effetti avversi, a cui la popolazione in età pediatrica è maggiormente esposta e suscettibile per via di una combinazione di fattori biologici, comportamentali e ambientali. I bambini sono particolarmente vulnerabili durante lo sviluppo fetale e nei loro primi anni, quando i loro organi sono ancora in fase di maturazione, e sono soggetti a un lungo periodo di esposizione agli inquinanti.

Le prove scientifiche quindi ampiamente sufficienti per adottare da subito misure chiare e concrete, a tutti i livelli (nazionale e locale), per migliorare la qualità dell'aria e ridurre l’esposizione all’inquinamento atmosferico delle donne in gravidanza e dei bambini, in particolare nei primissimi anni di vita.

Ma se è vero che molti degli interventi di dimostrata efficacia si basano su un cambiamento a livello nazionale che deve essere deciso e guidato da istituzioni governative, è altrettanto importante ricordare come sia nevralgico l'apporto dei cittadini, affinché adottino comportamenti individuali virtuosi per aiutare a ridurre l’inquinamento atmosferico e migliorare la salute della popolazione.

Anche le società scientifiche pediatriche, i singoli pediatri, e più in generale gli operatori di salute che lavorano a contatto con le donne e i bambini possono guidare i cambiamenti e le azioni necessarie a ridurre il carico di malattia dovuto all'esposizione all’inquinamento, con una particolare incisività nei contesti assistenziali che avviano e mantengono una sistematica continuità delle cure pediatriche dalla nascita all’adolescenza.

Migliorare, con la formazione, conoscenze e competenze sui cambiamenti climatici e le misure di prevenzione; informare pazienti e famiglie sul pericolo dell'inquinamento atmosferico; fare attività di promozione e disseminazion; adottare per primi i comportamenti e stili di vita salutari e incoraggiare il cambiamento all’interno del proprio posto di lavoro e più in generale del Sistema Sanitario Nazionale; realizzare attività di advocacy a livello politico e normativo, promuovendo le iniziative esistenti a livello locale e nazionale per migliorare la qualità dell’aria: queste sono le azioni proposte dagli estensori del documento, che si impegnano a lavorare attivamente per il cambiamento, ma è importante ricordare – ancora una volta – che quest'ultimo deve partire da ognuno di noi. 


Per saperne di più sull’importanza di contesti di vita sani, sull’impatto sulla salute dei bambini dell’esposizione a fattori di rischio ambientali e sui piccoli cambiamenti in grado di generare salute anche a livello individuale è possibile consultare il sito web https://millegiorni.info/, strumento operativo del progetto, a cura Pensiero Scientifico Editore & Think2it. Il sito ospita tutti i documenti prodotti attraverso le attività di ricerca portate avanti dal progetto ed è uno spazio di sensibilizzazione e informazione sugli effetti dell’esposizione ambientale nei primi 1.000 giorni di vita e sull’importanza di crescere in contesti di vita sani.

Per saperne di più: https://millegiorni.info
Per scaricare il Documento di consenso: https://millegiorni.info/per-i-decisori/documento-di-consenso/
Per consultare la documentazione scientifica https://millegiorni.info/documenti-scientifici/

Tiziano Costantini
Dipartimento di Epidemiologia SSR Lazio

06 ottobre 2021
© Riproduzione riservata

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