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Operatori socio sanitari. Migep: “La Professione va valorizzata”

27 MAG - Gentile Direttore,
nella Giornata dell’Oss, celebrata il 23 maggio scorso, tutti i relatori presenti al convegno organizzato dal Migep al Senato hanno espresso un concetto imprescindibile, “la professione va valorizzata”. E’ stata una giornata positiva, non solo per la figura dell’oss ma anche per le puericultrici e infermieri generici e aiutanti della sanità che hanno evidenziato quanto questi ruoli sono dimenticati da tutti e anche demansionati. 
 
Il Ministero è pronto ad accogliere le istanze di crescita professionale e condivide l’istituzione dell’area socio sanitaria. Le stesse linee sono state condivise dalle organizzazioni sindacali, invece siamo molto dispiaciuti perché un’organizzazione sindacale non condivide quanto richiesto dai propri iscritti.
 
Il Dott. Saverio Proia, intervenuto in vece del Sottosegretario del Ministero Vito De Filippo, del quale ci ha portato anche i saluti, ha proposto come strada maestra, l’inserimento dell’oss nell’area socio sanitaria come previsto dal decreto legislativo 502 /93 art 3 octies da prevedere nel prossimo rinnovo contrattuale. Bisogna rilanciare l’impegno alfine di trovare una soluzione adeguata anche per gli infermieri generici e puericultrici.
 
L’On. Gregori del Sel, nel suo intervento ha evidenziato che era dispiaciuta per l’assenza dei suoi colleghi e non li giustificava data l’importanza dell’argomento del convegno. Ha condiviso l’area socio sanitaria, aggiornamento continuo e la formazione omogenea su tutto il territorio Nazionale.

Gli operatori sono pronti a una maggiore professionalizzazione, per questo come migep abbiamo puntato fortemente per partecipare al tavolo di lavoro. E' evidente che nel prossimo contratto si dovrà prevedere una giusta collocazione nell’area socio sanitaria dell’oss senza dimenticare le figure che hanno fatto la storia della Sanità.

“La giornata dell’OSS” è proseguita nel pomeriggio presso il Ministero della Salute, dove la Federazione Migep insieme con una delegazione di operatori è stata ricevuta dal Direttore Generale delle Professioni Sanitarie, dal Capo di Gabinetto del Ministro e dalla Dott.ssa Rinaldi.

Si è posta la necessità di valorizzare gli oltre 250 mila operatori e anche la necessità di ristabilire un equilibrio sulla professione facendo cessare l’abusivismo delle competenze, che vanno a sopperire il disservizio delle stesse unità operative, soprattutto nelle rsa e ra dove gli oss sono obbligati a esercitarlo. Si è evidenziato come il sistema della formazione sia fallito e che ormai è allo sbando completo senza più controlli, vengono rilasciati attestati oss falsi, formazione determinata da una qualità scarsa che comporta la malasanità che i quotidiani evidenziano un’emergenza sociale su cui bisogna intervenire.

Si è riscontrata l’inefficienza dell’accordo Stato Regioni del 2001 sulla formazione oss. Inoltre, deve essere rivisto il concetto della terza s “ oss con formazione complementare” poiché figura ibrida, non disciplinata dalla contrattazione nazionale di lavoro e quindi senza alcun riconoscimento giuridico ed economico per cui non ha senso formarli.

L’obiettivo della formazione attuale non è improntato sulla qualità, ma solo sulla speculazione economica da parte di enti accreditati e non accreditati, con la complicità delle stesse Regioni, che rilasciano ugualmente attestati non conformi alle normative delle singole regioni.

È necessario bloccare la formazione per due anni con una ricognizione in ogni regione.

Si è posta la necessità di portare la formazione nel servizio Sanitario nazionale come richiamato dal documento del 2012, che a nostro giudizio deve essere di due anni equivalenti alla formazione Europea poiché la formazione attuale viene gestita in un modo così disparato da Regione a Regione, che crea non solo una confusione sul ruolo e sull’impiego dell’operatore socio sanitario nelle diverse realtà assistenziali, ma anche sollevando dubbi sulla natura dei corsi organizzati, mettendo in discussione la reale preparazione e competenza per ricoprire un ruolo per il quale l’acquisizione delle competenze professionali dovrebbe avvenire in maniera certa.

Vanno riviste le competenze che devono essere adeguate ai bisogni dei pazienti, rendere obbligatorie l’uso di linee guida, procedure e protocolli.

Va ripreso il documento del 2012 che attualmente è fermo, un documento che ha tracciato una tappa importante, l’impegno preso va applicato.

Si è chiesto fortemente l’applicazione della Legge 502/92 art. 3 octies, che mette in evidenza l’area socio sanitaria e che quest’area risolverebbe alla radice le controversie legate a quelle linee politiche errate, ristabilendo quella dignità professionale a tutti questi operatori, considerando che i quattro ruoli che la 761/79 richiama, andranno in pensione. Quest’obiettivo è condiviso sia dal Sottosegretario del Ministero, dal Presidente del Comitato di Settore, dalla Conferenza Stato Regioni e dai Sindacati, un’area tutta da riempire che può favorire la collocazione di diversi profili o da istituire ex novo.

Si è posta la necessità di istituire un elenco anagrafico, presentando una proposta di legge, che consentirebbe un ulteriore passo verso il pieno riconoscimento della professione. Sarebbe opportuno sospendere tutte le delibere Regionali sulla formazione di vecchie figure: ota – osa – asa - adest perché non favorisce la trasformazione nella figura oss.

L’impegno del Direttore Generale: è quello di trovare un filo conduttore con la Conferenza Stato Regioni sulla questione della formazione, recuperando il documento del 2012, rivalutare l’accordo Stato Regioni del 2001 coinvolgendo le Regioni a formulare la motivazione sulla disparità formativa, ristabilendo quella qualità che è venuta a mancare nella formazione e che avrebbe posto al tavolo tecnico la richiesta del migep di farne parte. Sull’eventuale nuova formazione dell’oss gestita dal Servizio Sanitario Nazionale, sarebbe importante sentire anche il Coordinatore del Comitato Salute delle Regioni, chiedendo al migep di formulare un quadro dettagliato sull’attuale formazione nazionale.

Ci auguriamo che tanta attenzione e riflessioni poste, possano essere uno dei “primi passi” necessari per rimodellare quanto attualmente non funziona, superando tutti quegli ostacoli che si trovano oggi sul percorso per un rinnovamento reale della professione.

Qualora il Migep non dovesse essere convocato al tavolo tecnico, continuerà comunque a lottare con il contributo dei lavoratori per il riconoscimento dei diritti più volte evidenziati nei numerosi convegni e manifestazioni.

Angelo Minghetti
Presidente Federazione Nazionale Migep


27 maggio 2016
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