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Quelle Asl calabresi che non pagano il dovuto ai medici

27 FEB - Gentile Direttore,
un pomeriggio decisamente illuminante, quello del 25 febbraio scorso presso la sede dell’ASP di Reggio Calabria. Un paio di ore di riunione sindacale sono state più che sufficienti per aiutarmi a comprendere lo sfacelo amministrativo dell’Azienda, e le macerie tra cui si trovano ad operare un non facile compito di ricostruzione i Commissari.
 
Gestioni aziendali,  quelle passate, gravemente inadempienti nei confronti della Dirigenza Medica e seriamente lesive dei diritti contrattuali di questa, incredibilmente danneggiata dal punto di vista economico.
 
Sono diversi infatti i medici cui, pur avendo da anni raggiunto il quindicesimo anno di anzianità di esclusività di rapporto, non è stato ancora corrisposto il relativo adeguamento economico. Questa voce stipendiale, che dovrà in ogni caso essere retribuita, sarà a tempo debito gravata da interessi e rivalutazioni che necessariamente dovranno essere tratti dal bilancio dell’Azienda.
Chi rimborserà l’Erario per il danno derivante dall’inadempimento contrattuale?
 

E quella appena descritta non è che solo la punta dell’iceberg: altre ed altrettanto gravi omissioni caratterizzano il rapporto tra l’ASP reggina ed i suoi Dirigenti Medici. Forse è però opportuno, prima, per agevolare la comprensione del Lettore cui interessasse approfondire alcuni aspetti tecnici, specificare che nel tempo e discendendo da meccanismi contrattualmente codificati sono stati costituiti, presso ciascuna Azienda del territorio nazionale, Sanitaria o Ospedaliera che fosse, fondi specifici della Dirigenza Medica.
 
Da questi ultimi si attinge per corrispondere voci stipendiali relative alla posizione occupata dai medici in seno all’Azienda, ai risultati ottenuti dal singolo medico in relazione agli obbiettivi assegnatigli e ad altro ancora che sarebbe superfluo qui declinare, esulando dagli scopi di questa lettera.
 
Ho prima volutamente sottolineato la preposizione articolata, a voler specificare l’esclusiva proprietà della Dirigenza, cui interamente il contenuto dei fondi dev’essere corrisposto.
 
Detti “fondi” sono svincolati dal bilancio aziendale, ed eventuali loro residui non possono in alcun modo costituire economia di bilancio, ma ai medici stessi, e solo a loro, devono necessariamente essere ridistribuiti.
Si comprende quindi come, annualmente, debbano essere obbligatoriamente corrisposte ai medici dell’Azienda Sanitaria provinciale reggina, voci stipendiali regolarmente percepite da tutti i medici d’Italia.
 
Quello che risulta incomprensibile è il fatto che dal 2010 ai medici dell’ASP di Reggio Calabria non sia corrisposto stipendio di risultato alcuno e che residuino nel fondo dello stesso ed in quello per la posizione, alcuni milioni di euro, che come già evidenziato, non possono essere utilizzati per scopi differenti rispetto a quelli contrattualmente previsti.
 
Al tavolo sindacale del 25 u.s. un tentativo di distribuire almeno una quota di denaro di proprietà dei medici è andato a vuoto a causa di una davvero poco comprensibile motivazione della parte Pubblica.
 
Sostiene quest’ultima infatti come, non essendo a tutt’oggi stati assegnati incarichi professionali ai medici, non sia stato possibile condividere con questi gli obbiettivi prestazionali al raggiungimento dei quali erogare lo stipendio di risultato.
 
Peccato che anche in questo l’Azienda sia stata incredibilmente inadempiente. È fatto obbligo infatti al Direttore Generale,assegnare ex art. 28 CCNL 2000 e su indicazione del Dirigente Sovraordinato, un incarico professionale a ciascun dirigente medico.
 
Oltre al danno, dunque la beffa. Privi di incarico professionale, non assegnato per insipienza aziendale, sperequati per questo motivo nel curriculum, rispetto a tutti gli altri medici d’Italia, non possono fruire dei propri denari, non per proprio, ma per altrui inadempimento.
 
Sostiene – erroneamente - la parte Pubblica, che nella valutazione non solo di performance personale si debba parlare, ma anche di performance aziendale. Erroneamente dico, perché la valutazione del Dirigente, ai fini del conferimento dello stipendio di risultato, discende dal contratto individuale che ciascuno di noi sottoscrive al conferimento dell’incarico professionale.
 
Ma anche a voler dare per buono - non senza grande fantasia - il teorema della parte Pubblica, ci sarebbe allora da assegnare almeno il corrispettivo economico di quanto legato al raggiungimento degli obbiettivi aziendali degli ultimi cinque anni, target sicuramente raggiunto dall’ASP reggina dato che nessuno dei Direttori Generali che si sono avvicendati nel lustro in questione, è stato penalizzato dal punto di vista economico o addirittura esonerato, come invece prevede la vigente normativa.
 
L’augurio degli Iscritti che rappresento, alla luce di queste considerazioni, peraltro sottolineate al tavolo in questione, è che la ripresa delle trattative sia celere e si possa giungere rapidamente ad un accordo che soddisfi in parte subito e per il resto attraverso un cronoprogramma condiviso, la distribuzione dei fondi della Dirigenza. E ciò naturalmente per evitare di penalizzare ulteriormente medici che, da un quinquennio a questa parte, sono già stati sufficientemente danneggiati.
 
Domenico Minniti
Vicepresidente Regionale AAROI-EmAC Calabria
Associazione Anestesisti Rianimatori Ospedalieri – Emergenza ed Area Critica


27 febbraio 2016
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