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Campania. Ospedale Annunziata vittima di interessi poco chiari

28 APR - Gentile Direttore,
cosa altro deve succedere all’Ospedale SS. Annunziata, che da secoli è un pezzo di storia della città, perché si risveglino la società civile, le istituzioni locali, gli intellettuali cultori della Napoletanità, le forze politiche, le organizzazioni sindacali? Ora vogliono trasferirvi anche la centrale operativa del 118. Un Ospedale in posizione ideale per essere raggiunto dall’utenza cittadina e fornire alla stessa servizi sanitari, verrebbe così in buona parte occupato, per ampi spazi e con costi rilevanti, da uffici e da una centrale che per sua natura opera per via telematica e non ha bisogno di essere collocata così centralmente.

Nella programmazione del centro-sinistra (era Bassolino) l’ospedale sarebbe dovuto confluire nell’ospedale del mare con i suoi reparti e poi diventare un polo di eccellenza territoriale della ASL NA-1 dedicato alla salute di donne e bambini. Con l’avvento del centro-destra si cambiò il programma e l’ospedale fu aggregato al Santobono per fare una nuova azienda pediatrica dotata di maternità, ma questo reparto, pur essendo il più produttivo della ASL, fu ben presto chiuso e la nuova azienda non fu fatta, per cui lo stesso centro-destra decise di tornare al precedente progetto: l’ospedale veniva riportato dal Santobono alla ASL NA-1, con tutto quello che faceva prima, meno i reparti di maternità e terapia intensiva neonatale, allo scopo di farne un centro di eccellenza prevalentemente territoriale dedicato alla salute di donne e bambini.


Tutto semplice? No! Evidentemente questo non fa piacere a qualcuno e quello che sembrava deciso viene rimesso in discussione e l’ospedale è diventato ormai oggetto di predazione di spazi, attività e personale qualificato. Immaginate di dover riconvertire una storica pasticceria ben nota ed accessibile alla cittadinanza per le sue sfogliatelle, perché questo dolce è in crisi di mercato in quanto troppo calorico, che ne fareste? Una pasticceria che fa le sfogliatelle più piccole, o altro, ad esempio un call-center?
 
In altre parole ne salvo l’identità e ci faccio un centro della ASL sempre per la tutela della salute di donne o bambini, per il quale già sarebbe pronto un progetto che nasce da lontano, o ne faccio una multiproprietà multifunzionale con dentro prevalentemente uffici del distretto e una centrale telematica? Eppure tutti si sono sprecati in parole per la giornata per la salute della donna, ma passare dalla retorica delle parole ai fatti non se ne parla proprio. E che fine farà la pediatria, che per prestazioni non sfigura con quelle del Santobono? Ci sarà un ulteriore sovraffollamento di questo ospedale oltre quello già da tempo denunciato in tutte le sedi?

C’è da anni un accanimento contro l’Annunziata che è la vittima sacrificale di interessi ed esigenze non del tutto chiari e trasparenti. Ma qualcuno ha fatto una verifica serena del patrimonio immobiliare e del suo potenziale ed ottimale utilizzo? Sicuri che al Frullone, o al Gesù e Maria praticamente vuoto, non ci sono spazi adeguati? Sembra che si vada avanti a scatti per dare l’immagine di una rapidità di soluzione dei problemi, ma non li si affrontano con il dovuto rigore programmatorio e così si continuerà a sprecare risorse per soluzioni tampone e non ottimali.

La storia dell’Annunziata merita rispetto: per secoli ha accolto bambini e li ha curati ed educati così come ha fatto con le donne. Da lì è nato il cognome Esposito. Possibile che nella società civile e tra gli intellettuali cultori della Napoletanità non ci sia un sussulto per chiedere a gran voce che cessi questo tiro al bersaglio e si discuta serenamente del ruolo futuro di questo ospedale nell’assistenza a donne e bambini? Ma il Presidente De Luca non aveva promesso che nessun ospedale sarebbe stato chiuso ma al massimo riconvertito o rigenerato?

Dr. Antonio Pelliccia
già Primario Pediatra Osp. SS.Annunziata 

28 aprile 2016
© Riproduzione riservata


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