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Non sono e non sarò mai un M.P.M. ovvero “Medico Proceduralmente Modificato”

di Mirka Cocconcelli

11 FEB - Gentile Direttore,

le vorrei esporre gli “11 elementi di criticità ” che, a mio avviso, alimentano l'inevitabile "cupio dissolvi" del sistema sanitario e, purtroppo, dei suoi dipendenti nell'ignavia della classe politica pregressa, attuale e futura!
 
1) La politica dovrebbe capire che è prioritario incentivare il capitale professionale sanitario, mentre attualmente lo demotiva, con stipendi bloccati da anni, con il peggioramento delle condizioni di lavoro, con una vistosa emorragia delle dotazioni organiche e con numerosi sanitari affetti da burn out, o peggio infettati o morti per SARS COV 2 (sono 368 i medici morti x COVID e la categoria dei tecnici della salute è quella più coinvolta dai contagi con 37,4% delle denunce, 3 casi su 4 sono donne. Dati del bollettino trimestrale INAIL).
 
Mi chiedo, quale Azienda con 603.856 dipendenti,come quella sanitaria agisce, per decenni, solo sui costi generali e non si interessa delle condizioni di lavoro e della “soddisfazione” dei propri dipendenti?
 
Sono anni che tutti e dico tutti (intellettuali, giornalisti, politici, DG, Manager & C.) sono autorizzati ad insegnarci come dobbiamo curare e siamo preda di inadeguati "burocrati/linea-guidari" che limitano fortemente la nostra autonomia professionale, sacrificandola sull'altare di una inadeguata appropriatezza che danneggia il malato e ingabbia il medico.
 
A mio avviso, questa debacle saniaria è iniziata nel 1992 quando certi politici hanno voluto trasformare gli Ospedali in Aziende e, pertanto, è stata concessa priorità assoluta a tutti i termini propri delle aziende: "Budget, rapporti costi/qualità, premi di risultato,tariffe,tetti di spesa, etc", ma l'ospedale non è un'azienda non deve produrre profitto, almeno non solo, deve produrre salute!
Un ospedale non deve essere solo efficiente, deve essere soprattutto efficace! Rivendico di non voler essere un medico M.P.M. (Medico Proceduralmente Modificato), quello che cercano di realizzare i tanti burocrati/linea-guidari che mi opprimono con linee guida assurde, difficili da mettere in pratica, pertanto odio la medicina amministrata, con una tirannia delle linee guida al servizio di un economicismo esasperato coniugato al sistema del rimborso a prestazione (DRG) che cozza con l'effettivo soddisfacimento terapeutico del medico e delle necessità cliniche del malato.
 
2) Sono decenni che parliamo di aumento spropositato del contenzioso giudiziario, risultato: aumento esponenziale dei premi assicurativi e della medicina difensiva, con carenza di specialisti nelle branche chirurgiche. La cultura della perenne ricerca del colpevole non ha portato e non porterà da nessuna parte perché il vero colpevole è il sistema organizzativo inadeguato che consente condizioni lavorative "da forzati della Cayenna" e che ti induce in errore.
 
3) Sono anni che affermiamo che gli specialisti sono una razza in via di estinzione e i politici/amministratori nulla hanno fatto per contrastare l'emorragia di 45.000 medici in 5 anni. Allarme ancora maggiore a 10 anni, quando si pensioneranno 33.392 medici di base e 47.284 medici ospedalieri, per un totale di 80.676.
 
A questo aggiungiamoci la carenza di vocazioni (testimoniata dai recenti censimenti dell'ANAAO) in numerose società specialistiche e denunciate dall’Associazione Liberi Specializzandi, da cui emerge come alcune specialità chirurgiche (Ortopedia, Ostetricia, Chirurgia generale) e di emergenza, risultano scarsamente appetibili e quindi evitate come la peste di Manzoniana memoria.
 
4) Sono anni che parliamo di contratti bloccati nella PA, risultato: nascita di cooperative che schiavizzano e precarizzano i medici nell’ottica di un nuovo caporalato 4.0, con conseguente fuga di giovani specialisti all’estero, quando per formare un medico lo Stato italiano spende circa 200.000 euro; il costo di una Ferrari! I giovani medici, figli dell’Erasmus, scelgono di abbandonare un paese che li sottopaga, che li schiavizza, li demotiva senza chiare prospettive di carriera e sottomessi ai vari tecnocrati e burocrati che "calano" dall'alto regole e linee guida difficilmente applicabili nella quotidianità di qualsiasi ospedale,
 
5) Sono anni che parliamo di burocratizzazione eccessiva della professione medica che ha ridotto il medico ad un semplice “Monsieur Travet”. Questo tipo di politica gestionale ha portato a dequalificare il personale sanitario, altamente specializzato, che deve farsi carico di mansioni di segreteria/amministrative che nulla hanno a che spartire con le proprie qualifiche, impoverendo il tempo dedicato alla cura, creando frustrazioni e demotivazioni, legate alla dequalificazione professionale. Cari colleghi è un dato di fatto che abbiamo perso prestigio, autorevolezza e potere contrattuale!
 
6) Sono anni che parliamo di inadeguata formazione medica specialistica quando sarebbe indispensabile incrementare i finanziamenti per le assunzioni. Per quanto attiene la formazione pre/post laurea è arrivato il momento di una riforma globale attraverso un contratto di formazione/lavoro da svolgere fin dal V-VI anno di medicina che coinvolga gli aspiranti dottori, in una rete di ospedali di insegnamento che non siano solo le cliniche universitarie, ma anche gli Ospedali pubblici, privati accreditati e Religiosi,
 
7) Sono anni che i medici ospedalieri/medici territoriali firmano un assegno da 500 mln di euro che rappresenta il valore di 15 milioni e oltre di ore annue di straordinario non pagato,
 
8) Sono anni che firmiamo una cambiale da 1 MLD di euro che corrisponde al blocco del turn-over che ha comportato una età media dei dirigenti medici di circa 55 aa, che ha determinato, a sua volta, una carenza nelle dotazioni organiche di circa 10 mila medici,con crescenti difficoltà a coprire i turni di guardia, sperando che MAI nessuno si ammali o vada in gravidanza,
 
9) Sono anni che denunciamo i turni massacranti dei pochi medici rimasti, costretti a lavorare contravvenendo alle norme di sicurezza sui luoghi di lavoro ed al mancato rispetto del riposo compensativo.Si lavora con difficoltà crescenti,spesso i turni superano le le 36/48 ore continuative che sono assolutamente fuori legge, senza nessun rispetto per il riposo e inoltre, si accumulano centinaia di giorni di ferie che non possono essere godute,o peggio, vengono bloccate
 
10) Sono anni che chiediamo venga riconosciuta l’attività usurante, per tutta la categoria dei chirurghi, in quanto attività “gravosa”. Il riconoscimento dell'attività usurante è una questione sanitaria che DEVE essere prioritariamente risolta!
 
11) Per finire, ciliegina sulla torta: la questione dell'acquisizione, da parte dei sanitari, dei crediti ECM, in piena pandemia, con i palesi tagli del personale, con personale stremato da doppi e tripli turni,con personale infettato, con ferie bloccate, con innumerevoli ore di straordinario, non pagate, bene, in pieno marasma pre-intra e post Covid a qualcuno viene in mente l'idea malsana di legare i crediti con la Assicurazione di responsabilità professionale civile, quando ai sanitari non vengono neanche garantite quelle 4 ore settimanali di formazione obbligatoria, previste dal contratto! Siamo al delirio!
 
Addirittura si arriva a sanzionare/penalizzare chi non raggiunge il numero di crediti formativi richiesti per legge? Bene allora iniziamo a sanzionare le aziende sanitarie e gli enti del SSN e SSR che, inglobano nell'attività assistenziali le ore di formazione. Iniziamo ad accreditare ed a valutare come ECM l'attività svolta in ogni reparto specialistico, la lettura di una rivista scientifica, il mantenimento delle competenze specialistiche, l'attività di tutoraggio, l'attività ambulatoriale di ogni sanitario, l'attività didattica, l'attività assistenziale svolta per tutto il periodo pandemico e tutte le altre attività assistenziali che si sono svolte, nonostante il Covid,in totale carenza di personale!
 
Quanto può valere in punti ECM l'apprendistato che i sanitari hanno fatto sul campo in corso di pandemia Covid? Altrochè corsi FAD dai titoli più fantasiosi/estrosi per accapararsi ECM che nulla aggiungono alla mia competenza/conoscenza, mentre tolgono ore preziose al mio riposo e mi costringono, alle 10 di sera, a completare assurdi questionari che nulla aggiungono alla mia formazione!
 
La penso esattamente come il Dr. Matteo Piovella, Pres. della Soc.Oftalmologica italiana che ha affermato: "... Tutti sanno che il tema degli ECM e del tentativo dello Stato di governare – sia nei contenuti che nelle forme e nella gestione economica - la formazione continua dei medici si è rivelato un vero fallimento. Inoltre, nessuno effettua un reale controllo sulla qualità della formazione che viene proposta ai professionisti sanitari: sono stati creati carrozzoni costosi ed inutili e la formazione continua in medicina è diventata una tassa inutile ed inefficace".
 
Tutti noi abbiamo in mente l’infermiera accasciata sulla tastiera, le piaghe da decubito sul volto dei colleghi, le dermatiti da pannolone sotto la tuta idrorepellente, in quanto, per le 12-14 ore di guardia continuativa, erano impossibilitati ad espletare le normali funzioni fisiologiche e adesso, chi ci amministra/governa come li premia? Osando chiedere, al medesimo personale stremato, ulteriori sacrifici per eliminare le liste d'attesa, mentre la classe politica "circense" si esercita in un malsano teatrino competamente avulso dalla realtà quotidiana.
 
Tutto il personale sanitario merita rispetto perchè è stanco di essere considerato “carne da macello” e ritengo che per risolvere la questione sanitaria sia giunta l'ora di un nuovo umanesimo dove il sanitario possa essere messo in condizione di curare il malato e non solo la malattia, Patch Adams asseriva: "Dobbiamo tuffarci nelle persone, navigare nel mare dell'umanità".
 
Dr.ssa Mirka Cocconcelli
Chirurgo Ortopedico
Socio onorario di Obiettivo Ippocrate
     


11 febbraio 2022
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