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La corruzione in sanità e chi “apre la bocca solo per dargli fiato”

08 APR - Gentile direttore,
le frasi di Cantone si basano, a ben leggere le notizie riportate e ampiamente diffuse, su un sondaggio eseguito su 151 dirigenti sanitari che hanno partecipato allo studio. Sulla base delle risposte alle domande poste dal questionario sembra che in tema di corruzione, gli "acquisti di beni e servizi" sia al primo posto (83% di segnalazioni), la "realizzazione di opere e infrastrutture" al 2° (66%) e i "meccanismi di facilitazione delle assunzioni" al 3° (31%). Questo è quello che i canali di informazione passano e ripetono da giorni. Purtroppo "dimenticano" di specificare con chiarezza che l'indagine si basa sulla "percezione" della corruzione, non su dati ufficiali di conoscenza di fatti illeciti, ma soltanto su mere valutazioni di un campione più o meno statisticamente significativo di "dirigenti". E' di tutta evidenza che se ciò non fosse, gli stessi dirigenti dovrebbero rispondere quanto meno di collusione nei fatti illeciti.
 
Fin qui la famosa "notizia" giornalistica, ma è ancor di più "notizia" quello che i medesimi canali ritengono inutile riportare (salvo rarissime e nascoste eccezioni): nella stessa indagine conoscitiva risulta che il 97 per cento delle strutture sanitarie ha adottato uno specifico Codice di comportamento  anti corruzione, integrativo rispetto a quello previsto per i dipendenti pubblici, il 93% ha predisposto un Regolamento per le procedure d’acquisto, il 92% afferma che nella propria struttura esistono procedure trasparenti per l'aggiudicazione degli appalti, l’85% ha previsto procedure per la segnalazione di casi di corruzione e azioni a tutela dei dipendenti che le effettuano.

 
Quindi, di fronte alla "percezione" della probabilità di fatti illeciti le Aziende, nella quasi totalità, hanno messo in campo procedure per prevenirli o comunque renderli facilmente rintracciabili. A noi sembra questa la "buona" notizia e ci appare evidente come l'interesse prioritario di chi dovrebbe fare informazione corretta sembra essere quello del facile canale scandalistico, i cui effetti sulla valutazione soggettiva del singolo cittadino sul SSN saranno devastanti.
 
Quindi "percezione" non "dati reali". Siamo molto stupiti e dolorosamente meravigliati che un personaggio di grande spessore morale e serietà, quale Cantone è, abbia potuto affermare sulla base di una "percezione di dirigenti", come la "Sanità italiana sia terreno di scorribande per delinquenti di ogni risma".
Un facile sillogismo è nella mente di tutti ormai: la Sanità è corrotta, i medici sono parte della Sanità, i medici sono corrotti.
 
Nulla di nuovo sotto il sole. Per uno scorcio di visibilità tutti a sparare numeri: medicina difensiva? 14 miliardi! Bustarelle per "favori" in ambito sanitario? due milioni! Visite in "nero"? 10 milioni!
Numeri enormi che scaturiscono da deduzioni indirette, non da dati accertati. Si tratta di reati veri e propri. Dove e chi sono i medici colpevoli di 10 milioni di truffe, dove e chi sono i dipendenti  del comparto sanità (amministrativo e non) autori di due milioni di concussioni?
 
Dati di percezione e di supposizione di fatti non dimostrati.
 
La realtà sotto gli occhi di tutti è altra: la stragrande maggioranza degli operatori sanitari ( medici e non solo) lotta quotidianamente per svolgere un lavoro di estrema responsabilità con dedizione e poche soddisfazioni superando le limitazioni di finanziamento ( l'Italia è il Paese europeo, tra i maggiormente industrializzati, che investe di meno in prevenzione e assistenza).
 
Il medico combatte immerso in una burocrazia che gli occupa il 30% del proprio tempo professionale sottraendolo al rapporto e la relazione con il malato e i suoi parenti.
 
Combatte contro la riduzione drastica dei posti/letto per abitanti ( in Italia circa la metà che in Germania), aggravata pesantemente dalla insufficienza di una pianta organica  adeguata al volume delle prestazioni e spesso assunta con contratti temporanei senza coperture previdenziali.
 
Tutto quanto sopra malgrado il SSN italiano continui ad essere considerato dall'OCSE ai primi posti ormai da anni per efficacia ed efficienza.
 
La domanda è: come è possibile che ciò si realizzi? Noi la risposta l'abbiamo: sono gli operatori sanitari che riescono nella impossibile impresa, è la preparazione dei medici e il loro impegno, è la dedizione degli infermieri costretti a turni continui e sotto organico.
 
Questa è "la notizia" da dare, non i numeri inventati del terrore.
 
La Fondazione Chirurgo e Cittadino - FCC - , braccio sociale della Associazione dei Chirurghi Ospedalieri Italiani -ACOI -, si batte  dal 2010 per la formazione alla corretta comunicazione in sanità, non solo in equipe e con il paziente; ma in tema di comunicazione il quadro che emerge negli ultimi giorni da improvvide dichiarazioni basate su "sensazioni" o da fuorvianti "deduzioni" è psicologicamente , ripeto, devastante.
Come potrà il cittadino riporre la sua fiducia in un Sistema così erroneamente descritto?
 
Come potranno i chirurghi entrare serenamente e liberi da condizionamenti nelle sale operatorie
Come potranno i malati non guardare con sospetto tutti coloro che con professionalità si prenderanno cura di loro?
 
Mio nonno spesso diceva agli avventati: "Apri bocca e gli dai fiato, senza considerare le conseguenze delle tue frasi". Oggi lo direbbe di nuovo.
 
Rodolfo Vincenti
Presidente di Fondazione Chirurgo e Cittadino
ex-presidente di Associazione dei Chirurghi Ospedalieri Italiani

08 aprile 2016
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