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Il filmato di Amami. Osservatorio sanità: "Cambiate pubblicitario"

25 FEB - Gentile Direttore,
ho atteso con palpitazione il video "Per far riflettere, uno spot per qualcosa non contro qualcuno. Per restituire dignità ai medici e serenità ai pazienti” fortemente voluto da AMAMI con il patrocinio del Ministero della Salute.

Ci si aspettava da tante sigle mediche prestigiose un contributo, anche comunicativo, pari al loro peso scientifico e culturale. Che spiegassero cosa si può fare per ridurre il rischio clinico, per diminuire le infezioni ospedaliere, per ridurre comorbilità e mortalità, per migliorare l'attività clinica quotidiana, ridurre le liste di attesa, comunicare con i pazienti, fare diventare il consenso ai trattamenti un atto normale di partecipazione.  

Nulla di tutto ciò, solo il volo di un pennuto - erroneamente individuato in un avvoltoio, rapace saprofago del tutto innocuo - ed una voce che invita  a non credere a chi promette facili arricchimenti.

Facili arricchimenti? Con la giustizia italiana ed i suoi tempi? E poi, come ci si arricchirebbe se "il 99% dei medici indagati risulta innocente "(fonte AMAMI)


Uno spot mesto e comico al tempo stesso. Oltre la confusione tra risarcimento ed arricchimento, tra ristoro di un diritto leso e guadagno, questo volo d'uccello non modificherà nulla del giudizio che si sta consolidando sulla sanità italiana, che assomiglia sempre più al giudizio che gli italiani avevano dell'inflazione percepita rispetto a quella calcolata:  vera la prima, falsa la seconda.

Ed avevano ragione. E' la sanità percepita che oscura i comportamenti dei virtuosi (che sono la maggioranza dei medici italiani e che non hanno alcuna paura di denunce temerarie) quella che deteriora il rapporto con la classe medica: le liste di attesa, i ritardi, la mancanza di comunicazione, e qualche volta anche il medico borioso.

Noi riteniamo che sia il sottofinanziamento del sistema sanitario, il numero eccessivo di ore lavorate, la mancanza di sufficiente turn-over ed errati comportamenti amministrative a danneggiare i medici ed i pazienti.

Per AMAMI sono invece i sintomi (le denunce o le richieste di risarcimento) a causare le malattie (i difetti di sistema, di organizzazione, e qualche errore individuale, che pure c'è).

Questo spot avrà solo l'effetto di rinforzare il messaggio negativo nei confronti  della sanità italiana perché dove ci sono avvoltoi, lì ci sono cadaveri.

Stia sereno il Presidente di AMAMI che alcuna querela verrà presentata, ma accetti due consigli: cambi pubblicitario ed approfondisca una materia assai insidiosa come l'etologia, magari facendo tesoro dell'insegnamento del grande Konrad Lorenz, che ammoniva come gli animali superiori abbiano "una tendenza a combinar disastri direttamente proporzionale alla loro intelligenza".

Avv. Francesco Lauri
Presidente Osservatorio sanità


25 febbraio 2014
© Riproduzione riservata


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