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Lettere al direttore
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Quattro storie di Natale

25 DIC - Gentile Direttore,
vorrei riflettere con lei e i suoi lettori su 4 notizie. La prima riguarda le dimissioni del Presidente Ricciardi dai vertici dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS), seguite da quelle dei Prof. Remuzzi, Santoro e Vitale. Al di là delle ragioni che li hanno indotti a dimettersi,appare poco chiara la motivazione che ha spinto i 22 Direttori delle strutture tecnico-scientifiche dell'ISS a dichiarare che l'ISS continua ad essere un organo scientificamente indipendente, senza interferenze da parte dei Governi.
 
È come se il Direttore di un’Unità Operativa Complessa ospedaliera decidesse di dimettersi e i suoi collaboratori prendessero le distanze dichiarando ufficialmente la loro estraneità alla decisione del Direttore.  È pur vero che il Ministro Grillo si è risentita affermando che “chi lancia accuse infamanti, ne risponderà nelle sedi opportune”, ma immaginiamo che un movente “difensivo” non possa aver indotto i 22 Direttori a chiarire la loro posizione. Allora quale motivazione li ha spinti?

 
D’altronde quando lo stesso Ministro ha ritenuto di revocare la nomina ai 30 membri non di diritto del Consiglio Superiore di Sanità, i 22 Direttori hanno taciuto.
 
Si dirà: ma le due Istituzioni sono diverse. Vero, ma anche nei Paesi in cui lo spoil system politico è la regola, nessuno lo ha anche applicato alle istituzioni scientifiche.
 
Il nostro è un singolare Paese dove chi interviene nelle questioni di pubblico interesse ritiene che il fatto stesso che ha qualche titolo per farlo sia sufficiente a spiegare perché lo fa, mentre non  ritiene di spiegare perché non lo fa in occasioni in cui avrebbe potuto essere utile la sua voce.
Conforta che il Presidente Anelli abbia ringraziato il Presidente Ricciardi, a nome dei medici italiani.
 
La seconda notizia riguarda la convocazione il 13 dicembre in Fnomceo del Presidente Omceo di Bologna Dott. Pizza, per rispondere circa la radiazione del Dott. Venturi, medico e Assessore alla Sanità della regione Emilia-Romagna.
La materia è delicata, ma lo è di più per i cittadini allarmati dall’affermazione che il sistema di emergenza 118, a causa delle modalità d’intervento previste dai protocolli regionali è in mano a infermieri non autorizzati alle funzioni di diagnosi e cura.
 
Informare tutti in merito almeno ai contenuti dell’audizione avrebbe avuto un valore di vicinanza collaborativa e di presenza rassicurante per la popolazione. Così, dopo tanto chiasso, su una vicenda ancora tutta da spiegare cala il silenzio.
La terza notizia riguarda la deroga per l’iscrizione all’Ordine delle professioni sanitarie.  Nella manovra finanziaria il comma 283 bis, modifica la legge 42/99, stabilendo una deroga per l’iscrizione agli ordini di fisioterapisti, tecnici di laboratorio, logopedisti, ostetriche che abbiano lavorato senza titoli, nell’arco di 10 anni, almeno 36 mesi.
 
Tre senatori M5S hanno affermato che “le persone che da decenni esercitano queste professioni all’interno del SSN, con la legge Lorenzin rischiavano la perdita dell’attività o il licenziamento. Si è reso quindi necessario un intervento per evitare che questi professionisti debbano iscriversi all’albo per non incorrere nel reato di esercizio abusivo della professione.
 
Le associazioni di professionisti non l’hanno presa beneVedremo la risposta degli Ordini dei medici quando questi si troveranno a lavorare con operatori non abilitati.
 
Infermieri laureati e addestrati all’emergenza no, come sostenuto a Bologna dalla OMCeO e dal M5S, questi si per legge.
 
L’ultima notizia è raccapricciante. Due bambini di origine nigeriana sono stati sottoposti a circoncisione rituale in casa, a Monterotondo (Roma) e uno è morto.
Il Presidente dell’Associazione Medici di Origine Straniera, consigliere dell’OMCeO di Roma, informa che in Italia le circoncisioni rituali clandestine per motivi economici e per mancanza di strutture autorizzate a praticarle, sono più del 35% del totale.
 
In un’intervista del 2013 il vicepresidente Fnomceo Benato affermava che la circoncisione rituale è un atto religioso da ricondurre alla libertà di  culto garantita dall’art. 19 della Costituzione. La conformità della pratica ebraica ai principi del nostro ordinamento è confermata nell’intesa Stato italiano – Unione Comunità Ebraiche (legge 101/1989) i cui principi possono estendersi a tutte le confessioni religiose che prevedono la circoncisione. L’operazione, esclusa dai LEA, può essere eseguita solo a pagamento presso ospedali e ambulatori disponibili.
 
La mancata copertura sanitaria può rappresentare una discriminazione fra bambini in base al reddito o all’etnia. Infatti, molte famiglie immigrate (in particolare africane) non possono affrontare il costo dell’intervento e ricorrono a pratiche tradizionali in casa esponendo il bambino a complicazioni.
 
Così, con la legge 194 abbiamo giustamente garantito sicurezza alle donne che ricorrono alle IVG, ma non siamo in grado di offrire le stesse garanzie ai bambini di comunità religiose che prevedono la circoncisione ma non possono pagarla.  
Certamente qualcuno obietterà che non esistono ragioni di carattere etico e sanitario per indurre lo Stato a porre a carico della collettività la circoncisione rituale. Tanto più se praticate da persone e su persone che, in base al “decreto sicurezza”, sono considerate clandestine.
 
Chissà quanti buoni cristiani sanno che Gesù fu circonciso, secondo il rito ebraico, 8 giorni dalla nascita, come narra il Vangelo di Luca (2,21). L'evento è festeggiato il 1° gennaio dalla Chiesa cattolica di rito ambrosiano, adottato nell'arcidiocesi di Milano e legittimato dal Concilio di Trento e dal Concilio Vaticano II.
 
Se Gesù si fosse trovato oggi a Monterotondo, non potendo i genitori offrirgli una circoncisione in intramoenia o in casa di cura, avrebbe corso un brutto rischio.
 
Giuseppe Gristina
Medico, anestesista rianimatore – Roma

25 dicembre 2018
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