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Ipasvi Pescara. Io, fatto fuori perché volevo cambiare le cose

19 FEB - Gentile Direttore,
le scrivo per raccontare la mia esperienza di Presidente di Collegio IPASVI - durata solo un anno e tristemente finita - affinché tutti possano conoscerla e valutarla non trattandosi di un fatto “personale”. Durante l’estate del 2014 ho partecipato al dibattito nazionale sulle vicende della Federazione Nazionale messe in luce dalla collega Marcella Gostinelli scrivendo alcuni commenti pubblicati su Infermieristicamente e schierandomi apertamente a favore delle sue tesi.
 
Di lì a pochi mesi sono diventato, inaspettatamente, il Presidente del Collegio IPASVI di Pescara; dopo sei anni di totale assenza di opposizione si è così rinnovato il Consiglio Direttivo all’interno del quale sono rimaste, del vecchio consiglio, la ex Presidente, la sua Vice, un Consigliere.
 
Non appena eletti, io ed altri consiglieri, ci siamo subito attivati ed abbiamo appreso, da soli, come muoversi e come operare. Ciò non senza difficoltà atteso che ci siamo resi conto che mancava addirittura un Regolamento Interno, ovvero la norma base che regola la vita stessa del Collegio. Abbiamo così provveduto ad approvare un Regolamento!

 
Numerose erano le cose che avevo previsto di realizzare durante il mio mandato anche se il programma era davvero semplice ed ispirato a pochi, chiari principi: trasparenza (circa l’attività del Collegio); legalità (circa l’operato); spirito di servizio (nei confronti degli iscritti); discontinuità (con il passato). Insomma volevo cambiare le cose e le stesse stavano iniziando a cambiare.
 
Forse proprio per questo è accaduto però un fatto piuttosto singolare. Già dopo pochi mesi dall’insediamento del nuovo Consiglio - dapprima in maniera occasionale e poi da aprile 2015 in modo sistematico - diversi consiglieri non si sono più presentati alle convocazioni del Consiglio bloccando così l’attività dello stesso (per mancanza del numero legale) e quindi del Collegio. Ho più volte sollecitato la loro presenza richiamandoli anche alle loro responsabilità. Tutto ciò invano; i consiglieri hanno ritenuto di continuare ad essere assenti in Consiglio; vien da pensare proprio con l’intento di bloccare l’attività del Collegio e quindi l’opera di cambiamento avviata.
 
A causa dell’impossibilità di deliberare del Consiglio per assenza dei Consiglieri è successo, ad esempio, che alcuni neolaureati hanno perso la possibilità di partecipare a concorsi pubblici non essendo stati iscritti nell’albo. Una neolaureata ha dovuto attendere 117 giorni dalla presentazione della domanda di iscrizione all’albo del Collegio IPASVI di Pescara per poter essere iscritta (era in attesa di essere assunta presso una struttura privata).
 
A fronte di tale situazione, nel mese di luglio 2015, la Federazione è stata invitata al Collegio IPASVI di Pescara; in quell’incontro – nel quale, guarda caso, 14 consiglieri su 15  erano presenti - è stato proposto di rimettere al Consiglio tutte le cariche per il bene degli iscritti e del Collegio, ma otto consiglieri hanno rifiutato la proposta preferendo … far commissariare il Collegio. Ad agosto 2015, è stata inviata in Federazione, dal sottoscritto e da altri 6 membri del Consiglio, una relazione dettagliata di 23 pagine evidenziando le carenze riscontrate nella precedente gestione, lo stato generale del Collegio, le cause della inerzia dello stesso.
 
Con tale relazione veniva altresì chiesto un intervento alla Federazione per sbloccare la situazione; la stessa ha risposto evidenziando i limiti delle sue competenze in materia ed esortando il Consiglio a riprendere i lavori nel rispetto della normativa vigente. Nel frattempo la Federazione aveva provveduto a comunicare al Ministero della Salute che il Collegio IPASVI di Pescara non stava funzionando.
 
Nei mesi di settembre ed ottobre 2015 sono stati convocati 4 Consigli direttivi ma 8 consiglieri non si sono presentati in 3 Consigli direttivi, mentre in altro consiglio gli 8 consiglieri hanno abbandonato la seduta dopo mezz’ora dall’inizio dei lavori. A fronte del perdurante blocco delle attività del Consiglio dovuto alle assenze dei Consiglieri ho nuovamente e prontamente messo al corrente la Federazione e chiesto più volte il suo intervento facendo presente la necessità di informare al più presto gli iscritti della situazione e chiedendo indicazioni in proposito: nessuna risposta mi è stata data; nessuno mi ha mai chiamato o convocato anche solo per avere conferma o chiarimento circa i gravi fatti riportati nella relazione inviata ad agosto. Il giorno 22 ottobre 2015 la Federazione ha però inviato al Ministero della Salute la richiesta di commissariamento del Collegio!
 
Non avendo ricevuto alcuna risposta e valutata la gravità della situazione, ho deciso di presentare un esposto alla Procura della Repubblica e di rendere noto a tutti, tramite una conferenza stampa, cosa stava accadendo al Collegio di Pescara.
 
La Federazione stavolta è prontamente intervenuta contestandomi, ai fini di un’eventuale procedimento disciplinare …. di aver convocato la conferenza stampa! Incredibile, ma vero. Mi sono quindi presentato a Roma, davanti alla Federazione, facendo presente che io ho solo fatto il mio dovere: ho denunciato il blocco del Collegio ed ho informato tutti di ciò che stava accadendo. Ho sottolineato anche nella mia difesa che è paradossale che sia io chiamato a rispondere per aver denunciato il blocco del Collegio e non già chi lo ha posto in essere. Adesso, “fiducioso”, sono in attesa del procedimento disciplinare nei miei riguardi.
 
Nel frattempo il Ministero della Salute ha notificato al sottoscritto il decreto di scioglimento del Consiglio Direttivo. Ivi si legge che lo scioglimento è stato disposto “a seguito di diverse segnalazioni da parte di alcuni consiglieri del Collegio IPASVI di Pescara con le quali veniva stigmatizzato il comportamento del Presidente  e dell’impossibilità di proseguire proficuamente la gestione politico amministrativa del Collegio”. Niente è detto della relazione dell’agosto 2015 presentata dal sottoscritto e da altri consiglieri. Niente delle assenze dei Consiglieri e dei fatti gravi accaduti. Non è dato capire poi in cosa sia consistito il mio comportamento “stigmatizzato” da alcuni Consiglieri. E’ certo però che io ho avuto solo una contestazione a fini disciplinari: quella per la conferenza stampa.
 
Alla luce dell’accaduto sono convinto – è chiaro, si tratta solo di una mia sensazione - che se davvero avessi fatto qualcosa anche semplicemente di “irregolare” la Federazione sarebbe subito prontamente intervenuta sanzionandomi in applicazione della legge.
 
Questi i principali fatti che trovano pieno fondamento documentale. A fronte di ciò alcune brevi considerazioni finali:
a) è impensabile ed inaccettabile che alcuni consiglieri, al fine di commissariare il Collegio vanificando così il risultato delle elezioni, siano sistematicamente assenti in Consiglio e possano cosi bloccare l’attività del Collegio. Ciò invece di confrontarsi con gli altri - in questo caso in Consiglio - come sempre avviene in democrazia;
 
b) è inaccettabile, a mio parere, che la Federazione non abbia tenuto conto del contenuto della relazione dell’agosto 2015 inviata dal sottoscritto e da altri 6 membri del Consiglio ma abbia invece tenuto conto delle segnalazioni di alcuni consiglieri ed abbia richiesto il commissariamento del Collegio contestando peraltro al sottoscritto di aver reso noto il “boicottaggio” del Consiglio da parte di alcuni Consiglieri;
 
c) tutto ciò però è accaduto. Ho cercato di trovare una spiegazione. Tra le tante che mi sono passate per la testa una sola mi sembra permetta di dare una spiegazione ai fatti. L’origine di tutto, a mio parere, è costituita dai miei interventi a favore della tesi della dott.ssa Gostinelli. Anche in base a tale presa di posizione, probabilmente, sono diventato Presidente del Collegio IPASVI di Pescara, sono stato poi boicottato (in particolare dai Consiglieri espressione della precedente gestione), non sostenuto ed anzi abbandonato (dalla Federazione) e quindi commissariato (dal Ministero della Salute sulla base di quanto riferito dalla Federazione);
 
d) forse, anche senza volerlo, ho rappresentato quella volontà di cambiamento che è stata subito strenuamente avversata da coloro che vogliono solo che tutto rimanga come prima; che non cambi nulla. E’ noto; cambiare lo stato delle cose non è mai facile e comporta quasi sempre un prezzo da pagare: io l’ho pagato perché pur legittimamente eletto dai colleghi non ho potuto portare a termine il mio mandato ed attuare il mio programma di cambiamento. Sicuramente ho peccato di ingenuità e di inesperienza nel tentativo di cambiare le cose e garantire a tutti gli iscritti trasparenza e legalità. Già ciò è stato visto infatti come una “rivoluzione”. Quindi, per molti, comunque da bloccare.
Per quel che mi riguarda non intendo arrendermi. Avendo avuto il voto degli iscritti per presiedere il Collegio di Pescara e non avendo potuto farlo per le ragioni sopra indicate, mi ripresenterò alle prossime elezioni del Collegio. Spero che gli iscritti mi permettano di completare il mandato e portare avanti il cambiamento iniziato.
 
Nel contempo invito però i colleghi ad occuparsi di più dei nostri Collegi; a non delegare al buio la loro gestione; ad impegnarsi in prima persona per cambiare le cose. Il cambiamento è già in corso. Non fermiamoci. D’altra parte la storia ci insegna che la conservazione è destinata, nonostante i tentativi di opporsi, a lasciare il passo al cambiamento. Adesso è il momento.
 
Gianluca Del Poeta
Presidente del Collegio IPASVI di Pescara dal 17 novembre 2014 al 3 dicembre 2015

19 febbraio 2016
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