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L'Ipasvi non applica la legge sulla trasparenza e tenta di rimandarla con ogni pretesto

02 SET - Gentile Direttore,
ci siamo lasciati a fine luglio con una questione in sospeso a cui vorrei aggiungere un ulteriore contributo per la pubblica discussione. Dopo aver letto il recente articolo del prof. Cavicchi ritengo sia ancor più doveroso legare la questione trasparenza degli ordini/collegi al contributo sulla riforma che è in discussione in Commissione sanità al Senato.

Come sindacato (unico sindacato!) stiamo combattendo una battaglia sull’applicazione delle norme sulla trasparenza e sull’anticorruzione per i collegi e gli ordini professionali. In Italia, con qualche eccezione, ci sono alcuni enti pubblici non economici che non le applicano e tentano di rimandarne l’applicazione. Noi ci siamo occupati del nostro ente di rappresentanza, la Federazione Ipasvi. Com’è noto dai diversi articoli apparsi su questo quotidiano, la Presidente dell’Ipasvi ha chiesto – insieme ad altri ordini un parere pro veritate – a un ex presidente della Corte costituzionale e lo ha reso noto al ministero della Salute in quanto ente vigilante.


Il ministero ha risposto che la normativa va applicata (siamo nel marzo 2014). La Federazione Ipasvi chiede ulteriori chiarimenti che il ministero, in data primo agosto con una nota a firma del dott. Giovanni Leonardi, puntualmente fornisce invitando la Federazione all’applicazione. In data 6 agosto la Federazione chiede, per l’ennesima volta, ulteriori chiarimenti.

In sintesi: la Federazione Ipasvi non applica la legge sulla trasparenza, neanche in minima parte come la applica la Federazione dei medici. Non la applica e chiede – a pagamento – autorevoli pareri per non rendersi trasparente. Il Ministero gli scrive per ben due volte di applicarla e la Federazione Ipasvi continua a chiedere ulteriori spiegazioni. La presidente della Federazione nazionale Ipasvi, Annalisa Silvestro, occupa anche la poltrona di senatrice e dovrebbe essere la prima ad avere applicato la norma. Non è così. Ha dichiarato a Quotidiano sanità – in seguito alla campagna di Nursind – che l’avrebbe applicata “non oltre l’autunno”, in altre sedi ha dichiarato (rispondendo a una nostra richiesta di accesso civico) che avrebbe pubblicato la sezione “Amministrazione trasparente” nel mese di ottobre. 

L’espressione pubblica utilizzata è volutamente generica. Un conto è pubblicare “a partire dal mese di ottobre e quindi il primo ottobre, un altro conto è pubblicare “non oltre l’autunno” e cioè entro il 21 dicembre. Queste dichiarazioni unite alle continue richieste di chiarimenti al Ministero indicano, a nostro parere, una sola volontà: rimandare la pubblicazione della trasparenza al periodo successivo a quello delle elezioni provinciali che va da ottobre a metà dicembre e non dare quindi i minimi e fondamentali elementi per la valutazione dell’operato di collegi provinciali e non permettendo quindi un svolgimento corretto delle elezioni.

La Federazione Ipasvi, dunque, “resiste, resiste, resiste!”. La trasparenza non è la priorità e tenta di rimandarla con ogni pretesto non dando termini certi. È per questo motivo che noi proseguiamo la nostra battaglia e annunciamo che presenteremo alla stampa e alle autorità, la prossima settimana, il nostro contributo sulla questione. Stiamo finendo di predisporre un Libro Bianco in cui cercheremo noi di “illuminare l’Ipasvi” a beneficio di tutti e della discussione che la Senatrice De Biasi ha auspicato.
 
Andrea Bottega
Segretario generale Nursind

02 settembre 2014
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