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Ancora sul “laboratorio” Marche

di Franco Pesaresi e Claudio Maria Maffei

07 OTT -

Gentile Direttore,
è già stato detto qui su QS  che le Marche sono state per il centrodestra a trazione Fratelli d’Italia (FdI) un laboratorio. E quindi le Cronache Marchigiane che ogni tanto sforniamo finiscono per rappresentare uno spaccato utile per anticipare eventuali mosse del futuro Governo in tema di sanità.

Abbiamo già avuto modo di segnalare in una precedente lettera le criticità relative alla programmazione delle Case della Comunità e degli Ospedali di Comunità nelle Marche prevista nella DGR 114/2022. Partiamo dagli Ospedali di Comunità (OdC).

Gli interventi coinvolgeranno 289 posti letto, ma quelli effettivamente aggiuntivi (rispetto all’esistente) saranno 210.

I 289 letti corrispondono a circa 38,5 posti letto ogni 100.000 abitanti, un dato che avvicinerebbe le Marche all’obiettivo ministeriale che è di 40 posti letto per 100.000 abitanti. I problemi sono invece relativi alla distribuzione di questi posti letto perché si registrano differenze importanti fra i distretti sanitari e fra una Area Vasta e l’altra.

Le differenze più intollerabili si registrano fra i distretti sanitari: al distretto di Senigallia vengono assegnati 10,1 posti letto di OdC ogni 100.000 abitanti mentre a quello di Urbino ben 105,7. Dieci volte tanto corrispondenti ad un quarto di tutte le risorse del PNRR per gli OdC.

Il che si spiega probabilmente tenendo presente che proviene da questa area l’Assessore ai Lavori Pubblici Francesco Baldelli. Per il dettaglio sulla programmazione degli OdC nelle Marche si rimanda qui.

Per quanto riguarda le Case della Comunità delle Marche, aggiorniamo il commento alla nuova Delibera, la 656/2022,  che definisce meglio la programmazione dei relativi interventi. Nel complesso, la Giunta Regionale, con le risorse del PNRR, ha deciso di finanziare 22 Case della comunità Hub e 7 CdC Spoke.

Alcune cose saltano subito agli occhi, come il fatto che Fabriano non viene identificata come sede di CdC Hub. Fabriano è sede distrettuale, avrebbe la popolazione per la sede Hub ed è una delle città principali delle Marche per cui la scelta regionale appare ingiustificata.

Tanto più che i distretti sanitari sono 13 e le Case della Comunità Hub identificate sono 22. Ma forse ha pesato il fatto che Fabriano non aveva  un sindaco di centrodestra (che peraltro continua a non avere dopo le elezioni comunali successive alla approvazione della Delibera). Per il dettaglio sulla programmazione delle CdC si rimanda qui.

La Giunta regionale delle Marche ha formalmente deciso prima la distribuzione delle Case della Comunità (febbraio 2022) e solo qualche mese dopo (maggio 2022) la loro ripartizione in CdC Hub oppure spoke.

La qual cosa non appare normale dato che l’individuazione delle tipologie di Case della Comunità costituiscono un atto di programmazione sanitaria che si può fare in modo corretto solo se si decidono contestualmente.

Fare diversamente può comportare una distribuzione squilibrata delle strutture nel territorio cosa che purtroppo rischia di verificarsi nelle Marche.

Se si sommano le Case della Salute già programmate e in parte realizzate in precedenza e le Case della Comunità nuove si passa da un distretto con una CdC ogni 13.206 abitanti ad uno con una CdC ogni 69.499 abitanti.  Inoltre, trattandosi di un atto di programmazione sanitaria andava reso pubblico alla popolazione e agli organi politici del Consiglio Regionale. Non è stato fatto alcun comunicato su questa decisione conosciuta solo da un ristrettissimo numero di addetti ai lavori e mai illustrata ai territori interessati.

Inoltre, il lavoro di programmazione va completato. Per ottenere una equa ripartizione delle risorse occorre classificare (Hub o Spoke) anche le ex Case della Salute già funzionanti e

occorre infine dire che fine faranno quelle ex Case della Salute (ora Case della Comunità) previste dalla legislazione regionale e non ancora realizzate.

Verranno fatte funzionare o la loro realizzazione verrà abbandonata? Si tratta di un ventina di sedi che attendono di conoscere il loro destino e la loro classificazione in Hub o in Spoke. Tutte cose indispensabili per una corretta programmazione sanitaria regionale.

Franco Pesaresi

Direttore Azienda Pubblica Servizi alla Persona "Ambito 9" Jesi (AN) e Network Non Autosufficienza

Claudio Maria Maffei



07 ottobre 2022
© Riproduzione riservata

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