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Martedì 19 SETTEMBRE 2017
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Contratto, Robin Hood e Governo: siamo seri

12 SET - Gentile direttore,
già due mesi fa abbiamo chiarito quale fosse il nostro punto di vista. Abbiamo cioè scritto che quando si prendono impegni occorre rispettarli. I latini usavano l’espressione “pacta sunt servanda” e 2000 anni di storia, nella stessa città, sembrano evidentemente trascorsi invano, se dovessimo dar credito alle sempre più insistenti voci che vogliono indirizzare (preparare ?) l’opinione pubblica ad una falsamente ineludibile soluzione di perequazione forzata verso il basso. Forse è il caso di esprimerci ancora. Come si dice in questi casi: per quelli degli ultimi banchi…
 
Ci riferiamo al prossimo rinnovo contrattuale che coinvolge la sanità, sulla scia di tutti i contratti pubblici, dopo il “medio evo sindacale” che ci ha visti vittime innocenti di risparmi forzosi.
 
Non è nostro abitudine perder tempo a rivangare il passato.  E però un piccolo salto indietro, diciamo al 1 Dicembre 2016, è necessario compierlo, per ribadire che quella è una sintesi che NON può esser messa in discussione. Un accordo che deve essere onorato.
 
Nel nostro articolo pubblicato avevamo già puntualizzato che non accetteremo alcun tipo di tentativo di ribasso ammantato da untuose pretese di bontà nei confronti di classi meno fortunate: siamo TUTTI meno fortunati, perché siamo TUTTI stati penalizzati in egual misura durante tutti questi anni.

 
E’ più che ragionevole che si provveda – sempre tardi! – a restituire a milioni di lavoratori pubblici almeno parte di quello che è stato loro sottratto (discorso a parte merita la destinazione delle somme che non sono state spese per i contratti pubblici in questi anni, ma sono state invece dirottate ad incentivi per le imprese che in molti casi sono sembrati più generose elargizioni che non mirati investimenti…),  ma è doveroso che TUTTI i pubblici dipendenti abbiano, in misura proporzionale, un recupero del potere d’acquisto perduto nel periodo.
 
Diversamente…si fa come in quello sketch di un film del defunto P. Villaggio: non appena il povero di turno veniva gratificato di una borsa di denaro, da parte di R. Hood, se ne rallegrava ad alta voce, con il solo desolante risultato di essere nuovamente rapinato dallo stesso eroe buono.
 
In parole molto povere:  non vorremmo che il Governo pensasse di tacitare con pochi soldi molte persone, mettendo gli uni contro gli altri tutti i lavoratori pubblici che invece, in questi anni, hanno garantito servizi di altissima qualità in condizioni spesso ai limiti della decenza, per esclusiva colpa dei vertici politici, loro SI carenti in organizzazione e professionalità.
 
Non intendiamo perder tempo in sterili discussioni e stucchevoli scambi di battute, utili solo a distrarre i meno attenti nella speranza di “grattar via” dalla sacca qualche moneta: le somme promesse dovranno essere GARANTITE con stanziamenti adeguati e un sistema di erogazione che tenga conto dei livelli stipendiali di partenza, non già per livellarli (persino a Cuba, negli ultimi anni, si è valorizzato il lavoro del medico e della sanità in generale!), ma per calcolare in pari percentuale il giusto indennizzo per il salario perduto.
 
Oltre a ciò esigiamo il superamento del precariato, una formazione adeguata, nuove forme di relazioni sindacali e più in generale, TUTTA l’attenzione che il SSN italiano merita per l’insostituibile servizio che offre, solo grazie ai propri lavoratori.
Non contate su di noi per perdere altro tempo. Non siamo interessati ai libri per fanciulli.
 
Biagio Papotto
Segretario generale Cisl Medici

12 settembre 2017
© Riproduzione riservata


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