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In sanità non ha senso fare la gara a chi soffre di più

di Mario Sellini

23 SET -

Gentile Direttore,
ho avuto modo di leggere una lettera il cui titolo ha destato la mia attenzione: Non esiste solo il “disagio psicologico”. Si citano, tra le altre, le prese di posizione del Presidente del Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi, dott. Lazzari, il quale porterebbe ‘acqua al proprio mulino’.

Personalmente l’affermazione sembra leggermente sovra tono. Ma è probabile che ciò derivi dalla campagna elettorale in corso, la quale richiede toni ‘alti’ o più alti di quelli che normalmente si utilizzano. Ma è comprensibile.

A me sembra che nessuno, ma proprio nessuno, possa affermare che esiste solo il disagio, il dolore e la sofferenza psicologica e che questo costituisca la priorità assoluta o addirittura l’unica.

Il Servizio Sanitario Nazionale è una realtà complessa e siamo tutti convinti che sia stato per troppo tempo considerato una specie di ‘bancomat’ dal quale drenare risorse.

La percentuale di Pil investita in Salute è la più bassa tra i Paesi occidentali e le prospettive future non sembrano rosee.

Eppure la pandemia qualcosa ci ha insegnato: il sotto finanziamento del SSN ha prodotto danni incalcolabili. Sull’onda emergenziale, qualcosa è stato fatto e qualcosa d’altro è in fase di implementazione. E’ stato incrementato il FSN. E’ stato approvato il DM 77 con la riforma della Sanità territoriale. Il PNRR ha previsto investimenti per circa 20 miliardi di euro per l’ammodernamento delle strutture, anche se noi crediamo che gli investimenti debbano diventare strutturali e sia indispensabile investire molto di più in risorse umane, investimento tra l’altro non previsto dal PNNR. Pochi, molti…ma tutti destinati alla medicina. Come è giusto che sia. E guai se così non fosse.

La medicina è la componente prima ed indispensabile per la tutela della salute dei cittadini. Folle chi affermasse il contrario.

Dobbiamo però far fare un passo in avanti al SSN. E per farlo è necessario recuperare il concetto di Salute, così come declinato dall’OMS. Lo stesso Ministero della Salute ha voluto commemorare apponendo una targa all’ingresso di Lungotevere Ripa con la dichiarazione dell’OMS affinché tutti si possa ricordare.

La salute è assenza di malattia. Certo. Ma non solo. L’OMS ci ricorda che la Salute poggia su tre componenti (fisica, psichica e sociale).

Potremmo inoltre citare l’Icd-10, l’Icf e mille altri studi, ma sarebbe ridondante.

L’OMS ce lo ricorda da qualche decennio; altre nazioni europee da un po’ di anni. In Italia c’è voluta la pandemia per far emergere ciò che sul piano tecnico e scientifico è accertato: la malattia si accompagna, sempre, ad uno stato di malessere e sofferenza psicologica che investe l’ammalato e chi gli sta intorno. La sofferenza ed il dolore psicologico si accompagnano anche a chi, lo hanno sperimentato centinaia di migliaia di cittadini, con il COVID-19, ma completamente asintomatici, hanno vissuto questa esperienza. Il dolore psicologico si accompagna alla malattia fisica, spesso non termina con la guarigione fisica, ma vive anche di vita propria.

Forse non tutti sanno che ad inizio 2022, una petizione popolare ha raccolto, in poche settimane oltre 300.000 firme. Molto più recentemente, centinaia di migliaia di cittadini hanno richiesto il cd ‘Bonus psicologo’.

La richiesta di tutela della salute psicologica nasce direttamente dai cittadini i quali, per la prima volta, hanno sperimentato, in assenza di malattia organica, il dolore psicologico.

In Sanità esistono molte emergenze, da quelle ospedaliere a quelle territoriali, alla mancanza di medici e professionisti sanitari, alle carenze strutturali ecc. A queste emergenze, i cittadini ne hanno proposta un’altra, che non è l’unica, ma è altrettanto sentita: l’assenza cronica di risposte al dolore ed alla sofferenza psicologica. Oggi chi ha bisogno di cure psicologiche trova risposte nel servizio pubblico solo in minima parte. Il nostro SSN non è in grado di garantire ai cittadini, soprattutto ai più bisognosi, l’assistenza psicologica così come richiesto dall’OMS, ma come promesso anche dai LEA.

La chiusura dell’articolo lascia davvero esterrefatti. Non è affatto una guerra tra poveri. È piuttosto una guerra alla cronica carenza di assistenza alla salute dei cittadini. È una guerra alla povertà del SSN.

L’articolo termina con una tale affermazione: “…ogni quattrino dedicato al pur importante problema del “disagio psicologico” magari rappresenta un quattrino in meno per l’approvazione dei nuovi LEA.”

In verità i cittadini chiedono la corretta e completa applicazione dei LEA. E noi, insieme ai cittadini, chiediamo l’applicazione, tra gli altri, degli articoli 23, 24, 25, 26, 27, 28 e seguenti dei LEA. Livelli essenziali garantiti sulla carta ma lontanissimi dall’essere realmente esigibili.

“Ogni quattrino dedicato al dolore ed alla sofferenza psicologica, è un quattrino in più per l’implementazione dei LEA, della dichiarazione dell’OMS e dei diritti alla Salute dei cittadini.”

Possiamo far arretrare ancor di più la qualità del Servizio Sanitario Nazionale? Possiamo portare l’assistenza sanitaria fuori dai principi fissati dall’OMS?

Certo. Possiamo.

Possiamo definire in modo autarchico il concetto di Salute, allontanando ancor di più l’assistenza sanitaria italiana dagli standard europei ed occidentali. Le operazioni di sottrazione ai bisogni di salute dei cittadini sono pericolose per la tenuta sociale ma lo sono anche dal punto di vista economico.

Davvero vogliamo che ciò accada?

 

Mario Sellini

Presidente Società Scientifica Form-AUPI



23 settembre 2022
© Riproduzione riservata

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