Quotidiano on line
di informazione sanitaria
Mercoledì 24 OTTOBRE 2018
Lettere al direttore
segui quotidianosanita.it

Dalla Fnomceo un nuovo umanesimo e un nuovo modello di salute per i cittadini

28 MAR - Gentile Direttore,
leggendo la relazione del presidente Anelli mi è venuto alla memoria un pensiero di Einstein: “Tutti sanno che una cosa è impossibile da realizzare, finché arriva uno che non lo sa e la inventa”. Bene, finalmente la FNOMCEO ed il Presidente Anelli si propongono non più come oggetto ma come soggetto politico con una forte ed autorevole proposta culturale che è possibile realizzare.
 
Anelli delinea un processo, in cui le azioni di tutti i soggetti coinvolti devono procedere per acquisire un nuovo pensiero che è cambiamento, svolta, in cui al centro c’è l’uomo. La proposta di Anelli è una “Terapia della Dignità” da somministrare a medici e pazienti, politici ed intellettuali chiamati tutti a raccolta intorno ad un punto nodale che è la dimensione umanistica dell’uomo che sia esso professionista, cittadino paziente.
 
Anelli nella sua relazione utilizza parole, a tutti note, come appropriatezza, complessità, salute, organizzazione, efficacia ed efficienza, declinate secondo una nuova prospettiva culturale: autonomia, responsabilità e cambiamento in cui il medico non è più soggetto amministrato e fornitore di prestazioni:“tecnico della salute, ma “professionista della salute”. La medicina è “un processo di cura”, è “orizzontale” spiega Anelli, quindi interroga e si interroga sui valori, le preferenze, i contesti di riferimento.

 
Il ribaltamento di paradigma è quello della relazione di cura come generatrice di salute e non al contrario, una prestazione di cura/prodotto, che obbliga alla relazione, non più generativa di salute ma di conflitti. Ed è proprio in quest’ottica che è da intendersi il concetto di appropriatezza, non come un algoritmo economico ma come un dovere/diritto etico del medico nel dare le cure giuste al paziente giusto.
 
Il medico sottolinea Anelli è:” il garante ed ultimo baluardo del diritto alla salute individuale e collettiva”. In quanto tale il medico si pone come soggetto politico garante dell’equità, altro tema da lui più volte ribadito. Il SSN deve erogare una medicina giusta, che contrasta le disuguaglianze e facilita l’accesso ai servizi socio-sanitari, deve favorire lo scambio e non la regionalizzazione delle cure e dell’essere medico. In questo senso, auspicabile è il richiamo all’unità di Anelli, perché la FNOMCEO rappresenti “il vero baluardo contro la deriva della professione”.
 
Una FNOMCEO che diventi un contenitore culturale di riferimento per i medici e non per gli interessi di amministratori e politici, dice Anelli: “Vogliamo essere produttori di salute, perché la salute è un diritto fondamentale per i cittadini. La salute pubblica è un bene comune, è ricchezza per l’intera società”.
 
Il Presidente Anelli indice per tutte queste ragioni gli Stati Generali della Professione medica, chiama tutti a raccolta e chiede “ di lavorare tutti insieme, di farne un grande evento politico per dire a tutti che i medici vogliono fare i medici e per questo sono pronti a sfidare il cambiamento”, di “diventare operativi, elaborando una nostra originale e inedita progettazione”. Si rivolge agli intellettuali: “se dobbiamo diventare i riformatori di noi stessi dobbiamo aprire le porte degli Ordini al pensiero riformatore, al pensiero che esplora nuove realtà, che immagina nuove possibilità e un nuovo futuro. E non ne ha paura”.
 
Ripensare alla professione ed al futuro vuol dire ripensare alle donne e ai giovani, due temi sostanziali nella visione di Anelli: “ le donne rappresentano ancora una parte che viene penalizzata, nella professione medica come in altri ambiti”. Le donne guadagnano meno degli uomini, le Nazioni Unite affermano: “è il più grande furto della storia”, per cui si auspica “di costruire le condizioni per favorire la loro partecipazione e coinvolgimento negli organi di rappresentanza”.
 
Simbolica è la chiusura della relazione di Anelli con uno scritto di una giovane medico: “Noi come donne chiediamo di lavorare per la FNOMCEO per accrescerne la forza e la credibilità convinte che non è la FNOMCEO che si deve occupare di noi, siamo noi tutti, uomini e donne, che dobbiamo occuparci unitariamente della FNOMCEO”.
 
Loro sono gli eredi di un percorso che dobbiamo consegnargli perché sia una risorsa e non un peso di cui liberarsi; per progettare una nuova visione, potremmo semplicemente ripartire da qui, ascoltiamoli. Il discorso di Anelli è un discorso ampio, programmatico che ha una visione ed un pensiero, che è una parola, che ricorre spesso nel suo discorso, per certi versi utopistico, di quell’utopia che il pensiero unico ha declassato a relativo, inutile ma che tutti inseguono e che potremmo chiamare l’utopia di un nuovo e moderno umanesimo, per la costruzione di un nuovo modello di salute per i cittadini.
 
Vincenzo Defilippis
Presidente Federazione Europea Associazioni Medici Cattolici 


28 marzo 2018
© Riproduzione riservata


Altri articoli in Lettere al direttore

lettere al direttore
ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWS LETTER
Ogni giorno sulla tua mail tutte le notizie di Quotidiano Sanità.

gli speciali
Quotidianosanità.it
Quotidiano online
d'informazione sanitaria.
QS Edizioni srl
P.I. 12298601001

Via Boncompagni, 16
00187 - Roma

Via Vittore Carpaccio, 18
00147 Roma (RM)


Direttore responsabile
Cesare Fassari

Direttore editoriale
Francesco Maria Avitto

Direttore generale
Ernesto Rodriquez

Redazione
Tel (+39) 06.59.44.62.23
Tel (+39) 06.59.44.62.26
Fax (+39) 06.59.44.62.28
redazione@qsedizioni.it

Pubblicità
Tel. (+39) 06.89.27.28.41
commerciale@qsedizioni.it

Copyright 2013 © QS Edizioni srl. Tutti i diritti sono riservati
- P.I. 12298601001
- iscrizione al ROC n. 23387
- iscrizione Tribunale di Roma n. 115/3013 del 22/05/2013

Riproduzione riservata.
Policy privacy