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Personale. Anaao Giovani: “Con legge di Stabilità solo ulteriori sacche di precariato”

02 FEB - Gentile direttore,
in sanità ed in particolare per i medici, i numeri sul precariato da una recente indagine Anaao ammontano ad almeno 14.000 con un arrotondamento in difetto, con una età media stimata di 34 anni, una non trascurabile presenza di over 40 e un tempo d’ingresso con un contratto stabile in media di 10 anni.
 
Le forme di precariatopiù diffuse in sanità, ormai da anni, in attesa di un contratto unico che possa conciliare tutti con gli stessi diritti e garanzie, sono molteplici:
● Contratto di lavoro a tempo determinato ottenuto con avviso pubblico per titoli e colloquio su posti vacanti in attesa di concorsi che in alcune realtà come Lazio, Campania e Sicilia, tanto per citare alcuni esempi, non vengono espletati da oltre 10 anni;
● Contratto di lavoro convenzionato a tempo determinato con le Asl come specialistica ambulatoriale o continuità assistenziale;
● Contratto di lavoro a progetto co.co.pro. e contratto di collaborazione coordinata e continuata co.co.co.;
● Contratto di lavoro di somministrazione (ex interinale) ove vi è una subordinazione all’agenzia;

● Contratti di lavoro operati da cooperative di servizio, con turni pagati sotto forma di rimborsi spesa;
● Borse di studio per progetti, utilizzate per impiegare personale medico in attività di ricerca presso IRCCS e/o Università, ma di fatto con compiti assistenziali.
 
La recente norma nella Legge di Stabilità 2016 che permette percorsi di programmazione regionale dei fabbisogni di personale, al fine di indire procedure concorsuali straordinarie da concludersi entro il 31 Dicembre 2017, a nostro avviso, non farà altro che creare ulteriori sacche di precariato, nonché malcontento nei colleghi che nel frattempo, avendo sopperito ad esigenze assistenziali, si troveranno nella spiacevole situazione di “non rinnovo” del contratto di lavoro.
 
Un esempio per tutti è il decreto di assunzione n. 67 del 20/08/2015 della Regione Lazio che per l’anno Giubilare, prevede l’assunzione di 394 precari a tempo determinato (medici, infermieri, operatori socio sanitari, tecnici e ostetriche) a partire del 1 Febbraio 2016. E dopo cosa accadrà? Licenziati o ricollocati? E come?
 
Sembrerebbe inoltre che la suddetta Regione voglia procedere ad indire un concorso unico (“concorsone”), al quale afferiranno tutti i precari delle diverse Asl, suddiviso per discipline e qualifiche professionali. Successivamente si procederà a formulare una graduatoria unica da utilizzare nell’ambito dell’intero territorio regionale. Vengono sbandierate cifre di personale sanitario che nel triennio 2016/2018 dovrebbe essere in parte stabilizzato, in parte assunto per concorso o proveniente dalla mobilità, ma alla fine il numero esatto di medici non è noto, come non sono chiare le procedure.
 
Non vorremo mai che i Commissari agissero “per personam”, dimenticando trasparenza. In virtù del blocco del turn-over, nelle Asl laziali lavorano da anni precari con particolari skills, i quali, nell’ottica del ricollocamento, potrebbero ritrovarsi a svolgere mansioni diverse, a danno delle stesse Asl di appartenenza, che perderebbero così personale qualificato e formato. A tal proposito sarebbe opportuno sottolineare che, figure professionali precarie stanno operando da anni, alcuni addirittura da più di 10 anni, sempre nello stesso ambito lavorativo avendo pertanto acquisito nel tempo non solo maggiori competenze in merito, ma anche continuità professionale ambientale con impatto professionale oltre che sociale molto importante e di riferimento per l'intera comunità.
 
Stravolgere la situazione lavorativa in un momento critico come questo non può che andare a colpire ancora una volta l'utenza che magari negli anni ha sempre trovato in un medico specialista il suo punto di riferimento a prescindere se precario o in ruolo, ed ora potrebbe doversi trovare di fronte ad un cambiamento non voluto ma imposto da norme regionali che non tengono a nostro avviso conto della professionalità maturata. Bufale un tanto al chilo!!!!
 
Situazione altrettanto sconfortante nonché cristallizzata in Sicilia, dove dal Novembre 2012 è in vigore il blocco delle assunzioni in attesa della "rimodulazione delle reti ospedaliere", dell'approvazione degli atti aziendali e delle dotazioni organiche. Nessuna nuova assunzione a tempo indeterminato nel frattempo, molti pensionamenti e parecchi nuovi contratti a termine per colmare le inevitabili carenze organizzative e incrementare di conseguenza il bacino dei precari medici al momento circa 900 unità.
 
Per questa Regione a fonte stampa, si annunciano tra 3.500 e 5.000 nuove assunzioni, ripartite per la stabilizzazione dei precari (Come? Quali? In che modo?), per la mobilità e per i nuovi assunti. Si spera che dopo una così lunga ed estenuante attesa, la programmazione delle eventuali stabilizzazioni e/o assunzioni venga definita e dettagliata in un apposito decreto assessoriale che in maniera trasparente e chiara, nel rispetto delle graduatorie esistenti, (dal 2012) e dell'anzianità acquisita, tuteli i diritti dei precari siciliani che da anni attendono una soluzione; al momento rimane il timore che buona parte delle assunzioni sia destinata in realtà alla mobilità, con il concreto rischio di sottrarre posti al precariato.
 
In ogni caso la misura del 50% di riserva per i precari, cosi come stabilito dalle legge di stabilità, ci sembra altamente discriminate nei confronti dei colleghi che non riescono a beneficare di tale opportunità. Ci auguriamo che siano solo "voci"...e che il buon senso e la reale voglia di stabilizzare i precari con fatti e non parole e disegni utopistici faccia valutare la necessità di avviare già le procedure di stabilizzazione di coloro che hanno posizione utile in graduatorie Nazionali oltre che Regionali e che l'indizione dei concorsi avvenga per Aziende.
 
La Campania ha provveduto a stabilizzare parte dei precedenti precari con avvisi di selezione interna aziendale, ma ovviamente ciò ha rappresentato solo una goccia nell’oceano in quanto al momento sono ancora circa 1.100 i precari da stabilizzare; anche in questa regione il “concorso” non deve assolutamente essere la soluzione, in quanto come già riferito, altamente discriminante e foriero di una guerra tra “poveri” che non dovrà assolutamente accadere.
 
Si fa presente inoltre, a nostro avviso la necessità di nominare dei rappresentanti delle OO.SS sia aziendali che regionali, nei tavoli tecnici preposti al calcolo dei fabbisogni del personale sanitario a garanzia, tutela e trasparenza dei dati forniti, evitando sottostime che inevitabilmente si ripercuoterebbero sul numero di assunzioni. A tal riguardo la diminuzione dei posti letto ha determinato un incremento del numero di barelle nelle corsie dei reparti di elezione e soprattutto nei dipartimenti del D.E.A., inoltre nessuno ha tenuto in considerazione l’aumento dell’età media della popolazione, degli aspetti demografici/epidemiologici, dei flussi immigratori, etc., quindi con una temibile e concreta perplessità sull’appropriatezza del calcolo dei fabbisogni.
Per cui in conclusione, fondamentale a nostro avviso risulta vigilare in maniera compulsiva ed allo stesso tempo scientifica, su questa delicata stagione di assunzioni, al fine di evitare di rendere il nostro Ssn sempre più povero e depauperato delle fondamentali risorse umane necessarie al suo funzionamento.
 
Maddalena Zippi
Responsabile Anaao Giovani Lazio
 
Bernadette Macchione
Settore Anaao Giovani Lazio
 
Ester Reggio
Responsabile Aziendale Anaao Giovani Sicilia
 
Maurizio Cappiello
Consigliere Nazionale Anaao Giovani

02 febbraio 2016
© Riproduzione riservata


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