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Lazio. Situazioni lavorative illegittime reiterate nel tempo

13 MAG - Gentile direttore,
In riferimento alle lettere della Dott. ssa Peparini e del Dott. D’amata, rispondiamo a nome e per conto del personale sanitario atipico del Policlinico Umberto I, ribandendo che il nostro tentativo è solo quello di evidenziare delle situazioni lavorative illegittime reiterate nel tempo.
 
Molti di noi, infatti, pur avendo curricula di tutto rispetto adeguati al polo universitario, dove quotidianamente svolgiamo la nostra attività, non hanno mai potuto accedere a procedura comparativa poiché nel nostro nosocomio da oltre 10 anni, soprattutto per alcune branche specialistiche, non si bandiscono avvisi/concorsi né per tempo determinato né per tempo indeterminato, quindi pur essendo stati selezionati per merito, nonostante le continue sollecitazioni da parte dei nostri direttori, è sempre stata negata la possibilità di concorrere nella nostra azienda.
 
Tuttavia, la nostra professionalità e competenza riconosciuta a livello nazionale ed internazionale è servita alla nostra azienda assicurare il LEA.

 
Nulla di personale, quindi, contro coloro che hanno sostenuto concorsi oltre 10 anni fa, che magari sono ancora in posizione utile e che, quindi, sperano di essere ancora assunti per scorrimento di graduatoria o che si trasferiscono per mobilità, criterio costituzionalmente accettato, ma vogliamo solo ribadire che le graduatorie hanno una durata legale, che a causa del blocco del turn over nessun altro concorso è mai stato bandito, pertanto molti di noi sono stati costretti, pur di accedere ad una procedura comparativa, a partecipare a concorsi a tempo indeterminato in altre regioni, e grazie all’alta professionalità, acquisita al Policlinico Umberto I, a classificarsi in posizione utile tale da poter essere assunti per scorrimento(come è stato già fatto), nell’azienda dove hanno svolto per tanto tempo il loro lavoro altamente qualificato quotidianamente da tanti anni, ma ancora ciò non accade perché si fa riferimento a graduatorie non più recentissime.
 
Chiediamo, pertanto, semplicemente di dare la possibilità a tutti di cambiare situazione lavorativa, per chi è idoneo in posizione utile regionale o extraregionale precario(a tempo determinato o atipico) ormai storico, quindi già costituente voce di spesa per l’azienda, di essere assunto su chiamata diretta, e per gli altri ove una sanatoria non fosse possibile, di bandire delle procedure selettive con quota riservata e riconoscimento di anzianità di servizio ognuno nella propria azienda.
 
Diverso è il discorso della mobilità poiché non rientra nel processo di stabilizzazione dei precari.
 
L’obiettivo è quello di risolvere un grave problema comune che affligge la sanità laziale, non di alimentare polemiche e guerriglie interne che distolgono l’attenzione.
 
Comitato lavoratori sanitari con contratto co co co con e senza partita Iva (atipici) del Policlinico Umberto I

13 maggio 2016
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