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Mozione Renzi. Cisl Medici: “Alle urne voteremo le azione pregresse, non le promesse elettorali”

20 MAR - Gentile Direttore,
ho letto con attenzione su Quotidiano Sanità, l’articolo che riporta la mozione Renzi per il congresso del PD. Non posso dire di non essere sostanzialmente concorde sia con la breve analisi e la preoccupata previsione (le pubbliche amministrazioni, in primis il SSN, soffriranno nel breve arco di pochi anni una riduzione dissennata di risorse umane ed economiche, e con esso soffrirà tutta la popolazione), sia con l’indicazione delle misure necessarie che andranno prese per cercare di ovviare ad uno scenario che - come sindacato CISL Medici che ho l’onore di rappresentare - abbiamo in tutta modestia delineato già molte volte.

Era del tutto prevedibile che una riduzione acritica di risorse umane avrebbe portato ad una crisi strutturale; era parimenti scontato che - in nome di mai bene individuati sprechi - i tagli lineari alle dotazioni della sanità in Italia non potessero garantire a lungo termine i livelli di assistenza e cura che pure ancora ci vengono riconosciuti ed invidiati.


Era insomma facile, anche per chi non fosse stato un medico, profetizzare qualcosa di sbagliato nelle scelte, proprio perché l’impostazione generale lo era. Si decideva di fare qualcosa a prescindere, senza serie indagini, senza investimenti calibrati, senza proiezioni che tendessero almeno a qualche visione d’assieme di sicura realtà.

E quindi ben venga, caro direttore, una inversione di tendenza, una presa di coscienza, un qualcosa che avevamo già definito “conversione sulla via di Damasco“. Non ci metteremo qui a dissertare criticando acidamente il tardivo pentimento e la conseguente implicita/esplicita ammissione di colpa da parte di un politico.

Siamo interessati solamente al benessere dei cittadini, alla tenuta del SSN e alla crescita del Paese, che non può quindi prescindere da un welfare degno di tale nome.

Non faremo polemiche, non faremo opposizioni preconcette; offriamo da subito il nostro convinto appoggio a qualsiasi serio tentativo di cambiare in meglio le cose e non pretendiamo posti in prima fila o visibilità in occasioni pubbliche.

Siamo medici, interessati alla salute dei cittadini e al bene dell’Italia, quindi lasciamo volentieri ad altri la ribalta.

Ma proprio come medici, caro direttore, una sottile vena di preoccupazione ci sovviene e solca queste poche righe… Non vorremmo che si potesse in qualche modo ripresentare una preoccupante sindrome che sembra essere più diffusa in un ambito ristretto ma estremamente importante: una strana amnesia che pare colpire ciclicamente i politici quando si trovano a transitare - a vario titolo - da Largo Chigi.

Le preoccupazioni di chi deve governare in tempi non facili sono certamente concause che aggravano i già allarmanti sintomi, ma la non più molto lontana tornata elettorale politica ci auguriamo possa di per se’ costituire un efficace antidoto. Si, perché contro l’amnesia politica, che promette e non mantiene, c’è a far da contraltare la buona memoria di chi adesso è davvero stufo di promesse non mantenute e pretende misure immediate e risorse concrete per dare una decisa svolta alla situazione.

Risorse alla sanità, allora, fornire assistenza adeguata a tutti, per garantire il turn over del personale, per avere contratti dignitosi, per superare il precariato.

I cittadini, i medici, i lavoratori della sanità, nostri iscritti meritano di più e di meglio di qualche parola di circostanza. Al massimo tra un anno andremo al voto. E quello sarà il voto che anziché - come accaduto finora - dar fiducia alle roboanti promesse elettorali, giudicherà le azioni pregresse.

Non siamo mai stati un serbatoio elettorale, e non saremo mai silenti o ossequiosi verso chi maltratta il nostro Paese, amnesia o non amnesia.

Biagio Papotto
Segretario generale Cisl Medici 

20 marzo 2017
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