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Responsabilità professionale. Tutti i dubbi dei giovani chirurghi

07 MAR - Gentile direttore,
i giovani medici afferenti alla Società Polispecialistica Italiana dei Giovani Chirurghi (SPIGC) accolgono con favore l'approvazione definitiva del DDL sulla Responsabilità Professionale. Tuttavia prendono le distanze dall’inutile quanto fastidiosa corsa al merito e ai balletti festosi di una moltitudine di aggregazioni, sia politiche che professionali in un inno corale e trionfale che potrebbe rivelarsi purtroppo inopportuno.

Occorre la necessaria moderazione di chi comprende l’importanza di aver raggiunto un obiettivo importante ma anche la consapevolezza che si tratta solo o soprattutto di un punto di partenza più che d’arrivo.

Solo il tempo ci dirà infatti quanto sarà effettivamente efficace questa riforma nel garantire ai medici e agli operatori della sanità maggiore serenità sul lavoro, nel contempo ai cittadini/pazienti un’equa tutela e trasparenza nelle cure e infine una reale contrazione della medicina difensiva.

Va dato atto che in un contesto peculiare di vuoto normativo come quello del nostro Paese non fosse affatto facile dare una risposta al delicato tema della Responsabilità Professionale ed a quelli strettamente ad esso legati quali la sicurezza delle cure per operatori e fruitori della salute.


In questi anni, in una condizione così svantaggiosa per i clinici, ma anche per gli utenti, il vuoto è stato impropriamente colmato da sentenze autoreferenziali basate talvolta su interpretazioni creative. Di conseguenza sono inevitabilmente cresciute le controversie, la diffidenza e la disaffezione.

Sicuramente è da apprezzare il tentativo di riordino normativo: questo disegno di legge corona anni di discussioni e patteggiamenti tra le parti in causa.

Assolutamente siamo favorevoli alla trasparenza dei dati, all’esclusione della colpa grave nel caso il medico rispetti le buone pratiche cliniche e le linee guida, sulla natura extracontrattuale del medico ma contrattuale dell’azienda, quale prima parte in causa essendo economicamente più solida e quindi in grado di rispondere direttamente o tramite assicurazione alle necessità risarcitorie dei cittadini eventualmente danneggiati, alla maggior tutela e certezza del risarcimento grazie anche all’istituzione di un fondo di garanzia e alla formazione del collegio tecnico purché qualificato in senso specialistico e per la valutazione dei casi di responsabilità professionale.

Tuttavia, lasciarsi prendere da facili entusiasmi o tacere quelle che sono evidenti criticità che il Decreto stesso presenta non trova appiglio tra i giovani esercenti le specialità chirurgiche.

Molti interrogativi nascono già dopo un primo sommario esame della proposta di legge e li elenchiamo come “criticità” cui dare risposta nei decreti attuativi:
- sarà sufficiente quanto approvato per prevenire le troppe richieste di risarcimento infondate?
- le linee guida sono davvero dogmi inderogabili nella pratica clinica quotidiana?
- com'è possibile in questo contesto portare avanti l'attività di ricerca clinica e la formazione dei giovani chirurghi?
- le società scientifiche internazionali avranno interesse ad iscriversi all’elenco nazionale?
- se esistessero più linee guida con orientamenti differenti, chi avrebbe ragione?
- esiste un obbligo ad assicurarsi... ma non un obbligo ad assicurare... chi ha il coltello dalla parte del manico?
- ci sarà una riduzione dei premi assicurativi soprattutto per chi lavora esclusivamente in regime libero professionale pur svolgendo un'attività da "dipendente"?
- come saranno valutati la qualità e la costanza dell'aggiornamento professionale?
- per quando riguarda i CTU, anello debole della catena, saranno scelti specialisti con specifiche competenze indicati dalle società scientifiche per singola specialità?
- ammesso che ci sia soluzione a quanto sopra, siamo sicuri che basti per contrastare la medicina difensiva?

Ci auguriamo che questi interrogativi trovino presto una risposta e a tal proposito confidiamo che il Collegio Italiano dei Chirurghi (CIC), avendo seguito attentamente e agito direttamente lungo tutto l’iter parlamentare e avendo già adeguato la mira creando da subito l’Osservatorio (ORSAF) come meccanismo autonomo ed indipendente di controllo, possa monitorare con accuratezza tempi e modi di applicazione del DDL.

Possiamo infine assicurare che la SPIGC sarà da subito parte attiva nell'ambito e a sostegno del CIC in tutte le iniziative atte a far emergere le criticità del DDL nonché proporre strategie correttive ed attuative per incidere positivamente sulla qualità e l’efficacia complessiva del sistema, consolidando ove possibile il rapporto fiduciario tra medico e paziente.
 
Davide Cavaliere
Past President della Società Polispecialistica Italiana dei Giovani Chirurghi (SPIGC)  


07 marzo 2017
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