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Chi vuole stravolgere la rete d’emergenza siciliana?

di Pietro Pata (Anaao Sicilia)

16 SET - Gentile Direttore,
consenta lo sfogo di uno stanco Segretario Regionale, al limite della resistenza umana di fronte agli accadimenti degli ultimi giorni nel mondo della Sanità Siciliana. L’8 settembre u.s. (mai data più appropriata), in rapida successione l’Assessore Regionale alla Salute, On.le Gucciardi, ha convocato i Direttori Generali delle Aziende ed Enti del S.S.R. e poi le OO.SS. prima della dirigenza medica e poi della dirigenza SPTA.
 
Ai Direttori Generali è stato presentato un documento denominato “Sistema di Riordino del Sistema Emergenza ed Urgenza Regione Sicilia, quindi a ciascuno di essi è stata consegnata una busta personale con misteriose indicazioni, i bene informati dicono sulle strutture da tagliare per far coincidere le indicazioni del D.M. 70/2015 (standard Ospedalieri) con la nuova classificazione degli Ospedali contenute nel Sistema di Riordino citato. Il documento a dire dell’Assessore aveva avuto il placet dei Ministeri (Salute, MEF ?) in una seduta congiunta a Roma il 3 agosto 2016.
 
Alle OO.SS. , evidentemente non ritenute all’altezza di lettere personali, è stato solo presentato il documento sull’Emergenza. Son bastati circa 30‐45 minuti di tempo per capire, non tutti per carità, il “bagno di sangue” della Emergenza/Urgenza in Sicilia. Meno 72 posti letto di Rianimazione, meno 16 Pronto Soccorso, quindi eliminazione delle specialità per acuti in strutture ospedaliere che presidiano territori orograficamente difficili (Nebrodi, Madonie, fascia pedemontana dell’Etna). Non solo ma in alcuni Ospedali che gli Atti Aziendali, precedentemente approvati, indicavano come “capofila” degli “Ospedali Riuniti” retrocessi a presidi di base con P.S. e quindi solo con le specialità di base perdendo strutture specialistiche afferenti alle Reti IMA, Stroke, Rete Oncologica, Rete Nefrologica.
 
Addirittura nel caso di un IRCCS (Neurolesi Messina) vanificando i contenuti di due Leggi Regionali e vanificando il mantenimento di un Ospedale per l’emergenza e poi, nel caso dello Ospedale di Cefalù, prima collegato al San Raffaele, reso pubblico da Decreti Assessoriali, ma gestito con metodo privatistico, declassato a PS di base con perdita di Oncologia, Urologia, Chirurgia Vascolare, Cardiologia/Utic, alla faccia della Sanità di una parte delle Madonie. L’Ospedale San Marco di Catania con la sua infinita progettazione ed edificazione, scomparso dalla geografia sanitaria. Il P.S. del Policlinico Rodolico (sempre Catania) per la cui messa in opera sono state impegnate ingenti somme, volatilizzato!
 
Un disastro! Ed immediato, al di là di non univoci allarmi sindacali, si è compattato il fronte del NO: Sindaci, Consigli Comunali, esponenti dei partiti di opposizione (totalità) ma anche molti rappresentati dei partiti al governo, finanche qualificati esponenti dello stesso partito dell’Assessore (PD) e da ultimo, ma non certo l’ultimo, il Presidente della VI Commissione Legislativa all’Assemblea Regionale che dice: prima i concorsi, poi si discute!
Ma è uno slogan che ci appartiene e che, dopo il nostro pressante invito, anche l’Assessore condivide. Subito vengano attivate le procedure di stabilizzazione perché mille precari nella Dirigenza non possono aspettare.
 
Il Governatore Crocetta ha detto: STOP! (non è carosello); Gucciardi ha detto “Ma in fondo trattasi di Bozza ed ancora Roma non sa..” (Boh!) Insomma piroette a 360° che in politica ci stanno eccome! In Sicilia si vota alle Regionali tra un anno.
Ma io mi chiedo: perché in 20 mesi tre Piani diversi per la Rete Ospedaliera? Perché aspettare a settembre 2016 per adeguare la Rete e classificare gli Ospedali secondo il “Balduzzi”?
 
Perché consentire ai Direttori Generali di formalizzare gli Atti Aziendali secondo un DA (46/2015), approvarli con un altro D.A. che li cala in una nuova Rete (DA 1181/2016), recependo strutture complesse e Dipartimento da “assalto alla diligenza” e da “uno per tutti e tutti per me” con Direttori che sono andati sopra le righe assegnando Dipartimenti ad universitari, triplicando ginecologie sempre per universitari, costringendo ANAAO e CIMO a farsi audire dalla VI Commissione Legislativa e costringerle a ricorsi al TAR, per poi ora a 3 mesi dalla scadenza delle graduatorie e dal termine ultimo dopo il quale gli incarichi temporanei non si possono rinnovare (31/12/16) mettere tutto in discussione?
 
Stimiamo l’On.le Gucciardi e crediamo che non abbia “sbagliato” da solo.
Purtroppo la nostra è la terra di Tomasi di Lampedusa, Pirandello e Sciascia. E credo di aver detto tutto! E gli amici degli amici sono nostri amici (Anonimo).
 
Pietro Pata
Segreatrio regionale Sicilia Anaao Assomed

16 settembre 2016
© Riproduzione riservata

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