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Aggressioni a Cgil e Umberto I. Il mondo della Salute si stringe in solidarietà, D’Amato in visita al Pronto soccorso aggredito

Anelli (Fnomceo) sulla violenza alla sede centrale della Cgil: “Grave attacco alla democrazia. Per la Costituzione il lavoro è un principio, fondamento della stessa Repubblica, è un diritto, è un dovere. Cieca, dunque, è quella società che rivolge la sua rabbia cannibale contro chi tutela i suoi stessi diritti”. D’Amato in visita all’Umberto I: “Una infermiera ha ricevuto una bottiglia in testa e due agenti feriti. È intollerabile, giù le mani dal personale sanitario!”

11 OTT - Dopo la notte di disordini e aggressioni violente che hanno sconvolto la capitale in molti hanno espresso la propria solidarietà alle strutture oggetto di aggressione, la sede centrale della CGIL devastata e il Pronto soccorso dell’Umberto I. “Piena solidarietà a Maurizio Landini e alla CGIL. L’assalto e la devastazione della sede nazionale del sindacato costituiscono un grave attacco alla democrazia, della quale i sindacati sono presidio”. Così il Presidente della Federazione degli Ordini dei Medici (Fnomceo), Filippo Anelli, all’indomani dei violenti disordini a Roma e mentre è in corso l’assemblea generale della CGIL.

“Un attacco gravissimo e senza precedenti, se non negli anni più bui della nostra storia – prosegue Anelli -. Una violenza inedita e da non sottovalutare, messa in atto da chi invoca la libertà e si avventa contro le istituzioni che tale libertà sorvegliano e custodiscono”.

“Nel nostro ordinamento i sindacati sono posti a tutela dei diritti costituzionalmente protetti dei lavoratori e dei cittadini – continua Anelli -. Per la Costituzione, infatti, il lavoro è un principio, fondamento della stessa Repubblica, è un diritto, è un dovere. È presupposto e garanzia della salute, dell’integrità fisica, dello sviluppo morale della personalità. Cieca, dunque, è quella società che rivolge la sua rabbia cannibale contro chi tutela i suoi stessi diritti”.


“Come Ordini dei Medici, che lo Stato pone a garanzia proprio dei diritti fondamentali alla salute, all’uguaglianza, siamo vicini senza se e senza ma alla CGIL e a tutte le organizzazioni sindacali – conclude Anelli -. Siamo pronti a condividere ogni iniziativa utile in difesa della democrazia. Siamo disponibili a incontrarci, nel nome di quei valori civili e sociali sui quali i padri costituzionali hanno costruito la nostra Repubblica, di quel bilanciamento di diritti e di doveri sul quale si regge la nostra libertà”.

Il pensiero di Antonio Magi, presidente dell’Omceo Roma, è andato  ai sanitari del Pronto Soccorso dell’Umberto I, oggetto di un’aggressione compiuta da alcuni no-vax la notte scorsa: “Vedere delle persone che aggrediscono gli operatori sanitari non è degno di un Paese civile. Voglio esprimere la solidarietà e la vicinanza dell’Ordine dei medici di Roma ai colleghi e agli infermieri dell’Umberto I. Della violenza sui sanitari se ne parla da tempo, ma questo fatto è di una gravità estrema”.

“Chiediamo da tempo che vi siano dei punti presidio della Polizia nei Pronto soccorso, che ora sono abbandonati a loro stessi, mentre una volta erano in tutte le aree di emergenza degli ospedali - segnala Magi -. Serve riportare la vigilanza, mettere in sicurezza le persone che lavorano presso l'ospedale e anche coloro che vi accedono. Prenderemo tutte le iniziative del caso per contrastare questo fenomeno- annuncia il presidente dell’Omceo Roma- per dare maggiore sicurezza agli operatori sanitari. È il momento di istituire un tavolo per discutere come farlo al più presto, con le istituzioni nazionali e regionali”.

“A breve sentirò l’assessore Alessio D'Amato – spiega quindi Magi - per conoscere quali prese di posizione assumerà la Regione Lazio sulle violenze nei confronti degli operatori sanitari”.

L’Ordine delle Professioni infermieristiche di Roma, in relazione agli atti di aggressione avvenuti al Policlinico Umberto I, esprime per bocca del Presidente Maurizio Zega, la propria “totale solidarietà alla collega ferita, agli agenti contusi e a tutto il personale sanitario coinvolto”.

“Il fatto è – ha aggiunto Zega – che la sicurezza del personale sanitario nelle strutture ospedaliere è messa in pericolo ogni giorno, anche in giorni ordinari e non solo, come è stato ieri, in occasione di manifestazioni sedicenti politiche. Certo” - ha aggiunto il Presidente Zega – “le modalità dell’assalto al Pronto Soccorso sono una evidente conferma della follia antiscientifica che purtroppo abbiamo visto all’opera ieri a Roma”.
“Bene dunque la solidarietà e anche l’indignazione – spiega il Presidente dell’OPI di Roma - senza dimenticare però che la sicurezza degli Infermieri e di tutti gli operatori sanitari che operano nei pronti soccorsi costituisce un problema da risolvere anche nei giorni “feriali”, e non solo in occasioni eclatanti.

L’Aniarti, Associazione Nazionale Infermieri di Area Critica quindi, “nell’apprendere i recenti drammatici sviluppi delle manifestazioni “no green pass” del 10 Ottobre 2021, esprime rammarico e preoccupazione per gli eventi di violenza che hanno riguardato il Pronto Soccorso del Policlinico Umberto I di Roma, struttura in prima linea contro il Covid sin da Febbraio dello scorso anno. Tutta la solidarietà dell’associazione va alla collega ferita, a tutti gli operatori sanitari e all’utenza presente nella struttura e coinvolta in questi esecrabili comportamenti. Encomiabile il comportamento dei colleghi che hanno proseguito il loro lavoro di assistenza nonostante le minacce e le aggressioni tutelando la salute, fondamentale diritto come sancito dalla Costituzione”.

“Aniarti – proseguono dall’Associazione - manifesta tutto il suo disappunto verso una situazione sfociata in questi accadimenti nonostante, dall’inizio della pandemia, gli Infermieri e tutti i professionisti ed operatori della salute stanno garantendo il diritto alla salute a tutti i cittadini. Non possiamo restare in silenzio di fronte all’arrogante violenza di alcuni individui, che con le loro azioni mettono a repentaglio la sicurezza di professionisti che stanno svolgendo il proprio lavoro. Chiediamo con forza a tutte le istituzioni, di garantire la sicurezza di chi è in prima linea senza mai essersi tirato indietro ed ai cittadini, di continuare nel supporto e mantenere la fiducia nei confronti degli Infermieri”.

“Infermieri e medici costretti a barricarsi all’interno del Pronto Soccorso del Policlinico Umberto I di Roma per difendersi da un vero e proprio assalto, da un inspiegabile ’raid punitivo’ di facinorosi che sembrano avere perso totalmente il lume della ragione, capaci di azioni di violenza indicibili pur di difendere le proprie idee.  Fino a che punto si può arrivare per far valere quelle che si ritengono le proprie ragioni? Quale prezzo devono ancora pagare quegli operatori sanitari rei soltanto di avere seguito la strada della legalità e della tutela della salute dei pazienti, dei soggetti, fragili, anche a rischio della propria stessa vita?”, si domanda Antonio De Palma, Presidente Nazionale del Nursing Up.

“La notizia dell’infermiera del Policlinico, una collega, una di noi, colpita addirittura da una bottigliata in testa ci lascia nello sgomento totale - prosegue il sindacalista -. Ci informano addirittura di un altro operatore sanitario aggredito e ferito. E poi gli assalti di sabato alla Capitale, con vere e proprie scene di guerriglia urbana, da parte di “personaggi” che nulla hanno a che vedere con quella parte di popolazione che esprime il proprio civile dissenso al vaccino. Qui siamo di fronte a gruppi che ben poco hanno a che fare con le complesse problematiche sanitarie con cui siamo alle prese. Leggiamo le notizie di agenzia e apprendiamo della presenza di frange politiche”.

“Come sindacato nazionale degli infermieri ci sentiamo di dover esprimere, in modo forte, perentorio, la nostra ferma condanna all’azione indecorosa di chi si è reso colpevole di avere assaltato un pronto soccorso, un luogo dove infermieri e medici dovrebbero essere messi nella condizione di svolgere con serenità il ruolo che gli compete, quello di salvare vite umane. Per mesi, non è retorica, abbiamo combattuto per fronteggiare un nemico sconosciuto, subdolo, all’apparenza invincibile. Oggi dobbiamo affrontarne uno ben più agguerrito, che ha le nostre stesse sembianze, ma è ben più pericoloso di qualunque virus. Nursing Up, dall’inizio del suo percorso a tutela degli infermieri, ha sempre posto in essere, tra i capisaldi della sua attività, il rispetto della legalità e la tutela della salute. Abbiamo sempre promosso l’uso del vaccino come unica strada possibile per uscire dall’emergenza. Del resto la maggior parte dei nostri infermieri ha scelto con coscienza di sottoporsi alle somministrazioni”, aggiunge De Palma..

“Gli infermieri non possono e non devono diventare un capro espiatorio - conclude De Palma -.  Pertanto condanniamo fermamente la violenza esplosa in queste ultime ore contro gli operatori sanitari, che vanno difesi e tutelati, così come loro ogni giorno fanno con i cittadini e con la loro salute”.

Anche la FNO TSRM e PSTRP “esprime solidarietà e vicinanza agli operatori sanitari dell’ospedale Umberto I di Roma fatti oggetto di una vile aggressione e alle organizzazioni sindacali messe sotto assedio durante la manifestazione. Quanto accaduto è inammissibile e ingiustificabile, tutte le forme di violenza vanno censurate con fermezza da parte delle Istituzioni e di ogni forza democratica”.

"Un gesto intollerabile quello che ha coinvolto il Pronto Soccorso del Policlinico Umberto I. La violenza - ha dichiarato Tiziana Frittelli dg dell'Ao San Giovanni di Roma - colpisce per l'ennesima volta i nostri operatori e i nostri medici che tutti i giorni con dedizione lavorano incessantemente a tutela della salute di tutti. Tutte le strutture del Ssn stanno garantendo assistenza e cura senza mai tirarsi indietro, nemmeno davanti alla violenza inaudita contro il diritto alla salute. Quindi a loro va il nostro grazie ancora più forte”.

“In particolare voglio ringraziare da parte di tutta la direzione strategica il pronto soccorso del San Giovanni, gli infermieri, i medici e tutti gli operatori, che per tutta la notte hanno supportato l'assistenza dei feriti della manifestazione ‘no green pass’ che ieri pomeriggio ha devastato il centro storico di Roma. Sono immagini aberranti quelle a cui abbiamo assistito e che denotato un corto circuito culturale perché le azioni violente senza alcun freno contro una struttura sanitaria sono non solo aberranti ma da condannare senza se e senza ma”, aggiunge ancora Frittelli.
 
Solidarietà anche Guido Coen Tirelli, Segretario Regionale Anaao Assomed Lazio che, a nome della Segreteria Regionale dell’Anaao Assomed del Lazio esprime "la più ferma indignazione per l’accaduto ed esprime solidarietà e vicinanza al Direttore Generale del Policlinico, al Direttore, ai Colleghi e al Personale Sanitario tutto del Pronto Soccorso del Nosocomio. Nella speranza che tali incresciosi episodi non debbano più verificarsi e, comunque, nella certezza che le Autorità preposte sappiano arginare l’ondata di violenza abbattutasi sulla città di Roma".

Anche la COSMED per bocca di Giorgio Cavallero, Segretario Generale esprime “piena solidarietà alla CGIL colpita da un inaudito attentato squadristico e neofascista che colpisce l’intero movimento sindacale e la vita democratica del Paese. Non accadeva da cento anni. È stato attaccato un Pronto soccorso un gesto vile, indegno e senza precedenti. Un disegno per colpire sia le organizzazioni sindacali impegnate nella sicurezza sui luoghi di lavoro sia la sanità pubblica, i suoi operatori e i servizi pubblici che difendono valori e diritti fondamentali”.

“Siamo sotto attacco, ma non abbiamo paura. Abbiamo convintamente partecipato alle prime manifestazioni di solidarietà e mobilitazione e continueremo a farlo contro ogni rigurgito antidemocratico e antisindacale e in difesa del diritto alla salute”, conclude Cavallero.

La FASSID (Federazione patologi clinici AIPAC, psicologi AUPI, Medici del territorio SIMET, Farmacisti del Ssn SINAFO, Dirigenti Area Radiologica Snr) esprime anch’esssa “piena e convinta solidarietà alla CGIL per l’assalto squadrista ai danni della sede centrale di Roma e ai colleghi del Pronto Soccorso dell’Umberto I, di Roma, invasi da deliranti forsennati. Attaccare una sede sindacale, quella della Cgil nazionale, in un sabato di ottobre, è un affronto chiarissimo. Ma è anche un atto di sicuro impatto mediatico.Questo perché la sede di un sindacato è un simbolo. È il simbolo di una delle pochissime organizzazioni di presidio democratico e prossimità territoriale ancora esistenti. È il simbolo del dialogo sociale. È il simbolo del lavoro. Una organizzazione come la FASSID, che ha visto affrontare la pandemia da tutti i suoi iscritti con coraggio, abnegazione e qualche perdita di vite umane, non può accettare questo attacco e sarà al fianco della CGIL nella manifestazione di sabato prossimo a Roma. Così come è al fianco del governo sostenendo il green pass obbligatorio che consente di evitare ben più gravose limitazioni”, a dichiararlo è Alessandra di Tullio, Coordinatore Nazionale FASSID.
 
Interviene anche l’Anaao Assomed nazionale che esprime "solidarietà e vicinanza ai medici, agli infermieri e agli operatori sanitari del Pronto Soccorso del Policlinico Umberto I di Roma per le minacce e le violenze subite da parte di un manipolo di facinorosi no-vax".
 
"Attaccare un Pronto Soccorso, una struttura pubblica deputata ad affrontare le emergenza/urgenze cliniche e traumatologiche, distruggerne le strumentazioni e gli arredi e ferirne gli operatori - sottolinea il sindacato - rappresenta un atto di vigliaccheria e di totale disprezzo del diritto alla salute dei cittadini. Assistiamo all’emergere di un clima di odio derivante da motivazioni ideologiche e antiscientifiche che si riversa contro i presidi più fragili e indifesi: va immediatamente fermato".
 
"Chi quotidianamente opera in questi luoghi - prosegue l'Anaao - non può continuare a subire l’affronto di azioni brutali e aggressioni verbali e fisiche. Chiediamo, pertanto, che sia senza indulgenze applicata la legge contro la violenza sugli operatori sanitari e siano rafforzati i presidi di sicurezza negli ospedali. Bisogna restituire serenità a chi presta assistenza e cura durante le delicate fasi di soccorso a cittadini che potrebbero anche perdere la loro vita. I decisori politici devono assumere come priorità assoluta la soluzione delle criticità che ostacolano la piena operatività delle strutture di emergenza/urgenza oramai da troppo tempo, a partire dalla imponente carenza di personale".

La visita di D’Amato
“Un attacco inaudito ed intollerabile che ha coinvolto il Pronto Soccorso del Policlinico Umberto I, dove ieri notte, medici ed infermieri sono stati costretti a sigillare i locali per arginare la pressione violenta dei manifestanti arrivati a decine. Ho voluto ringraziare questa mattina le nostre operatrici e i nostri operatori per il coraggio e la dedizione, non hanno fatto un passo indietro contro i violenti ed hanno sempre garantito l’assistenza. Il bilancio purtroppo parla di due operatori sanitari feriti, una infermiera ha ricevuto una bottiglia in testa e due agenti feriti. È intollerabile, giù le mani dal personale sanitario!”.

Lo dice l’Assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato che questa mattina accompagnato dal direttore generale del Policlinico Umberto I, Fabrizio d' Alba e Francesco Pugliese Direttore del DEA, il ha visitato il Pronto soccorso e incontrato gli operatori in servizio dopo la denuncia di quanto accaduto ieri dopo le manifestazioni quando uno dei fermati è stato portato in Pronto soccorso per accertamenti dato lo stato di visibile alterazione mostrato.

La persona in stato di fermo domani sarà processata per direttissima. Durante il triage, l'uomo ha insultato e aggredito, non solo verbalmente alcuni operatori sanitari e il personale di vigilanza.

“Contemporaneamente all’esterno del Pronto Soccorso si erano radunati almeno 30/40 manifestanti violenti che hanno preso di mira con urla e slogan gli operatori sanitari. “L'intervento della Celere ha evitato che la situazione degenerasse anche se i violenti entranti di forza nell' area Accoglienza hanno in tutti i modi impaurito e minacciati i presenti. Tutti gli operatori sanitari - ai quali va il più grande sostegno e vicinanza - per aver saputo fronteggiare anche questa situazione, dopo quasi venti mesi di lavoro in prima linea contro il Covid - hanno comunque garantito il loro servizio, nonostante il clima di paura ed intimidazione imposto dai manifestanti che sono stati poi allontanati dalla celere che ha presidiato l'ospedale per tutta la notte” conclude il direttore d’Alba.
 

“Desidero esprimere a nome dell’intera comunità della Sapienza la più ferma condanna per gli inauditi atti di violenza perpetrati sabato scorso nella sede della Cgil e per il feroce attacco subito dal personale sanitario del Pronto soccorso del Policlinico universitario Umberto I. La settimana appena trascorsa è cominciata in modo straordinariamente positivo con l’assegnazione del Nobel per la Fisica al professor Giorgio Parisi: mai avremmo pensato si concludesse con questi gesti vili e deprecabili che rappresentano un insulto alle libertà democratiche e alla tutela del lavoro, che i nostri padri costituenti ci hanno lasciato in custodia. Mi unisco all’assessore Alessio D’Amato e al Direttore generale Fabrizio d’Alba nel manifestare piena solidarietà ai medici, infermieri e vittime del feroce attacco, ancora più intollerabile in quanto perpetrato a danno di coloro che in questi ultimi due anni si sono impegnati in prima linea con efficienza, professionalità, abnegazione e generosità per fronteggiare e gestire l'emergenza legata alla pandemia Covid-19. Sono certa di interpretare il pensiero di tutti nel formulare loro un ringraziamento sincero per l'impegnativo lavoro che svolgono al servizio della collettività, nonché gli auguri di pronta guarigione”, ha dichiarato Antonella Polimeni, Rettrice di Sapienza Università di Roma.


"Un appello quello della Magnifica Rettrice che non posso che accogliere con gratitudine e rilanciare con forza - ha detto Fabrizio d'Alba, Direttore generale dell'Azienda ospedaliero-universitaria Policlinico Umberto I - certo che, anche di fronte all' inaudito atto di violenza avvenuto all' interno del Pronto Soccorso, la risposta debba essere "corale" per significare la forza e il valore dell' universita' Sapienza e del Policlinico Universitario Umberto1. Credo sia significativo sottolineare come anche nel momento di massima tensione i nostri operatori sanitari di PS non si siano in alcun modo fermati, proseguendo l' importante e fondamentale impegno di presa in carico dei cittadini. Un lavoro per il quale vengono formati in una delle Universita' più prestigiose, istituzione capace di trasmettere valori e conoscenze indispensabili anche in momenti di criticità."


Lorenzo Proia

11 ottobre 2021
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