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Deroga iscrizione Ordine. Valutazione qualitative? Ok, ma allora per tutti

07 GEN - Gentile Direttore,
Troppo spesso noto che esponenti politici, giornalisti in cerca di scoop e rappresentanti di sigle dell’area riabilitativa non hanno ben chiaro il ruolo della politica. La politica ha il dovere di dirimere le diatribe tra cittadini e tra cittadini ed istituzioni. Al contrario i giudici, nel caso specifico dei massofisioterapisti vittima di un ventennio di proroga dei corsi, si sono espressi sul caso singolo e sulla base di una normativa eterogena.
 
L’attuale esecutivo, con la legge di bilancio, ha posto un rimedio, non certo una soluzione definitiva, ad uno scempio che si trascinava dalla seconda riforma sanitaria (1992) e proseguito al 31.12.2018 con la proroga dei corsi di massofisioterapista come prevedeva il DM 10.07.1998 (Sent. TAR Umbria n. 340 del 2001).
 
L’attuale legge di bilancio, non prevede che possano essere riconosciuti titoli non abilitanti. Nemmeno riconosce o legalizza chi ha esercitato abusivamente una professione! Perché se così fosse, mi chiedo per quale motivo migliaia di persone, e non un risicato numero, non siano mai state denunciate, da nessuno e per ben 20 anni, alle autorità competenti a maggior ragione dopo l’entrata in vigore della legge n.3 del 2018? Perché tale denuncia non è mai partita nemmeno dai funzionari del Ministero della Salute i quali avrebbero dovuto essere i primi a tutelare la salute dei cittadini? Eppure questo, per 20 anni, non è mai avvenuto! Dico 20 anni! L’On. Maria Teresa Bellucci ha dichiarato in Parlamento: “Il Governo ha accolto, come raccomandazione, il mio Ordine del Giorno per porre rimedio al loro errore nel maxi emendamento che avrebbe legalizzato l’abusivismo delle professioni sanitarie”.  

 
On. Bellucci perché, negli anni, lei o la sua compagine politica non avete mai segnalato questa “anomalia” in Parlamento? O nelle commissioni preposte? O addirittura denunciando alle autorità competenti 20.000 abusivi che hanno esercitato per anni in maniera indisturbata? A maggior ragione se aveva a cuore la tutela della salute dei cittadini!
 
L’unica risposta che riesco a dare alla On. Maria Teresa Bellucci è che la seconda riforma sanitaria e la proroga dei corsi di massofisioterapista non è mai stata portata all’attenzione, per ben 20 anni, né dal centro destra, né dal centro sinistra! E che con ogni probabilità ed in maniera pirandelliana, noi massofisioterapisti vittima di proroga dei corsi come da DM 10.07.1998, abbiamo assistito per 20 anni al gioco delle parti che mantenevano in vita altre forme subdole di interesse clientelare, lobbistico e magari tangentista.
 
Altrimenti tutto questo non si spiega! Altro che la salute dei cittadini!!! In merito dell’ordine del giorno proposto dall’On. Maria Teresa Bellucci è scritto che: “si pretende di valutare i soli elementi quantitativi-temporali e non anche qualitativi basati sul percorso formativo.” A tal proposito chiedo pubblicamente al Governo che la proposta dell’On. Bellucci venga estesa anche ai titoli di coloro già iscritti nell’albo o che si dovranno iscrivere: siano essi titoli universitari di fisioterapia, sia titoli equipollenti o equivalenti.
 
O di coloro che dovranno accedere agli elenchi speciali. E questo perché in data 9 aprile 2016 il presidente dell’AIFI Mauro Tavarnelli dichiarava in un “famoso” video, al minuto 9 e 50”, che: “Il corso di laurea triennale di fisioterapia non è più sostenibile e non ci dà più quel livello di competenze che ci chiede sia la società che il mercato. Il fisioterapista è un professionista che rischia di avere nozioni troppo generiche e di base.” (Allego il video).  Noi del CEM ne prendiamo atto! Pertanto che i criteri quantitativi-temporali e qualitativi basati sul percorso formativo vengano estesi a tutti i professionisti a prescindere dalla formazione! Se la legge è uguale per tutti, ovviamente.
 
Cosma Francesco Paracchini
Presidente Comitato europeo massofisioterapisti (Cem)

07 gennaio 2019
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