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09 AGOSTO 2020
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Anche le parafarmacie sono presidi sanitari

27 FEB - Gentile direttore,
sono assolutamente condivisibili le recenti dichiarazioni dell’Avvocato Ferrari, esperta di Diritto Sanitario, che ha sottolineato come le Parafarmacie sono “presidi sanitari”, per la presenza del farmacista. Una definizione che finalmente chiarisce, anche se si tratta di un parere, le assurde prese di posizione da parte del Ministero della Salute e Federfarma, che insieme definiscono il luogo come garante della salute pubblica e non il Farmacista, facendo passare le Parafarmacie come “esercizi meramente Commerciali”, a nessuna valenza sanitaria e le Farmacie come uniche case della salute.
 
La stessa liberalizzazione dei Farmaci di Fascia C è stata bloccata per lo stesso concetto del luogo, cioè le Farmacie sarebbero più sicure delle Parafarmacie. La Corte Costituzionale ed Europea, si esprimono sulla legittimità di un provvedimento ma nulla vieta alla politica di cambiare l’orientamento delle leggi. Le parafarmacie sono realtà nuove e quindi il nostro impianto normativo si aggiorna con il tempo.
 
In parafarmacia vige la presenza di un Farmacista Laureato, garante della salute pubblica del cittadino, il luogo è solo uno spazio che deve essere autorizzato. Le Parafarmacie, hanno un codice Univoco Ministeriale per essere identificate come tali, quindi i luoghi sono sicuri e autorizzati dallo stesso Ministero, previa verifica Asl territoriale.

 
Le Parafarmacie quindi sono luoghi autorizzati e sicuri, atti a garantire la buona conservazione e distribuzione dei medicinali e dei prodotti detenuti.
 
Se fossimo stati esercizi commerciali e noi commercianti, avremmo pagato come cassa di previdenza l’Inps e non L’Enpaf, lo stesso Ente previdenziale dei Titolari di Farmacia, stessa quota annuale, poiché iscritti all’Ordine dei farmacisti. Paghiamo anche l’Ordine dei farmacisti, di cui una quota va alla Fofi.
 
Ribadisco, che il termine usato dal Ministero della salute per identificare le Parafarmacie in “esercizi commerciali” è sbagliato, lo faremo presente per cambiarlo con un nome che sia adatto al “presidio sanitario” e che non sia confuso e spesso strumentalizzato per farci apparire inferiori come professionisti.
 
Ivan Ruggiero
Presidente Lpi - Libere farmacie italiane

27 febbraio 2018
© Riproduzione riservata


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