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27 NOVEMBRE 2022
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Riforma accreditamento scuole specializzazione. Sarà finalmente ri(e)voluzione?

di Walter Mazzucco e Andrea Silenzi

20 MAG - Gentile Direttore,
in data 13 maggio 2017 il MIUR ha diramato un comunicato stampa attraverso il quale ha annunciato l’imminente varo della riforma sul sistema di accreditamento delle scuole di specializzazione di medicina. Dopo due anni di intenso e proficuo lavoro, che hanno visto protagonista l’Osservatorio Nazionale della Formazione Specialistica, verrà pubblicato, di concerto tra il MIUR ed Ministero della Salute, il Decreto che si prefigge di rilanciare la formazione medica post-lauream e, in particolare, le Scuole di specializzazione di area sanitaria, ispirandosi ad un sistema di miglioramento continuo della qualità formativa, che potrà essere finalmente misurato e documentato attraverso strumenti idonei.
 
Il Decreto in questione definirà i nuovi standard minimi, generali e specifici, ed i requisiti che dovranno essere posseduti, rispettivamente, dalle unità operative delle strutture di sede e di quelle della reti formative delle Scuole di Specializzazione di area sanitaria, al fine di provvedere all’erogazione della formazione dei futuri medici specialisti. Una delle principali innovazioni che introdurrà la riforma consiste nell’adozione di indicatori di performance formativa ed assistenziale, che sono stati definiti avvalendosi del contributo dell’Agenzia Nazionale per la Valutazione del Sistema Universitario (ANVUR) e dell’Agenzia Nazionale per la Valutazione dei Servizi Sanitari Regionali (AGENAS).
 
Pertanto, ed è qui la possibile rivoluzione, non dovranno essere documentate dalle Università soltanto le dotazioni in possesso delle scuole e delle reti formative (strutture, posti letto, docenti, aule, ecc.), ma anche quanto l’insieme delle strutture afferenti alle reti formative esprimerà in termini di volumi assistenziali, complessità della casistica clinica, qualità e sicurezza delle cure. In altre parole, verrà anche monitorata l’attività assistenziale espletata all’interno delle scuole e nella quale saranno coinvolti gli specializzandi.
Si tratta, quindi, di un salto di livello concettuale fondamentale, di cui beneficeranno tutte le tipologie di scuole di specializzazione e, in particolare, le scuole ad indirizzo clinico e chirurgico.
 
Com’è noto, l’accreditamento delle Scuole di specializzazione di medicina è disciplinato da una legge speciale (D.Lgs 369/1999 e ss.mm.ii.) ed è posto in capo al Ministero della Salute ed al MIUR, a differenza di tutti gli altri corsi di studio Universitari, che, invece, sono soggetti al sistema di valutazione ANVUR. Tale modalità di accreditamento, pertanto, supererà l’attuale sistema di assicurazione della qualità in uso dalle università, utilizzando una metodologia di accreditamento evoluta, ulteriormente qualificata dalla esplorazione di alcune dimensioni assistenziali fondamentali.
 
E vi è di più: il decreto prevederà l’implementazione, all’interno di ciascun Ateneo, di un Sistema di gestione e certificazione della qualità dedicato alle scuole di specializzazione, finalizzato a pianificare e controllare le attività nel corso dell’intero processo formativo, fatto salvo il principio della rotazione degli specializzandi all’interno della rete formativa, ponendo quindi le basi per sostenere finalmente il confronto con gli standard internazionali e ponendo l’Italia ai primi livelli per accountability del sistema formativo. Saranno anche previste delle modalità di valutazione interna delle attività formative, universitarie e di tirocinio esterno, da parte dei medici in formazione specialistica, chiamati ad esprimersi direttamente sulle possibilità offerte dalla rete formativa della propria Scuola.
 
Inoltre, il sistema di gestione e certificazione della qualità del percorso formativo, unitamente all’adozione di un libretto-diario di tipo informatico, consentiranno ovunque il rilascio di un Diploma Supplement personalizzato per il singolo specializzando da parte delle Università, secondo quanto già da tempo previsto dalle normative comunitarie che disciplinano la mobilità dei medici all’interno del sistema Unione Europea. Da segnalare, altresì, l’attribuzione dell’incarico di Professore a contratto al personale dipendente o convenziona nato col SSN, nonché a professionalità operanti in ambiti e strutture non direttamente riconducibili al SSN, selezionato sulla base del possesso di almeno uno dei criteri (superamento della soglia degli indicatori bibliometrici) utilizzati per l’Abilitazione Scientifica Nazionale.
 
Ed ancora, la nuova riforma, nell’innalzare i livelli minimi di qualità richiesti ai fini della erogazione della formazione medica specialistica, incentiverà le Università ad ampliare le reti formative delle scuole di specializzazione, avvalendosi del contributo di quelle strutture ospedaliere e territoriali del SSN che esprimano il maggior potenziale assistenziale.

In questo contesto verrà valorizzato il ruolo dell’Osservatorio Nazionale della Formazione Medica Specialistica e degli omologhi Osservatori Regionali, che si occuperanno di verificare e monitorare periodicamente il possesso ed il mantenimento degli standard e dei requisiti, nonché il miglioramento rilevato attraverso gli indicatori di performance, da parte delle Scuole di Specializzazione di medicina, verificando periodicamente la qualità del percorso formativo specialistico. L’Osservatorio Nazionale, in quest’ottica, si potrà avvalere di ulteriori strumenti di valutazione della formazione erogata dalle Scuole di Specializzazione quali i questionari anonimi ed i progress test, che verranno somministrati annualmente ai medici in formazione per la verifica di aspetti sia di tipo quantitativo che di tipo qualitativo, nonché le site visits, che saranno reintrodotte e condotte in maniera mirata in funzione delle criticità rilevate o segnalate.
 
Questo importante risultato rappresenta il frutto del lavoro comune svolto all’interno dell’Osservatorio Nazionale della Formazione Medica Specialistica da tutti i portatori di interesse: gli specializzandi, delegati dalle associazioni di categoria più rappresentative, i docenti, rappresentati attraverso dei componenti del CUN e dell’Intercollegio, le Regioni, il MIUR ed il Ministero della Salute.
 
E doveroso come si conviene in queste occasioni, occorre rivolgere i dovuti ringraziamenti a quanti hanno sostenuto la Riforma, a cominciare dalla Ministra Valeria Fedeli, che ha fermamente creduto nell’importanza di finalizzare il lavoro avviato dal precedente Sottosegretario al MIUR, Davide Faraone, dalla per proseguire con la Ministra della Salute, Beatrice Lorenzin, che ha fortemente voluto innovare il sistema di accreditamento offrendo il contributo dell’A.Ge.Na.S..
 
Un ringraziamento particolare va rivolto alle competenti Direzioni Generali del MIUR e del Ministero della Salute nonchè ai rispettivi Uffici, al pari degli Uffici di Gabinetto, nonché all’ANVUR ed all’A.Ge.Na.S., agenzie nazionali di valutazione, che hanno fornito il loro know-how e le loro competenze ai fini della definizione ed applicazione delle procedure di accreditamento, oltre che al Consiglio Superiore di Sanità ed al CUN, per avere licenziato in tempi utili i relativi pareri tecnici. Un sentito ringraziamento anche al Presidente dell’Osservatorio Nazionale, che ha condotto con tenacia i lavori che hanno portato alla redazione dello schema di decreto, nonché a tutti quei componenti dell’Osservatorio, su tutti al personale amministrativo prestato in comando dalle Università, che hanno lavorato a tale iniziativa in presenza ed a distanza.
 
Adesso, la vera sfida sarà quella di applicare tale riforma in maniera puntuale e senza deroghe. Inoltre, al fine di dare pieno vigore al nuovo sistema di accreditamento delle scuole di specializzazione sarà utile riproporre, in tempi brevi, l’emendamento presentato a firma del giovane medico e Deputato, Filippo Crimì, che aspirava ad evolvere e potenziare le attuali competenze dell’Osservatorio Nazionale e degli omologhi Osservatori regionali.
 
Inoltre, la decisione di procedere all’immediata implementazione della riforma sull’accreditamento consentirà di modificare il regolamento concernente le modalità di accesso alle scuole di specializzazione di medicina nel senso della necessaria semplificazione concettuale ed organizzativa, più volte richiesta dalle associazioni dei giovani medici e dal comitato degli aspiranti specializzandi. L’occasione data dell’applicazione dei nuovi criteri di accreditamento, pertanto, sarà propizia per avere il tempo utile a correggere alcune criticità registratesi nelle passate edizioni del concorso nazionale, su tutte la eterogeneità di condizioni organizzative, che hanno indotto molti candidati a sentirsi discriminati. Senza dimenticare di richiamare l’annunciata adozione di una graduatoria unica nazionale, che registra l’unanime consenso degli aspiranti specializzandi e delle rappresentanze studentesche. Confidiamo, dunque, che il nuovo concorso nazionale sia più meritocratico del vecchio.
 
Infine, dispiace constatare come, se, da una parte, la formazione medica post-lauream continui a registrare una continua evoluzione sul versante accademico, che si apre sempre più ad una necessaria integrazione ed osmosi con tutte le articolazioni del SSN, al fine di mettersi al passo con le sfide imposte dai nuovi scenari di salute, dall’altra, la formazione specifica di medicina generale, posta in capo alle Regioni, sia rimasta arroccata al di fuori da ogni logica di riforma e di innovazione, permanendo in uno stato di isolamento culturale che la ha condannata al ruolo di gregaria del sistema formativo-professionalizzante dei medici. Tuttavia, sono di buon auspicio le molteplici convergenze, registratesi a fine 2016 in occasione del sostegno all’emendamento alla Legge di Stabilità, a firma dell’On. Crimì e di numerosi altri autorevoli Parlamentari, che mirava ad istituire anche in Italia la Scuola di Specializzazione in Medicina Generale e Cure Primarie.
 
Si confida che, in futuro, il partito del “no” al cambiamento, rappresentato in primis dalle lobby ordinistiche, possa fare una sana autocritica ed aprirsi al confronto, ma per realizzare tale ipotesi, è necessario che la cultura di sistema prevalga sulla logica di parte e sugli interessi locali.
 
Walter Mazzucco
Componente esperto dell’Osservatorio Nazionale della Formazione Medica Specialistica
Presidente Nazionale Associazione Italiana Medici (AIM)

 
Andrea Silenzi
Presidente Nazionale Associazione Italiana Medici (SIGM) 


20 maggio 2017
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