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In Campania va dichiarato lo “stato di emergenza” per la sanità

02 MAR - Gentile direttore,
in merito alla vergognosa vicenda del Loreto Mare, come avevamo annunciato, appena avuto notizia delle indagini, abbiamo provveduto a sospendere gli iscritti alla Cgil sottoposti a provvedimenti restrittivi della libertà personale. Nel ribadire che non ci sono delegati Cgil coinvolti nelle indagini, comunichiamo che abbiamo dato mandato ai nostri legali per la costituzione di parte civile, nell’eventuale procedimento penale che dovesse scaturire dalle indagini citate.  
 
Tutto ciò a testimoniare la coerenza della nostra organizzazione sindacale nella difesa delle regole, dei diritti dei cittadini e dell’impegno quotidiano della stragrande maggioranza dei lavoratori per garantire un servizio degno di un paese civile in condizioni rese sempre più difficili dai tagli e dalla mancata organizzazione.
 
Purtroppo proprio quest’ultimo obiettivo è reso sempre più difficile dalle scelte governative di continui tagli lineari sulla Sanità, a cui si aggiunge, per il nostro territorio, l’immobilismo delle istituzioni e il protrarsi del commissariamento, senza che si intraveda una soluzione ai problemi.

 
Respingiamo con fermezza, infine, il tentativo di addossare ai singoli dipendenti la responsabilità di non aver denunciato il malcostume rivelato dalle indagini. Tale responsabilità deve essere esercitata da chi ha il compito di controllare e gestire le risorse umane, nonché l’organizzazione del lavoro. Responsabilità che deve emergere, con nettezza.
 
Purtroppo questa ennesima vicenda che coinvolge alcuni lavoratori disonesti sarà utilizzata dai detrattori del lavoro pubblico per intessere la solita campagna contro i servizi pubblici ed i lavoratori del pubblico impiego.
 
E’ dovere di tutti, in un contesto difficile, rilanciare il ruolo e la funzione del pubblico impiego quale luogo dove si rendono esigibili i diritti sociali e di cittadinanza sanciti dalla Costituzione, è nostro dovere riempire di significato le parole “servizio pubblico”, è nostro dovere dare un senso concreto all’etica del lavoro pubblico.
 
Questi assenteisti con i loro comportamenti deprecabili ed immorali danneggiano la maggioranza dei lavoratori pubblici che svolgono quotidianamente, in condizioni organizzative difficili, con spirito di sacrificio e senso di abnegazione il proprio lavoro in un settore così delicato quale quello della salute. Costoro, come i malati, sono vittime diverse di una comune tragedia.
 
In Campania, sottoposta da 10 anni a politiche di austerità che hanno prodotto misure draconiane con tagli lineari ai servizi ed al personale (riduzione del 9% dei posti letto, riduzione di 16.000 unità di personale), i cittadini sono curati di meno, ma pagano di più attraverso la elevata imposizione fiscale, ma anche con i ticket per i servizi che sono aumentati del 40%, con le visite svolte in intramoenia che sono aumentate del 22% e con i ticket per i farmaci che sono aumentati del 76%.
 
Oramai il sistema è al collasso sia dal punto di vista assistenziale (ultimi per i Lea) ma anche dal punto di vista organizzativo perché l’assenteismo non è separabile da altri problemi di malcostume (appalti, doppie fatturazioni, mancati controlli sulle prestazioni erogate dalla sanità privata accreditata, ma anche l’utilizzo indiscriminato del lavoro in somministrazione, che costa circa il 30% in più rispetto ad un contratto a tempo determinato, attraverso le agenzie interinali).
 
In Campania a fronte di un peggioramento delle condizioni di lavoro, ma soprattutto a fronte di un aumento della mortalità e delle morti evitabili ed una diminuzione sia della aspettativa di vita che della speranza di vita, bisogna riconoscere uno stato di emergenza e stringere un patto tra cittadini, lavoratori ed organizzazioni sindacali confederali per realizzare dei Comitati per la difesa del diritto costituzionale alla salute.
 
Questo, a mio parere, è il compito di cui dovremmo farci carico tutti per rilanciare la questione salute in Campania
 
Giosué Di Maro
Segretario Regionale Fp Cgil Medici Campania

02 marzo 2017
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