Quotidiano on line
di informazione sanitaria
Mercoledì 03 GIUGNO 2020
Lettere al direttore
segui quotidianosanita.it

Rinnovo Ccnl. Come verrà governata la partita delle competenze avanzate?

24 LUG - Gentile Direttore,
con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale dell’accordo quadro sui nuovi comparti della Pubblica Amministrazione in funzione dei rinnovi contrattuali triennio 2016-2018 ed in previsione dei prossimi incontri indetti dal Ministero della Funzione Pubbica, è possibile avviare alcune riflessioni sulle prospettive della materia tavoli che verranno convocati.

Dagli atti che nel mese di Luglio 2016 si sono concretizzati con l’invio all’Aran delle direttive del Comitato d’indirizzo per l’avvio del confronto sul Contratto Collettivo Nazionale, discende la responsabilità e l’opportunità dei lavoratori di interrogarsi se il sindacato saprà intercettare i loro bisogni e comparare il peso che i trattamenti economici e normativi del rapporto di lavoro nel Comparto Sanità dovranno contenere nel complesso del rinnovo atteso da tempo ed in un contesto organizzativo, politico, economico, sociale e sindacale completamente differente dai due lustri scorsi.

In virtù della natura stessa del contratto collettivo avente forza di legge tra le parti e producendo i suoi effetti solo nei confronti di quelle direttamente stipulanti, premetto di non credere alle dichiarazioni ad effetto di associazioni sindacali che preannunciano la non sottoscrizione del Ccnl stante il DPCM in essere che limiterebbe margini di manovra sui trattamenti economici. Dare seguito a tali boutade impegnerebbe moralmente chi le esprime a rispettarle se coerente, ma soprattutto comporterebbe la perdita del requisito della titolarità a “contrattare”: ipotizzo che si accoderanno di buon ordine con marginali dichiarazioni a verbale per onor di firma, a meno che, duri e puri, non intendano abdicare al mandato ricevuto pur raggiunta la qualificazione di soggetti legittimati a stipulare contratti con efficacia erga omnes.


Una sezione del CCN prevede diritti ed obblighi in capo alle parti che hanno stipulato il contratto collettivo, come le clausole sulla regolamentazione dei conflitti, sui diritti sindacali di informazione e consultazione, sulla istituzione e regolamentazione degli organi di conciliazione e arbitrato, sulla elezione delle rappresentanze sindacali, sulla composizione di commissioni paritetiche etc. Rinunciare preventivamente a diritti e doveri è quindi una follia anche solo a prevederla come opzione.

E’ inoltre da dire che se ad un sindacato, per vantare di essere qualificato come “partecipe del negoziato”, bastasse presentare una qualsiasi piattaforma rivendicativa, allora la funzione selettiva della base e l’accertamento istituzionale della maggiore rappresentatività avrebbero fallito.

La Pubblica Amministrazione non ha interesse a non recepire una piattaforma pur insignificante nella forma e nella sostanza, ma i lavoratori non possono ritenere sufficiente la presentazione di un “progetto strutturale” di rinnovo contrattuale quale che esso sia e nemmeno è accettabile la sottoscrizione di accordi con anonime dichiarazioni a verbale per salvare il salvabile e continuare a navigare a vista: i 531 mila attori del Comparto Sanità attendono che il sindacato concorra anche un’effettiva e qualificata partecipazione al tavolo di contrattazione tanto sulla parte normativa che su quella economica. Della foto ricordo “io c’ero” non saprebbero che farsene.

La parte normativa disciplina i rapporti individuali di lavoro, fissa i rispettivi obblighi di ciascun lavoratore e di ciascun datore di lavoro, contiene disposizioni in merito alle norme di garanzia dei servizi pubblici essenziali, alle relazioni e ai diritti sindacali, alle pari opportunità, alla classificazione del personale, alle cause di sospensione e cessazione del rapporto di lavoro, alla mobilità, all’orario di lavoro, alle assenze del lavoratore, alla formazione, alle norme disciplinari, alla durata del periodo di prova, di preavviso o di comporto, alla disciplina del lavoro straordinario, festivo o notturno, ai trattamenti di malattia, maternità e infortunio, ad altre disposizioni di particolare interesse, alla tutela dei dipendenti in particolari condizioni psico-fisiche, alla flessibilità del rapporto di lavoro, e potremmo continuare.

E’ del tutto evidente, quindi, che per gli intercorsi e necessari stravolgimenti organizzativi e di atteso rinnovamento in chiave professionale e assistenziale che interessano tutti i 531 mila dipendenti del Comparto e gli infermieri in particolare, debba conseguire il massimo interesse a curare la parte normativa a prescindere dagli esiti della contrattazione economica. Piuttosto che mettere le mani in avanti di fronte ad un ipotizzato minimo aumento economico (anche consapevoli che intere generazioni di potenziali lavoratori nemmeno hanno percezione di come sia composta una busta paga, ndr), senso di responsabilità vorrebbe che tutte le condizioni per definire un adeguato ed equilibrato rinnovo contrattuale vengano perseguite. Ci sarà tempo e modo di affrontarlo nel modo migliore da parte di tutte o alcune parti stipulanti, e solo allora si potrà cogliere la capacità del sindacato di esprimere gli interessi dei lavoratori se punto di riferimento “sociale” e “universale” piuttosto che intenderli come mero terminale “commerciale”.

In funzione di un effettivo cambio di prospettiva dell’agire sindacale, diventa quindi interessante conoscere quali piattaforme contrattuali saranno presentate, come e da chi: per poterle confrontare; perché in sede di pre-accordo possano essere apportate-suggerite modifiche ai testi proposti; per i contenuti; per le correzioni rispetto al contratto scaduto; per quali destinazione impegnarsi.

Chi le scrive ha ben presente che ai fini della determinazione della retribuzione dovuta al lavoratore sia da esigerla proporzionata alla quantità e alla qualità del lavoro e idonea ad assicurare una esistenza libera e dignitosa, ma ritengo altrettanto importante parametrare questa determinazione all’effettiva natura dell’attività da svolgere e il contesto entro il quale questa attività si sviluppa, pur senza dimenticare la fase socioeconomica dei ns. tempi.

Ad esempio, e tra altri, possiamo chiederci se hanno un impatto sull’esistenza libera e dignitosa di tutti:
- stralciare l’art. 28 obblighi del dipendente lettera H) quando il contratto impone l’esecuzione di un ordine di servizio demansionante e dequalificante e da ritenersi in violazione del profilo professionale?
- vedersi riconosciuti gli 8 giorni di riposo biologico per gas anestetici già previsto per il contratto della dirigenza medica?
- rendere compiuto l’istituto della banca delle ore?
- rendere equilibrate le dotazioni organiche in rapporto agli obiettivi aziendali e assistenziali da raggiungere?
- ridurre l’assalto alla diligenza delle prestazioni aggiuntive e delle reperibilità?
- ridurre il ricorso allo straordinario?
- rispettare l’orario di lavoro settimanale?
- fruire del diritto alle ferie estive per tutto il periodo previsto dal ccnl e non per porzioni di esso?

La risposta non può che essere positiva e consequenzialmente non è con sola parte economica che i lavoratori “guadagnano” in immagine, decoro, dignità, rispetto, valorizzazione delle competenze, sviluppo professionale. Un numero rilevante di uomini e donne di questo paese e che potrebbero avere accesso al mondo del lavoro, restano fuori dai processi produttivi anche per un certo modo di interpretare il CCNL da entrambe le parti firmatariee dal fruitore finale dell’accordo sottoscritto. Del mantenimento di distorsioni contrattuali solo le parti stipulanti, e chi ci sguazzerà, saranno responsabili.
Si è spesso, e con ipocrisia, solidali e solidaristici con il portafoglio degli altri. Il patto generazionale tra professionisti e prossimi lavoratori che possa garantire anche il passaggio di conoscenze ed esperienze, deve trovare nell’imminente rinnovo ragione di esistere, e gli istituti contrattuali che possono sostenerlo non trovano soluzione solo nella parte economica. Questo ritengo possa essere importante per le valutazioni che si andranno a compiere su carta che canta.

Tra la previsione, ad esempio, a) di 100 euro di aumento contrattuale; b) la permanenza di condizioni di lavoro indegne; c) blocco del turnover; d) portare a casa, e favorire, retribuzioni extra in prestazioni aggiuntive con migliaia di professionisti alla finestra…, non ho dubbio alcuno a quale evidenza rinunciare.
La sfida da vincere è di avere ben tutelate la parte normativa e quella economica, (una non escluda l’altra!), e che chi deve battere un colpo si manifesti piuttosto che eccepire sin d’ora dei distinguo che sanno di resa anticipata.

Concludo che sarà curioso recepire come sarà governata, prevista dall’atto di indirizzo, la partita delle competenze avanzate da chi, sconfessato su tutta la linea della politica professionale, le sta avversando con ogni mezzo: “”…va ribadito, infine, che in ogni caso tutte le competenze professionali vanno esercitate nel rispetto dei profili, delle declaratorie, dei codici deontologici e della formazione acquisita, fatte salve le competenze previste per gli altri professionisti, sino ad escludere quelle improprie delle singole figure e profili professionali, con particolare riferimento a quelle domestico-alberghiere ovvero quelle di pertinenza di altre professioni e per esse previste…””

Anche sull’attenzione al proseguo della partita contrattuale che tanto impatto avrà, quindi, sullo sviluppo professionale: #noisiamopronti.

Graziano Lebiu
Presidente Ipasvi CarboniaIglesias 


24 luglio 2016
© Riproduzione riservata


Altri articoli in Lettere al direttore

lettere al direttore
ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWS LETTER
Ogni giorno sulla tua mail tutte le notizie di Quotidiano Sanità.

gli speciali
Quotidianosanità.it
Quotidiano online
d'informazione sanitaria.
QS Edizioni srl
P.I. 12298601001

Via Boncompagni, 16
00187 - Roma

Via Vittore Carpaccio, 18
00147 Roma (RM)


Direttore responsabile
Cesare Fassari

Direttore editoriale
Francesco Maria Avitto

Presidente e AD
Vincenzo Coluccia

Direttore generale
Ernesto Rodriquez

Redazione
Tel (+39) 06.59.44.62.23
Tel (+39) 06.59.44.62.26
Fax (+39) 06.59.44.62.28
redazione@qsedizioni.it

Pubblicità
Tel. (+39) 06.89.27.28.41
commerciale@qsedizioni.it

Copyright 2013 © QS Edizioni srl. Tutti i diritti sono riservati
- P.I. 12298601001
- iscrizione al ROC n. 23387
- iscrizione Tribunale di Roma n. 115/3013 del 22/05/2013

Riproduzione riservata.
Policy privacy