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Ospedale Nola. Medici da premiare, altri sono da licenziare

11 GEN - Gentile Direttore,
la vicenda di Nola è un perfetto esempio delle inefficienze gestionali e organizzative nella sanità le cui conseguenze si scaricano su tutti - pazienti e medici - tranne che su chi ne é il vero responsabile: ovvero chi, a livello politico e amministrativo, imposta e quindi attua politiche di tagli senza una reale progettualità.
 
I medici di Nola, secondo il governatore della Campania, che evidentemente niente ha fatto per evitare che quella situazione di caos si creasse, andrebbero licenziati. Il Movimento 5 Stelle, nella sua "clemenza", concede loro di poter essere quantomeno riconosciuti come "professionisti". Tutto ciò non ha senso. I medici di Nola, come evidenziato già da molti commentatori che conoscono come funziona la sanità italiana tra luci e ombre, in condizioni disastrose create non certo da loro hanno svolto con professionalità estrema il proprio dovere di assistenza e cura.
 
Bisogna dire basta a strumentalizzazioni politiche e a polemiche fatte sulle spalle di chi, ogni giorno, affronta difficoltà enormi per portare avanti la professione medica (senza dimenticare il fondamentale contributo degli operatori sanitari). Piuttosto pensiamo a cosa fare nel concreto per dare loro strutture, strumentazioni e modelli organizzativi adeguati. Pensiamo alle condizioni in cui versano tanti, troppi pronto soccorso in Italia. Pensiamo anche alla situazione già da me denunciata in Parlamento e ormai sempre più grave, in termini anche di sicurezza personale, in cui si muovono gli operatori delle guardie mediche, in particolare nei turni di notte. Chiariamo di chi è la responsabilità a fronte di situazioni come quella di Nola, con un numero di posti letto del tutto insufficienti a fronte del bacino di popolazione servita e una incapacità organizzativa di far fronte al picco influenzale (non certo una “ sorpresa” impronosticabile nel pieno dell’inverno).

 
Apprezzo le parole del Ministro Lorenzin a tutela della professionalità dei medici. Al tempo stesso le chiedo di promuovere interventi concreti. Certo, questa ipotesi è resa difficile anche dal negativo lascito del governo Renzi: tagli al fondo sanitario nazionale e ai trasferimenti regionali; “norma De Luca” voluta, guarda caso, per riportare in pieno la gestione della sanità nelle regioni in disavanzo nelle mani dei presidenti). Manca un anno alla fine della legislatura: spero davvero che si voglia cogliere questo tempo, in fondo già breve, per fare qualcosa di concreto.
 
Benedetto Fucci
Commissione Affari Sociali della Camera
Conservatori e Riformisti


11 gennaio 2017
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