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Concorsi straordinari in sanità. Anaao Giovani: “Sono una goccia nel mare”

15 GEN - Gentile Direttore,
con l’entrata in vigore, il 25 Novembre scorso, della Direttiva Europea 2003/88/CE sull’orario lavoro e riposi, stanno emergendo numerose preoccupazioni da parte di tutte le Aziende Sanitarie italiane, che rischiano una drastica diminuzione delle prestazioni o addirittura la completa interruzione dei servizi. Ad aggravare ancora di più la situazione sono i pensionamenti previsti dalla Legge Fornero. Infatti, come sottolineato dal nostro sindacato, nell’arco di tre anni (dal 2016 al 2018) andranno in pensione almeno 20 mila medici per effetto della “gobba pensionistica” (nati dal 1952 al 1956) e occorrono almeno 6000 medici per l’applicazione della normativa europea se si considerano circa 10 milioni ore/anno lavorate in più.
 
Il 26 Novembre, il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin ha risposto all'interrogazione parlamentare presentata a Montecitorio dal presidente del Gruppo Scelta Civica Giovanni Monchiero, sulla possibilità di poter derogare la disciplina in materia di durata massima dell'orario di lavoro e di riposo giornaliero al fine di poter garantire la piena funzionalità dei servizi delle Asl. La replica del Ministro è stata: “No ad ulteriori deroghe. Concorsi straordinari per l'assunzione di medici e infermieri.” Sarebbero dunque previste circa 3.000 assunzioni di nuovi medici, delle quali 50% destinate ai precari.

 
Nello specifico, la legge di Stabilità nei commi dal 541 al 544, prevede che le Regioni eseguano una ricognizione riguardante il fabbisogno del personale entro il 29 febbraio 2016. Entro la fine di marzo, invece, il Tavolo di verifica degli adempimenti, il Comitato permanente per l’erogazione dei Lea e il Tavolo per il monitoraggio dell'attuazione del decreto sugli standard ospedalieri dovranno stabilire se sono presenti criticità o meno. Se la risposta dovesse essere positiva, gli enti del Servizio sanitario nazionale potranno indire, entro il 31 dicembre 2016, e concludere, entro il 31 dicembre 2017, procedure concorsuali straordinarie per l’assunzione di personale medico, tecnico professionale ed infermieristico. Potranno essere riservati i posti disponibili, nella misura massima del 50%, al personale medico, tecnico professionale e infermieristico in servizio all’entrata in vigore della presente legge, che abbia maturato alla data del bando almeno tre anni di servizio, anche non continuativi, negli ultimi cinque anni con contratti a tempo determinato, con contratti di collaborazione coordinata e continuativa o con altre forme di rapporto di lavoro flessibile con i medesimi enti.

Dalla legge sovra citata emergono almeno tre importanti criticità:
1) Gli enti potranno indire, e non dovranno indire;
2) Molti precari rischiano di rimanere fuori (es. contratti libero-professionali che non hanno un vero e proprio rapporto di lavoro, incaricati con meno di tre anni di anzianità, ecc.);
3) Da una recente indagine condotta da Anaao Giovani, si evince come i medici precari in Italia siano circa 14.000. Considerando che i dati sono stati calcolati alla data del 31 Dicembre 2013, è ragionevole supporre che questo numero, dopo due anni, sia considerevolmente aumentato, pertanto i posti indeterminati disponibili dichiarati sono ancora troppo, troppo pochi.

Ci preme ricordare come quest’anno ci sono state due importanti sentenze a favore dei precari, vinte al TAR, che aprono la strada a numerosi ricorsi. La prima è la sentenza del 5 febbraio 2015 della Corte d'Appello di L'Aquila (Sezione lavoro), in cui l’Asl è stata condannata a risarcire 160.000 euro ad uno psicologo. Essa si era avvalsa per oltre nove anni, delle prestazioni lavorative del professionista presso il Centro di Salute Mentale, facendolo lavorare in maniera stabile nella stessa al pari di un contratto di lavoro subordinato, mediante l’utilizzo di quattro convenzioni e di due contratti di co.co.co e successive proroghe. Pertanto, l’azienda è stata tenuta a corrispondere sia le differenze retributive maturate dallo psicologo, sia l’indennizzo per il mancato arricchimento.

La seconda sentenza è del 26/10/15 n. 1528, Tribunale di Trani. Un medico della Bat rivendicava l’applicazione della direttiva europea n. 70 del 1999. Il Tribunale di Trani ha confermato i principi sanciti dalla Corte Europea nella sentenza del 26.11.14 in materia di abuso del contratto a termine da parte delle Pubbliche amministrazioni, le quali sono soggette a sanzioni e sono poi obbligate alla trasformazione dei contratti da tempo determinato a tempo indeterminato. In particolare, il Giudice ha dichiarato che poiché il medico aveva lavorato per oltre 36 mesi alle dipendenze dell’Asl Bt, il suo rapporto di lavoro doveva essere considerato a tempo indeterminato, ai sensi dell’art. 5, comma 4-bis, del D. Lgs. 368/2001. In aggiunta, lo stesso ha ordinato all’ASL Bt, non solo di riammettere immediatamente in servizio il medico ma anche di risarcire il danno provocato con “un’indennità onnicomprensiva” di 6 “mensilità dell’ultima retribuzione globale di fatto”, ossia circa 30.000 euro. E allora, se calcoliamo circa 14.000 medici precari (non considerando il comparto), e se consideriamo che la maggior parte di essi sono in possesso dei requisiti per poter fare ricorso, la cassa statale comincia a traballare in maniera molto pericolosa.

Stabilizzare solo 1500 medici precari della sanità non è la soluzione, sia perché sono ormai inseriti nel bilancio delle spese regionali da anni, sia perché riguarderebbe poco più del 10% dei precari non di ruolo. Ecco che allora, grazie all’ultima sentenza citata, si prospetterebbero ricorsi a fiume, con risarcimenti per milioni di euro e alla stabilizzazione obbligatoria del personale. Per non aprire la strada a questo incalcolabile contenzioso, non sarebbe opportuno stabilizzare tutto il personale medico precario e prevedere nuove assunzioni?
 
Dott.ssa Maddalena Zippi
Responsabile Anaao Giovani Lazio

 
Dott. Matteo d’Arienzo
Responsabile Anaao Giovani Emilia Romagna


15 gennaio 2016
© Riproduzione riservata


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