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Toscana. La nuova Rete Pediatrica. Servono standard organizzativi e risorse umane adeguati

La Toscana inaugura un servizio che dovrà garantire a tutti i bambini toscani la stessa qualità delle cure indipendentemente dal luogo di residenza, con particolare riguardo a quelle urgenti di pronto soccorso e alla presa in carico della cronicità. Un obiettivo ambizioso che mette in campo non solo i pediatri ma tutti i medici specialisti toscani

26 LUG - Gentile Direttore,
l’Assessore Saccardi ha presentato alla stampa il modello di governance della Rete Pediatrica Regionale Toscana. Si tratta del primo importante passo che va verso l’attuazione della Legge Regionale 84, approvata dal Consiglio Regionale della Toscana alla fine del 2015 dopo un intenso confronto che si è sviluppato con la professione soprattutto in seno alla III Commissione Sanità.

Il Presidente Stefano Scaramelli si è impegnato in prima persona per l’introduzione in legge della Rete pediatrica regionale e sugli articoli relativi alla tutela della salute dell’infanzia dando una forte connotazione di civiltà ad una legge per il resto caratterizzata da una lunga serie di norme tecnico/amministrative.

L’Italia è la sola nazione al mondo a garantire la pediatria di famiglia, una rete capillare di specialisti in grado di offrire ad ogni bambino, su tutto il territorio nazionale, un’assistenza pediatrica di base.

La Toscana inaugura, con la rete Pediatrica Regionale, un servizio che dovrà garantire a tutti i bambini toscani la stessa qualità delle cure indipendentemente dal luogo di residenza con particolare riguardo a quelle urgenti di pronto soccorso e alla presa in carico della cronicità.

Un obiettivo ambizioso che mette in campo non solo i pediatri ma tutti i medici specialisti toscani.

La Legge regionale n. 84 approvata nel 2015 prevede che ogni bambino che utilizzerà il sistema sanitario pubblico avrà diritto a cure pediatriche appropriate, da parte di tutte le principali discipline, dall’emergenza/urgenza alla cardiologia alla anestesiologia e rianimazione fino alla diagnostica per immagini, all’ortopedia come alla chirurgia.

Ancora troppo spesso capita di sentirsi rispondere che in questo o quell’ospedale non è presente un chirurgo o un radiologo piuttosto che un cardiologo o un rianimatore con adeguate competenze pediatriche.

L’obiettivo che la Regione dovrà darsi è quello di garantire a tutti, in ogni ospedale dotato di pronto soccorso generalista, una corretta presa in carico, la necessaria stabilizzazione e un inquadramento diagnostico quanto più accurato possibile effettuato da un’equipe multispecialistica presente nel presidio.

L’obiettivo della rete sarà quello di delocalizzare tutte quelle prestazioni che troppo spesso gli ospedali tendono a centralizzare su Firenze obbligando le famiglie a difficili spostamenti per centinaia di km saturando le potenzialità assistenziali di una struttura di terzo livello, l’Ospedale Meyer, che dovrebbe dedicarsi pressoché esclusivamente a casi clinici di elevata complessità accuratamente selezionati.

Proprio al Meyer la Regione ha deciso di assegnare il coordinamento esecutivo delle novità previste dal legislatore; la struttura fiorentina dovrà aprire le porte ad una rete di cui sarà parte integrante con la responsabilità di centrare gli obiettivi che la legge gli assegna con il pieno coinvolgimento degli altri nodi di rete ad elevata eccellenza presenti sul territorio.

Un progetto di questa portata è forse il primo ad essere messo in campo in una regione italiana, dalla sua riuscita dipenderà la possibilità di ripetere il modello nel resto del territorio nazionale.

Formazione professionale costante e integrata, scambio di referti e informazioni cliniche, consulti specialistici in telemendicina, sono i presupposti necessari che potranno essere messi in campo a condizione che la rete ospedaliera sia aggiornata e dotata delle risorse necessarie in termini di numero di professionisti assegnati sulla base di standard organizzativi e risorse appropriate agli obiettivi.

Queste le basi di partenza sulle quali l’Assessorato, le Direzioni Generali e la “buona politica” dovranno confrontarsi per dare gambe ad un progetto che deve essere sostenuto da tutti: se così sarà siamo certi che i medici toscani e non solo i pediatri, non si tireranno indietro.

Flavio Civitelli
Maurizio Paparo

Componenti della Commissione Pediatria Nazionale dell’Anaao Assomed


26 luglio 2016
© Riproduzione riservata


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