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Guardia medica. Caro collega, a Caserta lo Snami continua a battersi a schiena dritta

07 GEN - Gentile Direttore,
sono rimasto molto colpito dall’articolo del Collega Michele Cavallo. Mi ha molto colpito principalmente una sua certa rassegnazione, venata da un larvato qualunquismo. In verità di ciò non gliene faccio una colpa: il Collega non era del tutto informato su ciò che sta avvenendo intorno alla Guardia Medica nell’ASL Caserta.

Cosa fanno i Sindacati? Perché non difendono i propri iscritti? La cosa mi indigna, e non poco. Il Collega, se vuole, può approfondire il discorso sulla problematica della guardia medica compulsando, anche superficialmente, il nostro sito www.snamicaserta.it. Si accorgerà che sulla vicenda ci siamo letteralmente svenati. E una battaglia, forse non ancora la guerra, all’ultimo momento (pensate: il 31 Dicembre 2018 alle ore 12,30) l’abbiamo vinta: l’ASL Caserta, nelle persone del Responsabile Cure Primarie e del Direttore Generale, ha dovuto innestare la retromarcia! Siamo stati soli, unico Sindacato, forse meno rappresentativo della Fimmg, ma infine l’abbiamo spuntata.


Mi si perdoni il paragone ardito, ma mi è venuto in mente l’episodio dei Professori Universitari raccontato dal mai dimenticato Umberto Eco: nel ’31 i dodici Professori che non firmarono il giuramento sul fascismo salvarono l’onore di tutto il mondo accademico italiano.

Nel Maggio 2018, durante il Comitato aziendale dell’ASL Caserta, lo Snami non firmò il verbale – che non individuava nuove zone carenti di Continuità Assistenziale -, sottoscritto e voluto dall’ASL Caserta, dalla Fimmg, dallo SMI e da Intesa. Non solo non firmai – con ciò salvando l’onore di tutto il Sindacalismo -, ma feci ricorso, attualmente davanti al Consiglio di Stato. A spese degli iscritti dello Snami, ma valevole, per dirla come il Collega Cavallo, “erga omnes”. La battaglia è stata dura, durissima. Molti Colleghi Precari che chiamarono la Polizia stavano in contatto stretto con me. Un po' di colpa e di autocritica la fecero loro stessi. A suo tempo dovetti cercare con il lanternino qualche Collega Sostituto che mi firmasse il ricorso. Moltissimi rifiutarono – non credo per infingardaggine, ma forse per una forma di timore reverenziale … non saprei – ma, i pochi che accettarono di firmare, salvarono, come sopra, l’onore di tutti.

Non abbiamo lesinato attacchi a nessuno, decine e decine di riunioni abbiamo effettuato, abbiamo chiamato in tutti i Presìdi per avere un quadro preciso della situazione della Continuità Assistenziale, abbiamo lavorato gomito a gomito con il nostro studio Legale per diffidare l’ASL e La Regione, nella Persona del Massimo Responsabile del Sistema Sanitario Regionale, l’avv. Postiglione.

Perché l’ASL e le altre sigle sindacali hanno deciso tutto questo? Cui prodest? Per intanto l’Asl ha fatto retromarcia, abbiamo chiesto di porre la questione all’ordine del giorno al Comitato ex art. 24 della Regione, abbiamo elaborato (sarebbe troppo lungo spiegarlo in questa sede) tutti gli strumenti tecnico/giuridici per contrastare il tentativo di ridurre il rapporto ottimale e quindi il depauperamento della guardia medica, con evidentissime ripercussioni sulla serenità dei Colleghi titolari e sull’impatto lavorativo dei Colleghi Sostituti e Precari.

Per intanto, mi perdoni, sig. Direttore, i toni un po’ sopra le righe, e mi perdoni il Collega Cavallo, ma le battaglie alcuni Sindacati le combattono, talvolta le perdono, altre volte sbagliano, raramente le vincono, ma ho l’orgoglio di dirvi che qualcuno di noi ha ancora la schiena dritta.

Antonio Merola
Titolare di Guardia Medica
Segretario Organizzativo SNAMI Caserta


07 gennaio 2019
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