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Primo soccorso? Partiamo con l’insegnarlo nelle scuole

14 DIC - Gentile direttore,
ho letto con molto interesse, essendo coinvolto in prima persona, la lettera del dott Mario Balzanelli, Presidente della Società Italiana Sistemi 118, pubblicata su Quotidiano Sanità. Nella missiva, indirizzata alla Camera ed al Senato, Balzanelli tocca un tasto dolente, un argomento a mio avviso, fondamentale, cardine per una società che vuole essere “umano centrica”: il primo soccorso.
 
I numeri, sciorinati dal Presidente del SIS sono impietosi ed obbligano ad una riflessione che non può più essere rimandata, bisogna istituire un momento, una giornata dedicata alla prevenzione delle morti evitabili! Troppe volte abbiamo assistito o avuto notizia di persone, peggio, bambini, che per banali incidenti hanno perso la vita. La morte improvvisa è devastante, soprattutto se arriva durante la quotidianità, in occasione di un pranzo, un gioco, una banale dimenticanza. Le casistiche ci consegnano morti evitabili per arresto cardiaco ed ostruzione delle vie aeree.


Quale passo dunque più nobile ed onorevole di quello di rendere Istituzionale una giornata dedicata alla formazione del Primo soccorso? Sono sicuro che l’appello di Balzanelli, dall’alto della sua esperienza, non potrà che incontrare risorse ed approvazioni nei gangli vitali della vita comunitaria, presso quelle sedi elette alla massima rappresentanza e tutela della salute dei cittadini. Sensibilizzare oggi vuol dire far crescere adulti preparati e consapevoli domani: preparati alle emergenze e consapevoli delle fatalità che può riservare la vita di tutti i giorni. Da operatore delle Misericordie, mi confronto quotidianamente con drammatici eventi. Perdere un figlio per un boccone, o non saper applicare il massaggio cardiaco esterno vuol dire scegliere tra la vita e la morte. O meglio, non poter scegliere. Cominciamo dunque dalle scuole.
 
Una sorta di immunità di gregge del primo soccorso, portiamo tra le aule operatori esperti che spieghino in poche ore come intervenire in caso di necessità. Alcuni Paesi europei già hanno attivato iniziative simili, basterebbe davvero poco. Potremmo usare le aule delle scuole o le delegazioni sul territorio per i corsi. I costi sarebbero assolutamente sostenibili, magari con l’aiuto degli enti locali, i volontari sarebbero l’ossatura centrale di tale sistema educativo. Educativo perché avrebbe i canoni di una formazione vera e propria e le conseguenti ricadute sociali: preparazione, informazione, approccio al volontariato. Dunque non posso che plaudire all’ appello del dott Balzanelli, e proverò da par mio a farmi promotore presso tutte le sedi competenti, in qualità di formatore e soccorritore delle Misercordie.
 
La vita di una persona, di un bimbo non può essere relegata ad un attimo di incoscienza, di panico. E’ dovere di ogni cittadino formarsi ed adoperarsi per evitare l’evitabile. E’ obbligo per una classe politica adempiere e fornire le migliori condizioni per consentire di applicare il tutto nella maniera in assoluto più utile per la collettività.
 
Stefano Di Stefano
Direttore Centro di Formazione
Federazione Misericordie Lazio

14 dicembre 2018
© Riproduzione riservata


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