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Guardare alla Liguria per prevedere la sanità del 2035

14 MAR - Gentile Direttore,
le specificità demografiche della regione Liguria, che presenta la popolazione più anziana tra le regioni italiane, giustificano il particolare interesse che gli è riconosciuto a livello nazionale e internazionale. In tutti i Paesi più industrializzati si assiste ad un progressivo invecchiamento della popolazione (con evidenti ricadute sull’organizzazione socio-sanitaria).

La Liguria rappresenta un laboratorio economico naturale, presentando oggi scenari che si concretizzeranno negli altri Paesi (date le proiezioni demografiche) tra circa 20 anni.

Al mutamento demografico sono associate variazioni nei bisogni e nella domanda di prestazioni sanitarie. In particolare, in presenza di popolazione anziana, si assiste ad un aumento dell’incidenza delle cronicità con conseguente impatto nei bisogni assistenziali.

Il decisore pubblico è chiamato a rispondere alle nuove esigenze con soluzioni efficaci, ma soprattutto efficienti, cioè che siano compatibili con i vincoli di bilancio. Queste risposte non possono essere immediate e richiedono un’approfondita conoscenza e tempi idonei per la loro implementazione.


L'individuazione dei fattori di rischio permette di pianificare azioni di policy specificatamente indirizzate verso le categorie di pazienti anziani e vulnerabili.

In letteratura si stima che i pazienti cronici rappresentino circa il 30% della popolazione ma che assorbano il 70% delle risorse, oltre a costituire (le malattie croniche) la principale causa di morte in quasi tutto il mondo.

Cronicità e invecchiamento, sono variabili tra loro strettamente correlate e che possono influire pesantemente sulla sostenibilità dei sistemi sanitari.

È pertanto evidente l’opportunità offerta da regione Liguria. Il flusso dei dati raccolti in regione Liguria è tra i più completi e accurati a livello nazionale, e persino migliore rispetto a tanti paesi europei e non, spesso presi a modello.

Dall’analisi degli accessi ai Pronto Soccorso della Regione Liguria risulta che gli accessi con diagnosi principale riconducibile ad una malattia cronica sono circa il 19% del totale, evidenziando una percentuale di accessi urgenti (codice giallo o rosso) pari al 43% del totale degli accessi cronici (rispetto ad un valore medio generale del 27% e del 24% per i pazienti “non cronici”). Guardando alle schede di dimissione ospedaliera, si osserva che il 49% dei ricoveri sono caratterizzati da una diagnosi principale riconducile ad una malattia cronica (percentuale che sfiora il 65% se si estende anche alla diagnosi secondaria).

Considerando per esempio una particolare patologia cronica, ovvero l’insufficienza cardiaca cronica, si osserva un’età media di 77,7 anni ed una percentuale di ultra settantacinquenni pari al 68% (solo il 14% dei pazienti ha meno di 65 anni). A questo dato si deve poi aggiungere il fatto che la quasi totalità dei pazienti che accedono al PS con questa diagnosi vengono ricoverati in reparto.

Sempre con riferimento all’assistenza offerta dai Pronto Soccorso, certamente uno dei reparti più “delicati”, incrociando i dati con le proiezioni demografiche dell’Istat, si evidenzia come l'aumento della popolazione anziana condurrà (nei prossimi 50 anni) ad un notevole aumento nella domanda di servizi emergenziali della regione, con un incremento negli accessi dei pazienti anziani ultra-ottantacinquenni pari al 102%. All'aumento della domanda (che dipende anche dall’incremento della domanda da parte popolazione straniera) corrisponderanno maggiori costi del sistema emergenziale ligure (stimati in +43%).

L’invecchiamento della popolazione e il prevalere di patologie croniche è di massima rilevanza in termini di sostenibilità del sistema sanitario. Il paziente affetto da patologie croniche è caratterizzato da riacutizzazioni e, conseguentemente, da frequenti accessi presso strutture ospedaliere e di assistenza sanitaria territoriale. In un’ottica di risorse scarse, è necessario ed urgente definire risposte adeguate alla domanda indotta dall’incremento delle patologie croniche attraverso l’individuazione dei principali fattori di rischio e delle variabili inerenti il percorso clinico dei soggetti affetti da tali patologie.

A tal fine il Corso di Perfezionamento in Economia del Farmaco, della Salute e delle Tecnologie Sanitarie APHEC (AdvancedPharmaco&HealthEconomics – www.aphec.unige.it), di cui a settembre partirà la 4° edizione, porta avanti l’obiettivo di mettere a disposizione dei partecipanti, competenze e metodologie di valutazione economica, che possano trovare immediata e proficua applicazione nelle scelte e decisioni del policy maker. Esso ha rappresentato una novità nell’offerta formativa regionale, non solo per le tematiche trattate, ma anche per il nuovo modello di collaborazione pubblico-privato che è stato proposto.

Il Corso è attivato dal Dipartimento di Economia dell’Università degli Studi di Genova, in stretta collaborazione con le più importanti Istituzioni pubbliche e private del Paese. Sin dalla sua prima edizione, ha riscosso un notevole interesse, con domande di partecipazione provenienti da moltissime regioni d’Italia (da ben 7 regioni nell’ultima edizione).

Venerdì 23 marzo, in occasione del convegno “La nuova governance farmaceutica: sostenibilità, regole e prospettive” che rappresenta l’evento conclusivo della 3° edizione del corso, verrà fatto il punto della situazione, insieme ai massimi esperti nazionali del settore. È prevista infatti la partecipazione delle più alte cariche istituzionali, di direttori di aziende e ospedali, di rappresentanti dell’industria farmaceutica e di associazioni di cittadini. I temi della sostenibilità economica e dell’innovazione verranno quindi affrontati, in una logica di interesse collettivo, al fine di individuare insieme soluzioni eque ed economicamente sostenibili.

Marcello Montefiori
Professore Associato di Scienza delle Finanze - Università degli Studi di Genova
Direttore Corso di Perfezionamento in Economia del Farmaco, della Salute e delle Tecnologie Sanitare (Aphec)


14 marzo 2018
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