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Competenze infermieristiche. Non sono d'accordo con Cavicchi

di Claudio Giulio Torbinio

27 DIC - Gentile Direttore,
leggo sempre in maniera interessata le elucubrazioni del dottor Cavicchi, a volte la capacità di astrarsi dal problema e giudicare da terzo imparziale è preziosa; ma sulle competenze Infermieristiche, lo stesso, ha preso una topica colossale.
Appare del tutto evidente, forse solo a chi lavora nel settore, che la guerra di competenze si combatte in maniera strisciante, da parecchi anni. Cosa gravissima vista la criticità della missione salute. Ma la battaglia delle competenze vede già nell' abolizione del mansionario un primo colpo alla costruzione teoretica della missione Medico.
 
Non parlerei di conservatorismo, ma di vera e propria "controriforma" quella tentata dall'intersindacale medica (peraltro già censurata dalla Fnomceo). Per definizione il governo del conflitto non dovrebbe aver ragione di esistere, come il conflitto stesso; se nessuno ha voluto governarlo, trattasi di dolo, da censurare senza se e senza ma. Giova ricordare che nelle istituzioni si annida una attiva, perniciosa ed incistata lobby medica. Quindi va da se che il dolo ha una bandiera. E dei complici.

Riguardo alle insormontabili difficoltà teoretiche:

- Non si capisce chi abbia impostato male i postulati della coevoluzione: e poi, quale coevoluzione? Partecipo periodicamente a riunioni in cui i medici sono sistematicamente assenti; per tale categoria evoluzione significherebbe cessione di potere. Altro è la professione infermieristica, che si sviluppa e punta ad una evoluzione che ci allinei agli stati (quelli si) benchmark della Sanità europea, nessuna aporia, ripeto, ma un conflitto naturale tra una parte che ha, e si ritiene antropologicamente superiore, ed una che vuole crescere. Crescere anche con il conflitto. Non mi scandalizzo se le regioni usano la questione delle competenze per sostituire a costo zero in tutti i modi possibili medici con infermieri per spendere di meno. Noi siamo pronti da anni Cavicchi!

- V'è da ribattere a Cavicchi che se non esiste una definizione di “competenza”, non esiste neanche una condivisa e normata definizione di "Atto medico" che non sia autoreferenziale ed arbitriaria. Attaccare ora il ministro, ora le regioni, ora il presidente IPASVI, evidenzia lo spaesamento di un certo vecchio modo di intendere Sanità, Salute e Professioni. Spaesamento a cui Cavicchi non è Immune.
- E non c'è bisogno di certificare la serietà degli infermieri, i medici lo sanno. E sia chiaro, competenze proprie di altre categorie professionali non esistono, nè nelle leggi europee, nè nella pratica clinica. Esistono expertise, e capacità esperienziali. Normare il tutto è, questa si, una aporia!

- Basta uno sguardo sereno e, francamente improntato alla integrazione europea, per capire che stiamo parlando di altro: muovendo interessi miliardari, riposizionando medici ed infermieri, ed offrendo una occasione di crescita a tutti gli Attori.
 
Uno sguardo in Europa dott Cavicchi...
 
Dott Claudio Giulio Torbinio
Infermiere

27 dicembre 2013
© Riproduzione riservata


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