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Le assunzioni in Sicilia come la tela di Penelope

di Salvatore Vaccaro (Nursind)

13 SET - Gentile Direttore,
già nel novembre del 2014 l’allora Assessore Lucia Borsellino, dichiarava la fine del precariato in Sicilia con lo sblocco delle assunzioni su una rimodulazione della rete ospedaliera già ultimata. Dopo varie vicissitudini e ritardi, il 30 giugno 2015 Borsellino si dimette con una lettera formalizzata il 2 luglio,  che lascia intuire le difficoltà incontrate nello svolgimento del proprio mandato in  conflitto perenne, immagino, con la politica degli interessi logistici rispetto a quella dell’interesse generale e di buona sanità.
 
Una volta completata la rete ospedaliera (ma non ancora approvata) il passo successivo è stato la rimodulazione degli organici attraverso linee guida consapevolmente disastrose, approvate ai fini del calcolo del fabbisogno infermieristico e medico che però di fatto hanno ridotto ulteriormente la capacità assistenziale degli ospedali pubblici in una regione che ha già il più basso numero di infermieri per mille abitanti d’Italia.
 
Da allora nei mesi successivi è stato un susseguirsi di annunci, di via libera ai reclutamenti e battute d’arresto con motivazioni solo in parte convincenti il cui risultato è stata una snervante attesa paragonabile alla tela di Penelope, lo stratagemma inventato dalla moglie di Ulisse re di Itaca, che per evitare di prendere marito aveva subordinato la scelta del suo pretendente tra i proci, all’ultimazione del lenzuolo funebre del suocero, ma poiché la notte disfaceva quello che il giorno aveva tessuto la promessa non poteva essere mantenuta.
 
Ma cosa c’entra con la Regione Sicilia? Mi spiego. Qualche giorno fa è stata ultimata la nuova rimodulazione della rete ospedaliera (settembre 2016!) che ancora è una bozza (quindi non definitiva) che arriva dopo un’infinita serie di revisioni. Adesso il documento dovrà passare dalla commissione sanità e poi sarà la volta della giunta regionale. Successivamente, a quanto pare dovrà essere rimandato a Roma per l’approvazione definitiva e in fine, si spera, dovrebbe ripartire la macchina delle assunzioni.
 
Nel frattempo si stanno muovendo gli ordini dei medici e le organizzazioni sindacali che vorrebbero ridiscutere il documento allo scopo di individuare  una “rimodulazione più efficace”.   
 
Il tutto però con tempi biblici che a tutt’oggi stanno mettendo a rischio le graduatorie dei vincitori di concorso e degli idonei che scadranno, salvo proroga, il 31 dicembre 2016.
 
Vede caro direttore, in Sicilia la condizione è proprio questa; la notte si disfa quello che il giorno si tesse e per quanto trascorra tempo prezioso per la salute pubblica, non si riesce a conseguire soluzione che porti a compimento quanto ogni giorno viene annunciato.
 
La tela, infatti, rappresenta la rete ospedaliera e le dotazioni organiche, Itaca è il nostro Sistema Sanitario Regionale e i proci (nobili di corte aspiranti al trono) sono molti dei nostri politici, i quali difendono la propria “roccaforte”, cercando di costruire il consenso sul mantenimento dello status quo.
 
Il popolo di Itaca, ossia i nostri pazienti, sono destinati ad attendere l’approdo di Ulisse (la soluzione) che al momento è probabile si trovi ancora nei pressi dell’isola delle sirene, mentre nell’attesa il popolo rischia la vita, poiché i proci, interessati solo alla corona, stanno dilapidando i beni del re (vedi lo scippo al Fondo Sanitario Regionale di quasi 128 milioni di euro ossia il bilancio di un ospedale di medie dimensioni, per coprire altri debiti).
 
Chiudo ricordando che nel raffronto mitologico ho volutamente omesso di citare chi interpreta la figura di Penelope. Questa fantasia, invece, la lascio al lettore che tra il serio e il faceto può benissimo individuare, a sua discrezione, chi disfa la tela che ogni giorno viene tessuta.
 
Non mi meraviglierei più di tanto se arrivassimo alle prossime elezioni ancora sventolando la bandiera delle assunzioni, allo scopo di convogliare fiumane di voti. Ormai negli ultimi anni ho appurato quanto inefficace può essere la politica che compie finte rivoluzioni o vere ri-involuzioni.
 
In realtà mi auguro sinceramente di essere smentito, ma fino ad oggi, purtroppo, non è successo.
 
Dott. Salvatore Vaccaro
Infermiere, Dirigente Nazionale Nursind

13 settembre 2016
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