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Nursind dice no all’art. 49, ma non ci siamo noi dietro l’Ipasvi di Pisa

di Andrea Bottega

22 APR - Gentile direttore,
le chiedo ospitalità per smentire la voce, che gira tra alcuni gruppi professionali infermieristici, di un attacco di Nursind alla Federazione Ipasvi attraverso l’iniziativa del collegio Ipasvi di Pisa di disapplicare in sede locale l’art. 49 del Codice deontologico dell’infermiere e la sua proposta a livello nazionale di una bozza di nuovo codice.
 
Ci preme ricordare, ai chi avesse rimosso l’Anno Domini 2014, che Nursind le proprie battaglie le conduce sempre in prima persona mettendoci la faccia e dichiarandosi apertamente. Per queste persone abbiamo scritto “Il riformatore e l’infermiere, il dovere del dissenso” di Chiara D’Angelo edizioni QS.
 
Voler far passare come iniziativa Nursind quanto deciso dal direttivo Ipasvi di Pisa denota la volontà (strumentale alla linea di pensiero conservatrice della Federazione Ipasvi?), a nostro parere, di sminuire la portata della decisione tutta interna all’Ipasvi.

 
Che Nursind sia per l’abolizione dell’art. 49 del Codice deontologico e a favore di una sua revisione complessiva è noto da tempo, tanto che lo scorso anno abbiamo dedicato a questo tema la giornata internazionale dell’infermiere. E anche quest’anno ribadiamo, sempre per il 12 maggio, l’invito alla Federazione Ipasvi di abrogare l’art. 49 perché:
· ce lo chiedono i colleghi,
· è dannoso ai cittadini,
· è funzionale agli interessi della dirigenza
· rappresenta una legittimazione delle politiche di taglio di risorse al sistema salute;
· perché è l’avvallo professionale a una nuova forma di schiavitù.
 
Tutte cose già dette da noi ben prima di questa iniziativa. Gli infermieri che rappresentiamo ci chiedono di superare le carenze e i disservizi del sistema e non di compensarli!
 
Parlare di “attacco di Nursind alla Federazione Ipasvi” significa essere funzionali alla politica della stessa Federazione che non accetta il dialogo e minaccia sanzioni disciplinari a chi osa esternare un pensiero diverso (per tutti citiamo il caso Gostinelli). Se si cerca il pensiero di Nursind sui temi che riguardano l’infermieristica bisogna guardare davanti e non dietro alle iniziative altrui.
 
Quanto proposto dal direttivo Ipasvi di Pisa è invece, a nostro parere, un atto di reale partecipazione alla vita professionale. A noi sembra che i colleghi di Pisa non si siano accontentati - come invece fanno molti – di sedersi nelle comode e remunerate poltrone dell’Ipasvi a curare gli interessi del sistema autoreferenziale ma abbiano colto il grido di dolore del loro popolo e si siano attivati per traghettarli nella terra promessa di una maggiore autonomia e valorizzazione professionale, principi coerenti con il loro mandato.
Quella del Collegio Ipasvi di Pisa, come l’abbiamo letta dalle dichiarazioni del suo Presidente, non ci sembra una iniziativa sovversiva bensì propositiva che, tra l’altro, è in linea con quanto dichiarato dalla neo presidente Mangiacavalli il 21 marzo 2015: “tra gli obiettivi c’è poi l’aggiornamento del codice deontologico”. Cosa dovrebbero fare i collegi Ipasvi se non farsi portavoce delle istanze della comunità professionale che li ha votati? Perché negare a questi colleghi la possibilità di proporre qualcosa di alternativo all’attuale e discuterne apertamente? Dobbiamo sorbirci sempre quello che propongo solo i componenti della selezionata élite come successo per le competenze specialistiche?
 
Abbiamo anche letto la risposta che la presidente della Federazione ha dato a questa iniziativa e dobbiamo dire che non ci stupiamo in quanto, come da lei dichiarato a inizio mandato, si muove “in sintonia e continuità con il lavoro svolto nel triennio precedente” dimostrando di non essere una persona aperta al cambiamento e al dialogo. I frutti di questa continuità li stiamo vedendo nella perenne conflittualità con la professione medica e nell’inconcludenza dell’evoluzione professionale.
 
Governare la professione e gestire il potere è ancora, a quanto pare, la principale preoccupazione che impegna il sistema ordinistico in ambito sanitario. Nursind ha altre preoccupazioni che interessano chi tutti i giorni si trova a rispondere direttamente, con responsabilità e professionalità, ai bisogni sanitari dei nostri cittadini.

Andrea Bottega
Segretario nazionale Nursind

22 aprile 2016
© Riproduzione riservata


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