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Farmacisti onesti e “disonesti”. Mandelli risponde ad Albano

07 GIU - Gentile direttore,
le scrivo per rivolgermi al nostro presidente Andrea Mandelli. Il primo ed incredibile gesto rivoluzionario che mi aspetto da te, caro Presidente, è quello di spezzare un sortilegio che ormai attanaglia la nostra bella professione di farmacisti. Sono stanco ormai di dover scrivere con una certa puntualità di colleghi scorretti e truffaldini e vorrei per una volta parlare, come peraltro suggeritomi da illustri colleghi in altre sedi, di tutti quei colleghi onesti che come me e te e tantissimi altri  onorano la nostra professione con spirito di dedizione.
 
E per parlare di chi fa bene il suo mestiere è necessario oggi più che mai che venga ristabilito l'ordine delle cose. Oggi su internet girava questa foto a dir poco indegna.
Entrambi eravamo candidati alle ultime politiche in schieramenti opposti, ma entrambi abbiamo a cuore la nostra professione ed è per questo che sono io a rompere gli indugi ed a chiedere che tu intervenga in modo netto e deciso a ripristinare ciò che è senso di giustizia ed amore per la professione.
 
Da troppo tempo la nostra categoria viene svilita da attacchi, magari mediaticamente discutibili, ma attacchi che lasciano il segno nell'opinione pubblica; resta il fatto che ci sono colleghi scorretti e che disonorano la categoria tutta. E non dovremmo lasciare alle Iene od altre trasmissioni queste incombenze. E anche i medici come potrai ben notare fanno la loro parte... Ora so di non doverti insegnare nulla Andrea, ma ti prego di intervenire immediatamente anche con una interrogazione parlamentare e se è il caso anche proponendo una commissione d'inchiesta pur di andare a fondo a questo problema. Il comparaggio è un reato grave e tra i più odiosi che possano esserci.

 
Come fa la gente ad essere sicura che il rimedio prescritto sia quello giusto e non il più conveniente per il sodalizio tra medico e farmacista? Non siamo credibili di fronte alla popolazione se non siamo noi stessi a mettere all'angolo i colleghi scorretti e corrotti, e proprio per questo chiedo il tuo autorevolissimo intervento di presidente della Fofi in primis, e di parlamentare eletto infine!
 
Siamo e saremo in tanti al tuo fianco se deciderai di usare tutto il tuo potere per scovare le irregolarità e per ridare decoro alla professione più bella del mondo che abbiamo deciso di onorare mettendoci a disposizione del bene pubblico più importante di tutti: la salute delle persone.
 
Facciamo tornare a parlare le persone di come sia importante sentirsi accudito dal farmacista di fiducia, colui che affronta turni scomodi e che frequenta località tante volte lontanissime da quelle di origine pur di esercitare dignitosamente il lavoro che svolge. Parliamo di quali servizi un farmacista possa offrire al cittadino che si rivolge a lui, a noi. Ma prima di ogni cosa, caro Andrea, facciamo chiarezza tra di noi. Qua c'è in gioco la dignità della professione. I medici si rivolgeranno a chi di dovere, noi, io, tutti i colleghi onesti non abbiamo che te! In fondo sta a cuore sia alle farmacie che alle parafarmacie il pieno rispetto delle regole. In questa battaglia siamo e dobbiamo essere uniti perché la professione appartiene ad ogni laureato in farmacia indipendentemente dal ruolo e dalla posizione occupata.
 
Alfonso Albano
Farmacista, candidato in Sicilia alle ultime elezioni politiche con la lista radicale “Amnistia, giustizia e libertà”
 
 
 
La risposta di Andrea Mandelli
 
Caro collega,
grazie della tua lettera e se avrai modo di leggere la mia relazione all’ultimo Consiglio Nazionale della Federazione, che trovi pubblicata sul Farmacista Online, potrai constatare che abbiamo detto le stesse cose nello stesso momento. Nel nostro piccolo, mi sembra che la Federazione di rivoluzioni ne abbia già affrontare con grande coraggio.
 
E’ vero: il fatto che la notizia di un illecito o di un comportamento deontologicamente scorretto possa essere riportata in modo malizioso o strumentale non toglie nulla alla gravità del fatto in sé. Non deve nemmeno indurre a difese d’ufficio che, agli occhi dell’opinione pubblica, appaiono la conferma di trovarsi di fronte a una casta. Sono anche d’accordo sul fatto che  probabilmente abbiamo mancato nel richiamare l’attenzione dei cittadini su quanto il farmacista può fare per loro, e in larga misura già fa. Sempre nella mia relazione, peraltro, ho detto con chiarezza che dobbiamo fare di più per mostrare il nostro impegno sociale, la nostra vocazione alla solidarietà. Ma detto questo, vi sono ostacoli forti a una più decisa azione disciplinare. 
 
Vado per ordine:  l’azione disciplinare stessa deve obbligatoriamente arrestarsi nel momento in cui cominciano le indagini del magistrato (e quando abbiamo cercato di forzare questo blocco, ed è storia recente, il provvedimento adottato dall’Ordine è stato annullato); poi non vi è una graduazione razionale delle sanzioni: si va in pratica dalla censura alla radiazione con pochi livelli intermedi, ragion per cui tra l’irrogare sanzioni ridicole o eccessive la decisione espone comunque al rischio di apparire ingiusti. Si dovrebbe prevedere la sospensione per periodi più limitati o più lunghi, l’irrogazione di sanzioni pecuniarie e, in breve, un sistema più flessibile che meglio si adatti alle diverse circostanze. E poi c’è un altro aspetto, solo parzialmente riferibile alla normativa. L’Ordine ha ben pochi poteri ispettivi - e credo che sia logico mantenere disgiunti il momento dell’indagine  da quello del giudizio - ragion per cui gli interventi sono sempre successivi alle segnalazioni. A questo punto, se il cittadino preferisce rivolgersi alle Iene o al Gabibbo e compagnia cantante, non c’è nulla da fare: arriveremo sempre per secondi.
 
Tutto questo non è accampare scuse, ma chiarire su quale sfondo va a collocarsi l’azione degli Ordini, che andrà potenziata, ripensata e spiegata, ai colleghi come ai cittadini ma che, non nascondiamocelo, non sarà mai facile. Un’ultima considerazione ma sostanziale e lontana da ogni spirito di polemica: la Federazione indirizza, coordina e sollecita, ma la potestà dell’azione appartiene sempre al Consiglio dell’Ordine della Provincia. Siamo aperti a tutti i suggerimenti e ci impegniamo ogni giorno anche su questo fronte, ma purtroppo interventi risolutori e definitivi non sono possibili: solo un’opera continua e quotidiana per la quale chiediamo la collaborazione di tutti i colleghi.
 
Andrea Mandelli
Presidente Fofi
 
 

07 giugno 2013
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