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La formazione medica e la mozione Fnomceo ‘al passo con i tempi’

di Roberto Bellacicco

18 NOV - Gentile direttore,
la settimana appena conclusa ha visto una rivincita sul piano della percezione esterna della medicina generale. Mi riferisco allo studio del Censis sul gradimento dell’operato dei medici e alla mozione approvata dalla Fnomceo sulla proposta di riconoscimento della specialità in medicina generale.
Lo studio Censis ha riportato che l’87% dei pazienti ha fiducia nel suo medico di medicina generale, la percentuale più alta fra i medici del SSN. Tale dato riflette una preferenza del cittadino al modello di medicina di prossimità e di continuità che storicamente si contrappone al modello di medicina burocratizzata e decentrata.

Lo studio Censis conferma la direzione di marcia adottata fin dal 2012 che prevede lo spostamento del baricentro del SSN da un modello ospedalo-centrico ad un modello territorio-centrico per una maggiore razionalizzazione delle risorse e per decongestionare gli ospedali che rimangono il punto di riferimento per acuti, casi complessi e chirurgie maggiori.


La mozione approvata dal consiglio nazionale della Fnomceo con proposte indirizzate a governo e parlamento riguardo la formazione medica rappresenta un passo in avanti, certificato da un ente istituzionale, per risolvere i tantissimi e non più rinviabili problemi che riguardano la formazione.

L’aumento dei posti in specializzazione, il modello di “un ingresso-una borsa di formazione post laurea” e il mantenimento dell’accesso programmato sono la risposta della Fnomceo ad una crisi del sistema di formazione che rischia di far affondare il SSN.

La Fnomceo ha inoltre proposto il riconoscimento legale della medicina generale come specialità adeguando la legge italiana ad una situazione di fatto già esistente ed in linea con la comunità scientifica internazionale e con gran parte dei paesi europei.  

La mozione approvata è interessante e vale la pena soffermarsi sulle esatte parole:
“far sì che il titolo di medico di medicina generale, pur nella peculiarità del corso, che deve essere triennale e che non può prescindere dal ruolo degli Ordini, sia definito una specializzazione”.

La Fnomceo pur non affrontando i due nodi fondamentali che impediscono da diversi anni la risoluzione della questione (equipollenze e titolarità di insegnamento) ribadisce il ruolo degli ordini e la peculiarità della formazione in termini di qualità e di durata.

La Fnomceo fa intravedere la possibilità che anche un ente esterno all’università (ordine dei medici, aziende sanitarie o ospedaliere) possa certificare la qualifica di specialista. La novità è di assoluta rilevanza perché potrebbe aprire la strada al modello della formazione all’interno dei “teaching-hospital” non universitari, già esistente all’interno del Corso di Formazione Specifico in Medicina Generale, come avviene in altri paesi europei anche per specialità diverse dalla medicina generale.

Il ruolo dell’università deve e continuerà ad essere fondamentale nella formazione ma bisogna prendere atto che in altri paesi non solo europei la formazione post laurea “sul campo” passa anche attraverso enti non universitari riconosciuti dallo stato.

Con questa mozione al passo con i tempi la Fnomceo ha pienamente adempiuto ai suoi compiti istituzionali dimostrando attenzione e sensibilità al tema della formazione. Ora tocca al parlamento fare altrettanto e concretizzare le proposte, possibilmente evitando le solite tempistiche bibliche.  Ci vorranno anni e probabilmente un paio di legislature ma la strada è tracciata.

Il riconoscimento della qualifica di specialista in medicina generale va nella direzione del miglioramento della percezione della professione agli occhi degli studenti di medicina che purtroppo ancora scontano il mancano insegnamento della disciplina all'interno del corso di laurea e che per una grandissima parte non sanno come funzioni la medicina territoriale e il sistema delle cure primarie (assistenza primaria e specialistica ambulatoriale)
Non a caso il numero degli studenti che decide di mettere la medicina generale come prima scelta sale subito dopo il tirocinio di stato dove per la prima volta gli studenti scoprono la professione del MMG durante il mese dedicato alla medicina generale.

La riforma dell’esame di stato che anticipa il tirocinio di stato al sesto anno servirà a migliore tale percezione e ad indirizzare gli studenti verso una disciplina ancora poco conosciuta.

Le importanti novità introdotte con il nuovo ACN non possono far passare in secondo piano la questione della percezione della professione della medicina generale che resta ancora oggi di assoluta attualità perché per creare un SSN territorio-centrico bisogna prima formare dei medici territorio-centrici.

 
Roberto Bellacicco
Tirocinante di stato in medicina e chirurgia 

18 novembre 2018
© Riproduzione riservata


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