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La doppia identità uccide il sindacalismo. Il caso degli specialisti convenzionati

03 MAR - Gentile Direttore,
finalmente il conflitto d’interesse che imperversa all’interno di alcuni Sindacati che siedono al tavolo della Specialistica Convenzionata, si è palesato.
Ci si può sedere al tavolo di trattativa nazionale per la Specialistica Convenzionata rappresentando gli interessi della dipendenza? SIVEMP ed altre sigle sindacali confluenti nel FESPA, vorrebbero relegare, ancora una volta, i Medici Veterinari Convenzionati a ricoprire un ruolo marginale all’interno del Servizio Sanitario Nazionale, quando lo stesso SSN, molto deve ai convenzionati stessi.

Un comportamento ambiguo con il solo fine di tutelare apertamente, la dirigenza medica pubblica a scapito della medicina veterinaria convenzionata interna che è pubblica anch’essa. Il primo dovere etico nei confronti degli iscritti, deve essere la chiarezza d’intenti.
 
Questi sindacati, prestanome e di facciata, gestiti e governati da altre sigle che si siedono su altri tavoli negoziali, nella loro veste di rappresentanti della categoria dei Medici Veterinari convenzionati, hanno già spiegato ai colleghi che, in altra veste, devono perseguire altri intenti?

Per questi sindacalisti la tutela della dirigenza pubblica veterinaria viene prima o dopo la tutela dei Medici Veterinari Convenzionati interni pubblici?
Ritengo sia un loro dovere spiegarlo agli iscritti, perché gli interessi in gioco appaiono totalmente in contrasto.

Non ultimo il caso di un sindacalista seduto al tavolo SISAC della convenzionata come FESPA che, pochi giorni or sono, ha pubblicato su Quotidiano Sanità, un articolo decantando le sue "gesta", in favore di tutti i Medici Veterinari Convenzionati della Regione Campania, definendoli "Precari", firmandosi però come Coordinatore Nazionale della Specialistica e dei Veterinari del SIVEMP, che durante la trattativa in sede SISAC, del 28 febbraio scorso, ha definito "il mio sindacato".
 
Peccato che come SIVEMP non è rappresentativo di alcunché nell’ambito della Specialistica e che le sue gesta in favore dei Medici Veterinari Convenzionati, in verità, sono state rivolte solo e soltanto ai suoi colleghi della provincia di Caserta e non già a quelli di Benevento e Salerno. Inoltre ha dimenticato, di sicuro, che la rappresentatività ha delle regole certe che nulla hanno a che vedere con l’autoproclamazione.
 
Infine ci si chiede come può un Rappresentante di un sindacato rivestire, nello stesso tempo, una carica sindacale a livello nazionale in un sindacato contrapposto, o volendo essere buoni, con intenti totalmente diversi?

Il conflitto d’interesse in ambito sindacale, genera queste figure camaleontiche alla Leonard Zelig, nel pieno rispetto del puro doppio gioco. Con questi repentini cambi di abito, mal si sposa il sindacalismo vero! Già in passato questa anomalia ha prodotto notevoli danni per i Medici Veterinari Convenzionati pubblici, danni, per altro, non ancora sanati e che verranno corretti proprio grazie al SUMAI Assoprof.

Infatti, il nostro sindacato, ha dichiarato con grande forza, al tavolo della SISAC, che il suo primo impegno, nell’attuale trattativa, sarà quello di correggere e sanare una volta per tutte i danni fatti nel 2015 proprio dai doppio giochisti e anche per questo ha chiesto il tavolo separato.
 

Spero che almeno questo palese conflitto, tra le posizioni prese nell’ambito di un solo sindacato, basti ai colleghi per comprendere come non si possa essere rappresentati da chi presenta la sua doppia identità, quasi come fosse una prerogativa.

Infine, nasce l’esigenza di informare il Coordinatore nazionale per la Specialistica e per la Convenzionata del SIVEMP, autore dello stesso articolo su Quotidiano sanità, che la fine del precariato per i Medici Veterinari Convenzionati risale addirittura all’anno 2005, quando gli stessi hanno fatto il loro ingresso all’interno dell’ACN ad opera solo del SUMAI, e che a partire da quella data, nessun Medico Veterinario Convenzionato è stato mai più definito precario, se non dal SIVEMP e ora, chiaramente, anche da lui.
 
Che ci sia una discordanza tra gli intenti che vengono perseguiti, era chiaro da tempo, ma che un sindacalista che tanto decanta accordi, e che essendo lui stesso un Medico Veterinario Convenzionato, si definisca poi precario, disconoscendo o non conoscendo affatto l'ACN per la Specialistica, dovrebbe far riflettere chi si sente, e dovrebbe essere, da lui tutelato.
 
Tiziana Felice
Coordinatore Area Medicina Veterinaria SUMAI Assoprof


03 marzo 2019
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