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Documento su direttiva Euratom. Perché non sono stati chiamati anche i Tsrm?

14 NOV - Gentile Direttore,
ho letto con molto piacere l'articolo apparso sul suo quotidiano in data 12 novembre 2018 riguardante il documento, fornito dalle società scientifiche dell'area radiologica agli organismi decisori, su alcune raccomandazioni da tenere in considerazione nell'imminente percorso di recepimento della Direttiva Europea 2013/59/Euratom.

Il documento propone, a mio avviso, spunti e tematiche attuali e di grande interesse che ritengo corretto vengano prese in considerazione in modo serio e, possibilmente, pragmatico.

Ciò detto, mi sorge spontaneo un quesito che riguarda la motivazione, a me sconosciuta, per la quale tale documento intersocietario non veda annoverata tra le società scientifiche responsabili della stesura alcuna rappresentanza dei Tecnici Sanitari di Radiologia Medica.

Eppure mi preme ricordare che in data 21 ottobre 2017, a Roma, ha preso vita, dall'unione di 7 Associazioni Scientifiche di settore, una società scientifica, denominata FASTeR (Federazione delle Associazioni Scientifiche dei Tecnici di Radiologia) che, proprio pochi giorni fa, è stata inserita ufficialmente dal Ministero della Salute nell' "Elenco delle società scientifiche e associazioni tecnico-scientifiche delle professioni sanitarie ai sensi del DM 2 agosto 2017".


Quindi, per quale strano motivo tale Associazione non è stata nemmeno consultata durante la stesura del documento di cui sopra?

Forse perchè si tratta di un'Associazione di secondo livello composta da professionisti non di Area Medica o Dirigenza Sanitaria? Mi sembra molto strano, visto che la legge 251/00 ha istituito la Dirigenza delle Professioni Sanitarie e ha riconosciuto la Dirigenza di Area Tecnica.

Forse perchè non fa parte dell'area radiologica? Mi sembra ancor più strano, visto che il professionista abilitato per legge a svolgere, in via autonoma su prescrizione medica tutti gli interventi che richiedono l'uso di sorgenti di radiazioni ionizzanti [...omissis] è il Tecnico Sanitario di Radiologia Medica (DM 746, 26 settembre 1994).

Forse ancora perchè priva di adeguate conoscenze? Mi permetta di nuovo di non essere in accordo, visto che una delle Associazioni Scientifiche di settore e costituenti la FASTeR è la AITRO (Associazione Italiana Tecnici Sanitari di Radioterapia Oncologica e Fisica Sanitaria).

Non riesco quindi a trovare risposta sensata al mio quesito, se non ipotizzando che la scelta di escludere, da questo documento come da altri ambiti, la professione dei Tecnici Sanitari di Radiologia sia l'ennesimo tentativo di minarne la crescita professionale e culturale.

Mi riesce costantemente difficile capirne la motivazione, dato che il Tecnico Sanitario di Radiologia Medica è l'unico professionista che è costantemente presente quando viene effettuata unì'indagine diagnostica e/o interventistica con l'utilizzo di radiazioni ionizzanti. Basti pensare a tutte le volte in cui uno specialista di area non radiologica abbia necessità di utilizzare apparecchiature radiologiche nelle sale operatorie e/o ibride. E' forse il Medico Radiologo, il Fisico Medico o il Medico Nucleare il professionista al quale lo specialista si rivolge per ottenere la miglior immagine possibile con la minor dose erogata al paziente? Di certo no, è senza ombra di dubbio il Tecnico Sanitario di Radiologia Medica.

Ciò nonostante il TSRM, in quasi tutti gli atti legislativi di area radiologica, viene identificato come la persona (nemmeno il professionista) delegata per gli aspetti pratici.

La pubblicazione del documento delle società scientifiche della Dirigenza Medica e Sanitaria dell'Area Radiologica ne è l'ennesima riprova.
 
Cristian Bonelli
Tecnico Sanitario di Radiologia Medica 


14 novembre 2018
© Riproduzione riservata


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