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Deroga iscrizione Ordine. Massofisioterapisti solidali con Grillo e Lorefice

26 DIC - Gentile Direttore,
la deroga per l’iscrizione negli elenchi speciali presso l’Ordine ha generato un dibattito infuocato e senza precedenti. Spesso volgare e irrispettoso verso gli esponenti dell’esecutivo come confermano certi epiteti sui social di sedicenti fisioterapisti. Il Direttivo del CEM prende le distanze da singoli soggetti, già parte dell’area riabilitativa, le cui esternazioni sarebbero meritevoli di querela e magari di espulsione dall’Ordine-Albo.
 
Il Direttivo del CEM esprime, pertanto, massima solidarietà nei confronti della Ministra Giulia Grillo e della Presidente Marialucia Lorefice, la quale peraltro si è sempre dimostrata disponibile al dialogo ed al confronto con tutti gli interlocutori. Questa vicenda evidenzia, nella sua gravità comportamentale, un fatto al CEM conosciuto da tempo: l’unica preoccupazione dell’AIFI e dello SPIF, negli anni, è stata esclusivamente quella di tentare di “eliminare” o “limitare” i massofisioterapisti quali potenziali concorrenti dal mercato della riabilitazione motoria. E questo, coadiuvati da un sistema compiacente.

 
Altro che la salute dei cittadini!Più seriamente avrebbero dovuto ricercare, negli anni, le cause reali per le quali si è giunti a tale provvedimento e molto probabilmente avremmo messo la parola fine, molti anni fa, a situazioni imbarazzanti anche per le Istituzioni stesse. Al contrario AIFI e SPIF hanno sempre caratterizzato il loro operato osteggiando una condotta autoritaria ed assolutista nei confronti di varie figure sanitarie: medici fisiatri (e non solo), infermieri, osteopati e massofisioterapisti.
 
Spesso strumentalizzando situazioni e manipolando la realtà dei fatti: verificate, ad esempio, se la sentenza della Corte Costituzionale n.300 del 2007 riguardava i massofisioterapisti? Eppure l’AIFI ha fatto credere tutto questo dal 2010, nelle varie pronunce amministrative, fino ad oggi senza che nessun soggetto di rappresentanza vi si opponesse.
 
Al contrario, l’atto di deroga per l’iscrizione alle liste speciali presso l’Ordine, nasce dalla poca chiarezza e linearità della seconda riforma sanitaria che di fatto ha visto numerose Regioni ed Istituti privati continuare la formazione professionale, affiancata a quella universitaria. Il DM 10.07.1998 (valido per i massofisioterapisti vedenti e non, si veda sentenza TAR Umbria n.340 del 2001) stabiliva la proroga dei corsi di massofisioterapisti per salvaguardare la posizione delle Regioni e degli Istituiti formatori con l’intento di riordinare la figura ai sensi della legge n. 112 del 1998. Riordino non più attuabile con quella legge, a causa del riordino intervenuto ai sensi della legge n.42/99 e DM 27.07.2000.
 
Dunque per questa motivazione, e con l’entrata in vigore della legge n.3 del 2018, migliaia di massofisioterapisti avrebbero dovuto perdere il posto di lavoro (non perché abusivi) per l’inerzia delle Istituzioni e di governi precedenti, che non hanno svolto il loro compito scrupolosamente? Ovviamente se tutto ciò fosse avvenuto, i massofisioterapisti avrebbero perso il diritto di poter lavorare e quella fetta di mercato sarebbe andata appannaggio dei fisioterapisti.
 
Questa è la vera motivazione dell’acceso dibattito sul provvedimento in questione! Ripeto: altro che l’interesse per tutela della salute dei cittadini! Altro che abusivi i massofisioterapisti! Semmai vittime di propaganda e di interventi normativi eterogenei a cui si cerca di porre un rimedio definitivo e che non escluda nessuno! Inoltre i contestatori, ignari del testo definitivo della legge di bilancio, parlano ancora di emendamento: “l'emendamento prevede che «chi ha svolto professioni sanitarie senza il possesso di un titolo abilitante ed idoneo per l'iscrizione all'albo professionale”.
 
Nel testo definitivo, che sarà votato alla Camera giovedì o venerdì, la frase appena citata è totalmente inesistente e frutto di propaganda di sigle contro interessate o media compiacenti. Cari AIFI-SPIF, qualche volta è scomodo sentirsi fratelli, ma è grave considerarsi figli unici, o peggio prediletti! Vorrei concludere sottolineando che i massofisioterapisti non sono un manipolo di “incompetenti” o “lavativi” che vogliono essere “fisioterapisti”.
 
Semmai siamo dinanzi a persone che già hanno le competenze necessarie per effettuare trattamenti sanitari riabilitativi in ambito ortopedico e traumatologico, e vogliono continuare a svolgere la professione sanitaria chiedendo di fare chiarezza attorno alla figura ripristinando diritti che attualmente ci sono negati.
 
Al Presidente dell’Ordine Beux rivolgo nuovamente l’invito a considerare seriamente una maxi multa, se non addirittura l’auspicata espulsione dall’Ordine-albo, di quei soggetti, sedicenti fisioterapisti, che con ingiurie impronunciabili si sono rivolti pubblicamente, sui social, alla Ministra Grillo e alla Presidente Lorefice. Poiché, Presidente Beux, l’etica comportamentale è fondamentale in ogni ambito sociale, a maggior ragione all’interno di un Ordine che non può essere condiviso con bipedi estremisti ed intolleranti.  
 
Cosma Francesco Paracchini
Presidente Comitato Europeo Massofisioterapisti

26 dicembre 2018
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