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Ipasvi Pescara. In ballo c'è la credibilità delle Istituzioni

07 MAR - Gentile Direttore,
ho letto la lettera di denuncia del Presidente del Collegio di Pescara Gianluca Del Poeta, la replica di Irene Rosini, il commento di Ivan Cavicchi e quello di Piero Caramello. Del Poeta scrive una lettera dettagliata, ricca di fatti, dolorosa per i suoi contenuti, ma anche con una speranza per il futuro. Rosini non affronta le singole questioni poste da Del Poeta, fatti ne riporta davvero pochi, soprattutto non smentisce – e quindi riconosce - il blocco imposto alle attività del collegio dai consiglieri (e tra questi anche Rosini) con la loro sistematica e perdurante assenza alle riunioni. Emerge netto, nella Rosini, un desiderio di riscatto e di rivincita personale.


L’idea che mi sono fatta della vicenda è semplice. Del Poeta potrebbe anche essere stato un Presidente inesperto, ingenuo, contestabile per certi aspetti del suo operato. Così come Rosini può aver avuto il “dente avvelenato”, come dice Cavicchi, per la perdita della sua presidenza, e può aver valutato la capacità di “guida” del Collegio, da parte di Del Poeta, inadeguata. Tutto ciò non giustifica però il comportamento della Rosini e di coloro che, non partecipando ai Consigli, hanno di fatto boicottato l’attività del Collegio. I consiglieri dovevano comunque – in base all’incarico ricevuto ed all’importante ruolo rivestito - partecipare alle riunioni del consiglio e tramite il confronto, il dialogo, la discussione, cercare di far valere – all’interno del consiglio - le proprie idee, criticando ciò che non andava bene, cercando di migliorare la situazione se ritenuta non soddisfacente. Ma gli stessi avevano l’obbligo di essere presenti per la responsabilità che si sono assunti nei confronti dei colleghi accettando l’incarico e per l’interesse del Collegio. Ciò non è avvenuto e questo è un fatto gravissimo perché mina alla radice il sistema democratico sul quale si basano il nostro ordinamento ed anche i nostri Collegi.
 
Mi chiedo: perché impedire ad un consiglio di deliberare atti e servizi da rendere alla collettività degli infermieri e per gli infermieri? Come si può spiegare a quel giovane collega che non ha potuto partecipare al concorso pubblico perché non iscritto all’albo che ciò è avvenuto solo perché alcuni consiglieri eletti per fare ciò non si sono presentati alle riunioni? Io credo che non ci siano giustificazioni a tale comportamento che è solo ingiusto e gravemente sbagliato.
Amareggia poi moltissimo che a fronte di un fatto grave come il blocco di un Collegio, la Federazione sia intervenuta non già stigmatizzando il comportamento dei consiglieri sistematicamente assenti ed intervenendo nei loro confronti anche al fine di evitare il perdurare del blocco, ma chiedendo invece subito il commissariamento del Collegio ed attivando un’azione disciplinare nei confronti di Del Poeta! Siffatto comportamento della Federazione, a mio parere, denota mancanza di visione strategica, sottovalutazione dei doveri e delle responsabilità di colui che è chiamato a rappresentare altri colleghi, scarsa considerazione dell’interesse pubblico che invece è l’unico obiettivo che i Collegi e la Federazione devono perseguire.
 
Le “lotte di potere” non possono giustificare quanto accaduto. Vittime sono i 2.000 e più infermieri del Collegio di Pescara (che non hanno avuto il servizio da parte del loro collegio) e tutti gli infermieri d’Italia (che si sono resi conto di come i rappresentanti scelti non si preoccupino poi molto dell’interesse generale degli infermieri e delle loro istituzioni). Ciò perché è in ballo la stessa credibilità ed esistenza delle nostre istituzioni; è in discussione la nostra democrazia. A ragione il collega Caramello si interroga in proposito su cosa sia la democrazia; personalmente condivido che la democrazia è “la certezza che il governo tragga i suoi poteri dal consenso popolare ed il governo non è formato solo da quelli che occupano le cariche o che presiedono la legislatura. E’ formato da ogni singolo componente della società politica” (R.J.Bernstein, 2015). Rosini ed i suoi consiglieri, ma anche la Federazione, non sembrano ispirarsi a questo concetto di democrazia. Ciò rappresenta però un problema per tutti noi.
 
Speriamo che il Ministro Lorenzin legga quelle 23 pagine di relazione presentate da Del Poeta; si faccia un’idea personale e agisca di conseguenza a tutela della credibilità stessa delle nostre istituzioni ed anche al fine di ridare fiducia e speranza a tutti noi. Ne abbiamo bisogno.

Marcella Gostinelli
Infermiera

07 marzo 2016
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