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Salviamo la professione dell’Oss

di Angelo Minghetti

06 OTT -

Gentile direttore,
la Fnopi decida se creare l’Assistente per la salute o dare spazio a figure ibride come vogliono in Lombardia e in Veneto. La Regione Lombardia non si ferma sul super Oss, ha convocato in videoconferenza oltre 200 partecipanti tra aziende sanitarie, Rsa, associazioni, enti formativi ed altri sodalizi. Partiranno i primi corsi fad per gli infermieri di 30 ore che dovranno seguire la formazione del super Oss. Una sperimentazione che durerà sei mesi per istituire il super Oss, per poi proporlo a livello nazionale se funziona.

Ci pare tutto contradditorio, la Fnopi che proclama l’istituzione di una nuova figura a livello nazionale, che non è il Super Oss; gli Opi della regione Lombardia invece appoggiano questo procedimento della regione. Ci pare che ci sia uno scollamento all’interno del loro ordine. E su questa divergenza politica, che si rileva tra Opi e fnopi, la Regione Lombardia va spedita verso il super Oss.

La Regione così facendo istituisce in modo forte le esigenze delle strutture private che mirano a dare delle competenze in più all’OSSFC. Ormai la regione è indirizzata su questa linea, le strutture e i gestori andranno a creare nuovi protocolli sulle nuove responsabilità che il super Oss andrà a esercitare. Le strutture in questo modo andranno a potenziare al massimo l’utilizzo del super Oss per ingerirlo di responsabilità; l’obiettivo secondo la regione e mettere in sicurezza l’utente anziano ma anche l’utente disabile. 

Tanti dubbi permangono su questo progetto, “chi mette in sicurezza l’OSSFC? Chi programmerà i corsi fad per gli infermieri? Come saranno retribuiti gli Ossfc? Che tipo di contratti saranno siglati? Come sarà giuridicamente inserito l’OSSFC?”.

Gli enti accreditati e gli enti gestori hanno 20 giorni di tempo per mettere in atto le modalità dei corsi. Molti professionisti Oss che saranno coinvolti non si renderanno conto delle numerose problematiche in cui saranno coinvolti andando a perdere la qualità metodologica, verrà a mancare l’etica, l’integrità, e il valore professionale. Qui non si parla di rilanciare la professione dell’Oss, poiché l’Oss è indebolito da norme e da un sistema ormai obsoleto che neanche durante la pandemia ha trovato soluzioni adeguate, ma solamente di sfruttamento e di manovalanza

Riteniamo che il piano scuola sia inadeguato, non tanto per le misure previste dalla delibera, ma quanto per le situazioni generiche che saranno messe in campo, e per le eccessive responsabilità che si troverà l’oss, e per le responsabilità scaricate sulle scuole di formazione. Il rischio è di un impatto molto rilevante sulla salute pubblica, e sul fatto che l’oss si troverà davanti ad un giudice per abuso di professione.

Gli oss rappresentano una colonna del Servizio Sanitario Nazionale ma in Italia pur avendo necessità, non li tutela. Nel settore socio sanitario la carenza è drammatica e molte regioni ricorrono a figure sostitutive. 

Se le Regioni e il nuovo Governo non affronteranno la questione oss seriamente in tutti i suoi aspetti, porterà a una mancanza di oss irrecuperabile con alti rischi per i cittadini.

Un Oss non è sostituibile nel campo dell’assistenza alla persona e ogni iniziativa settoriale a livello regionale presa per emergenza avrà impatto negativo sull’economia e sulla sicurezza. 

Uno non vale uno!

La Federazione Migep a tal proposito ha annunciato l’avvio della campagna di sensibilizzazione “Salviamo la professione Oss”.

Angelo Minghetti

Federazione Migep



06 ottobre 2022
© Riproduzione riservata

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